C’era un tempo in cui questo blog riceveva in dono guarnizioni per la macchinetta del caffè.
E ancora sorrido se ripenso al portiere Bastawi che mi porge, perplesso, le bustone di Gattasorniona e Fzzz indirizzate all’Haramlik.

Poi, si sa: i tempi cambiano, i bisogni pure e Capsicum – che, da bravo medico, sa diagnosticare – è venuta a Genova e mi ha regalato questo braccialetto qua:

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Ce l’ho appeso alla borsa: la tentazione era di incastonarmelo direttamente nella carne, ma ho resistito.

Soprattutto, Capsicum mi ha portato il suo libro, Nessuno a cui parlare, di cui parla qui e qui, ponendosi e ponendo delle domande sulla ‘rilettura di sé’ che riguardano la scrittura e non solo.
Ne abbiamo parlato, a Genova, ché è un argomento che entrambe sentiamo familiare.
E pensavo che non è mica un caso, se il suo è uno dei primi blog che io abbia linkato, quando cominciai a tenere ‘sto giocattolo su cui scrivo.
Mi è rimasta la voglia di continuarla, la chiacchierata.
Grazie, Capsi.