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Io lo so che la gente, normalmente, finisce sui giornali quando fa qualcosa di interessante.
I blogger che frequento io, per esempio, riscuotono l’interesse della stampa per il loro impegno civile, per le epiche battaglie che conducono a favore dei più deboli, per le loro iniziative politiche e per tutte queste cose qua.
Io no.
Io finisco sui giornali perché trasloco.
Ognuno ha le specialità sue.

Sta di fatto che Haramlik, assieme a un po’ di suoi commentatori e alla vigna di Mauro, oggi erano su un paginone del Secolo XIX di Genova, e la colazione al bar della sottoscritta è stata avvincente: avevo gente che leggeva del mio trasloco sia al tavolino di destra che a quello di sinistra.
Io mi guardavo le unghie e mangiavo una zeppola, ché ero alla pasticceria napoletana di San Lorenzo ed è che una comincia a individuarli, i suoi punti strategici.

Mo’ carico la pagina PDF in questo post, se riesco a non litigare con il database.
Poi, prima o poi, spiego come sia potuta succedere, una cosa tanto bizzarra.
Appena riesco ad avere la luce in casa, una linea telefonica e i piedi sul tavolo.

Non dovrebbe mancare molto e sarà meglio che il tutto si sbrighi: cresce di giorno in giorno, questa Genova che una ha da raccontare, e tra un po’ mi diventa un frullato di vicende e non mi ci districo più, se non comincio una buona volta a mettere ordine.

E una avrebbe un blog apposta, dico io.