
Come la Spagna e l’Irlanda, anche le isole Fiji sono una meta che questo blog approva senza esitazioni.
E infatti:
Tre israeliani respinti alla frontiera delle isole Fiji per maltrattamenti inflitti ai palestinesi durante il servizio militare.
Qua tra un po’ ci facciamo un catalogo vacanze, ci facciamo.
(Grazie a Carlo Fusco per la preziosa segnalazione)
Il Venezuela, vogliamo dimenticarci del Venezuela, con reciproco ritiro degli ambasciatori e sonora ramanzina pubblica? Diciamolo va, facciamo contenti gli indignati silenziosi che monitorano il sito.
mi piace che questo elenco stia cominciando a crescere. Ce n’è voluto di tempo!!!!
Posso fare per un attimo l’avvocato del diavolo? E’ facile (e dà un certo gusto) cedere alla tentazione di dire che questo è un ben meritato contrappasso per l’umiliazione (come minimo) che i palestinesi devono subire ad ogni passaggio di frontiera e ad ogni giramento dell’ufficiale israeliano di turno (per tacere del resto). Però c’è qualcosa che stona: qui non si tratta, come nel “caso” spagnolo che Lia citava, della reazione “dal basso” (barista incluso) a due imbecilli che, dimostrando una rara arroganza, se ne vanno in giro tranquilli con le bandierine di un paese che ne sta facendo a pezzettini un altro. Qui si tratta di un tizio, pure lui in divisa, che dall’alto (alto?) del suo potere, se la piglia con tre tizi sulla base della nazionalità. Dubito che la storia sia tutta lì (la fonte non mi sembra delle più imparziali) ma se così fosse le Fiji non mi sembrerebbero un posto così simpatico.
Cavoli, il Venezuela!
E sì che è grosso, per dimenticarselo…
Mr, ti rispondo con le parole della collega con cui ne parlavo: “E’ una posizione che condividerei se fossimo dinanzi a una situazione più normale; però io credo che di fronte a una simile barbarie si debba essere un po’ più drastici, ché con le garbate buone maniere di sempre non si arriva da nessuna parte. Sono convinta, quindi, che sia doveroso farli vergognare per il fatto di essere israeliani, in modo da spingerli a cambiare politica. E se vengono cacciati da un bar o maltrattati da un funzionario senza che abbiano colpe, che lo dicano e si spieghino.”
Io credo che non ci siano alternative.
E che un tizio in divisa usi il suo potere per testimoniare a favore di una popolazione occupata e vessata non mi scandalizza, no.
Mi limito a constatate che alle Fiji circola dell’istinto da Robin Hood, tra i poliziotti di frontiera.
Lia, sul fatto che condizioni disperate possano richiedere misure drastiche e poco garbate non ci piove. Il problema è che il tizio in divisa, non esercita il suo potere in nome o per conto di un popolo oppresso ma, più semplicemente, di se stesso e delle proprie convinzioni personali. Il fatto che le idee del tizio in questione possano coincidere, in un singolo caso ed esempio o su di una questione in particolare, con le nostre, è un caso. L’idea che chi ha una divisa possa sentirsi libero di trattare la gente come gli pare è molto pericolosa, e nella foresta di Sherwood chi portava la divisa non era Robin Hood, ma lo sceriffo di Nottingham.
Il Venezuela simpatico?
Si, decisamente!
http://video.google.com/videoplay?docid=-3392652783578267863
Comunquye leggiamo bene l’articolo
Verranno presi provvedimenti perchè si tratta dell’iniziativa di un singolo (non a caso musulmano) nn di una “Posizione governativa”…
Un po’ come in Spagna…
JZ
Ricordate il Venezuela e non Cuba? Credo che al di fuori di queli musulmani sia il Paese più filo Palestinese del mondo o forse anti Israeliano. Anche perchè Israele e l’unico paese insieme alle Isole Marshall (Perchè loro? Non me ne faccio una ragione) a votare insieme agli U.S.A. contro le mozioni ONU sull’Abolizione dell’embargo (Bloqueo).
