Il vicino-baciatore non se ne fa una ragione e si è offerto di masterizzarmi Wagner, pur di farmi cambiare musica.
Epperò – che ci devo fare – a me piacciono le canzonette.
Quelle di cui capisco le parole, per giunta, e fondamentalmente mi piacciono perché d’improvviso ci vedo il genio, in una strofa o in un ritornello buttato lì.
Genialità pura di fronte a cui mi inchino in estasi, e che assume forme diverse a secondo della nazionalità di chi se le inventa, certe frasi.
Tipo questa, che da dove poteva mai venire:

[…] no, no, no voy a devorarte

tan solo quiero poder regalarte

una noche con arte […]

Io ci passo una settimana, a rigirarmi nella mente ‘sta cosa del “regalarte una noche con arte“.
Estasiata.

Beccatevi, quindi, il geniale tamarrone che la canta.
Io mi ricompongo, ché ho passato la giornata a pulire casa agitandomi al ritmo di innominabili rumbe, e faccio un salto di là, ché traslocano col tango.