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E quindi sono tornata dallo psichiatra di fama nazionale che a Dicembre mi disse che lui mi avrebbe prescritto di filarmela da Milano, e di corsa, e gli ho chiesto: “Me lo certifichi, per favore”.

Il risultato è che io adesso ho il seguente certificato medico:

[…] Il quadro clinico trova radice nella incapacità della paziente di adattarsi a una vita milanese che va contro il suo temperamento di base (connotabile come high sensation e novelty seeker) ed il suo sistema di valori.
Per la paziente Milano ed il relativo percepito stile di vita rappresentano una alienazione del suo assetto personologico, che si esprime in un importante disadattamento emotivo […]
In effetti l’anamnesi evidenzia significativi episodi depressivi […] quando la paziente è stata costretta ad andare contro il suo sistema di valori.
Per quanto il quadro attuale sia di buon compenso […] si ritiene molto probabile che la permanenza presso il capoluogo lombardo induca una progressiva erosione della percepita qualità di vita della paziente, erosione che a sua volta è in grado di generare quadri depressivi atipici per le caratteristiche personologiche sopradescritte.

Appare quindi corretto affermare che la permanenza a Milano rappresenta un serio rischio per la salute fisico-psichica della Sig.ra Lia di Haramlik.

Lo psichiatra mi guardava un po’ storto, mentre scriveva. “Ma tu guarda se un milanese purissimo come me doveva capitare con una paziente come lei…”, mi ha detto con tono colpevolizzante.
Io gli ho detto che il suo certificato era bellissimo.
E poi ho aggiunto che se non me lo avessero accettato, però, io e lui ci saremmo rivisti in autunno.
“Sì, lo so”, ha detto lui. “Me la vedrò arrivare il primo giorno di nebbia.”.
“Già”, ho detto io.

E io adesso glielo porto in Provveditorato, ‘sto certificato, e gli dico che devo assolutamente essere mandata al mare, ché non se ne può più.
Che sennò mi impicco a un binario della metropolitana di Precotto, ecco. Che mi incateno al loro ufficio e gli piango contro per tutto l’anno venturo. Che non so quanti anni di Milano ho già scontato e chiedo la grazia, ché manco se avessi ucciso qualcuno sarebbe giustificata, tutta questa infinita detenzione, e che facciamo che basta.
Fatemene andare, dai.

Chiedo di essere esonerata da Milano, con tanto di certificato medico, e scusate se è poco.