Zorn, io non sono musulmana… ma mi da gusto che la poliziotta abbia preso quell’iniziativa. D’altra parte negli USA, nonostante il visto, è prioritaria la discrezionalità del funzionario alla frontiera. Mi da gusto allo stesso modo in cui, ai tempi dei lager, mi avrebbe dato un gran gusto se avessero fermato alla frontiera e rispedito indietro un bastardo elemento della gestapo.
Quello che mi dispiace è che ora sento alcuni discorsi davvero antisemiti. E già …perchè si fa una grande confusione tra israeliani ed ebrei; ma d’altra parte la colpa è anche di alcuni ebrei che ci sguazzano in questa confusione. Ho conoscenti che ora cominciano a dire che questi ebrei hanno rotto … che mettono in pericolo anche la nostra pace… e si riferiscono agli israeliani… ed io a faticare per spiegare la differenza. E loro a dire che sono loro a creare guerre sempre, perchè hanno in mano i centri di potere economico…. etc etc… si, sapete sicuramente tutti i discorsi veramente antisemiti…ecco quelli … ed era tempo che non li sentivo più. Forse in questo senso qualcuno ha cominciato a dire che Israele ha perso… anche per me ha perso in immagine… eppoi bisogna vedere se ce la faranno a fregarsi il Litani anche con tutto l’aiuto del mondo occidentale che è rimasto a guardare e chiuderà gli occhi. Però il Libano è diverso dalla Palestina. I palestinesi non sono armati… al massimo qualche sasso… facile sparare su civili inermi… altra cosa è lottare ad armi quasi pari con un nemico che è molto più motivato. Quando israele capirà che solo restituendo dignità ai popoli che ha umiliato, derubato di tutto e massacrato, sarà degna di vivere in pace.
“Il difensore del Barcelona Gianluca Zambrotta per la prima volta ha provato sulla sua pelle gli effetti della rivalità calcistica che pervade la capitale catalana, quando un tifoso dell’Espanyol si è rifiutato di farlo salire a bordo del suo taxi solo perchè l’italiano gioca con gli storici nemici della sua squadra del cuore.”
Ma allora in Spagna è un’abitudine! :)
Barbara.
Io capisco il discorso di Lia (il fatto non lo condivida nn vuol dire nulla).
Intendevo dire che episodi quali questo (o quello in Spagna) non sono riconducibili ad una posizione di “un paese”…
L’esempio della gestapo, certo. Ma se l’avessero fatto con una persona per il semplice fatto di essere tedesca, ti avrebbe dato altrettanto gusto?
Sinceramente te la senti di dirlo?
Lo stesso dicasi di quell’episodio.
Ho una carissima amica Israeliana, che ha cambiato per motivi di lavoro un sacco di paesi di residenza.
Non ha mai servito nell’IDF.
Se avessero fatto così con lei solo per il suo passaporto mi sarebbero girate, e parecchio.
Poi sul resto possiamo anche discutere, anche sul fatto dell’Ebraismo identificato (erroneamente,certo) con Israele.
Ma vedi anche tu che è un discorso assai complesso.
Se togli gli Antisionisti tout sai benissimo che Israele ha un legame molto forte per gli ebrei nel mondo.
Anche per gente che non ha mai inviato un centesimo laggiù e/o men che mai pensa di andarci anche solo un minuto.
JZ
Ma secondo voi agli israeliani che si vedono attaare dai missili di qualche squilibrato e hanno reagito con la violenza che abbiamo visto, interessa davvero qualcosa di quello che fa qualche bizzarro personaggio che sta dall’altra parte del mondo (alle Fiji o in Venezuela)?
Signor Gian, lei sa benissimo che i missili sono arrivati *dopo* che gli eroici israeliani hanno cominciato a trasformare il Libano in un parco del neolitico. Perché dunque insiste con questa ignobile retorica del massacro per motivi difensivi?
Quando al fatto che a loro non glie ne fotta nulla è verissimo, infatti è proprio questo il problema, come in ogni criminale il senso di impunità non fa altro che incoraggiare il soggetto nel proseguire le proprie attività e magari a scendere ogni volta più in profondità nella sua calata verso l’orrore.
Scusami Lia, ma non capisco. L’immigration officer dell isole Fiji e’ un imbecille che ha anche abusato del suo potere. Bentornata comunque!
non ha abusato del suo potere…l’ha usato. Chiunque abbia avuto occasione di entrare negli USA, sa benissimo che se non risulta ok al funzionario dell’ufficio immigrazione se ne torna indietro. E’ successo a una mia nipote italiana al 100%. La colpa presunta era l’intenzione di mia nipote di andare a lavorare nel loro stato. La risposta del consolato USA a Roma è stata che la ragazza sicuramente non era stata capace di spiegarsi con il funzionario che ha totale discrezionalità di decisione per chi può o non può entrare. E questo nonostante che il fidanzato americano, al telefono avesse spiegato abbondantemente la situazione. Quando l’aereo sta per atterrare in suolo USA, passano dei foglietti nei quali devi rispondere ad una serie di domande che e me sembrarono idiote …tipo…”sei nazista?”, “sei terrorista?” e via dicendo; che uno pensa “ma che democratici! Ti chiedono e poi entri senza che ti rompano più”…no, non è così, ti controllano e come! e direi che fanno anche bene. Nel caso delle Fiji il funzionario ha voluto vedere una carta speciale, presumibilmente quella che dimostra che la persona ha fatto o non ha fatto il servizio militare; bene, a meno che non sei un refusnick (quindi pentito), hai quasi sicuramente partecipato alle stragi in Palestina. Non bisogna dimenticare le parole di alcuni coraggiosi israeliani (sicuramente non sospetti di antisemitismo)
“”Il coraggio di rifiutare” FINE DELL’OCCUPAZIONE MILITARE UNA PACE GIUSTA IN PALESTINA E ISRAELE
Lunedi’ 20 maggio
ore 17.00 – 19.30
Ufficio per l’Italia del Parlamento Europeo
Sala delle Bandiere
via IV Novembre 149 – ROMA
Incontro con
Sergio Yahni
Israeliano, refusnick di Yesh Gvul
Come ebreo, provo repulsione per i crimini commessi contro il popolo palestinese. E’ mio dovere di ebreo e di essere umano rifiutare risolutamente di prendere parte all’esercito. Come figlio di un popolo vittima dei pogrom e delle distruzioni non posso far parte della vostra insana politica”
Bah, io comincio a pensare che Dio esista davvero.
Anche se la discrezionalità del funzionario mi perplime non poco.
Vero sulla totale discrezionalita’, tuttavia per me rimane un abuso di potere perche’ non puoi vietare l’accesso a tre persone perche’ israeliani punto e basta. L’immigration officer avra’ avuto il suo momento di gloria personale, e per aver fatto cosa? Vietare l’accesso a tre turisti che vengono da un paese che gli sta sulle palle? Ripeto, e’ un imbecille.
Carlo di solito il rifiuto avviene a posteriori o sbaglio? Cioè si tratta di persone che non rifiutano la chiamata di leva come potrebbero essere i nostri obbiettori totali, ma che dopo aver già servito non accettano di essere richiamati o assegnati ad operazioni che nello specifico non condividono (come appunto il servizio nei territori o le missioni in Libano).
Barbara, premesso che approvo tutto quello che hai scritto, vorrei precisare che trovo inadatto il tuo caratterizzare i refusnick come pentiti. Loro siccome hanno rifiutato a priori di essere parte di un crimine (e per questo disposti a pagare in prima persona) non hanno proprio nulla di cui pentirsi e possono infatti camminare a testa alta; uno come Liran Ron Furer invece può essere considerato un pentito.
http://www.google.com/search?q=%22Liran+Ron+Furer%22
Anche io pensavo che la quasi totalità fossero dei chiamati che poi si rifiutavano di andare avanti; ma ritiro il pentito. In fondo ha ragione Carlo, sembra dispregiativo e non voleva esserlo neanche un po; comunque ci tengo a sottolineare che rispetto chi si rende conto di sbagliare e cambia registro.
Questa delle Fiji giuro mi mancava.
Stavo per andare a letto poi mi sono perso nell’haramlik. Ma non è stato un incubo, anzi…
L.