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Io ci ho anche provato, ieri sera, a dire agli inferociti genovesi che discutevano di Burlando, mentre mi rimpinzavano di arrosto con le mele e Brunello di Montalcino: “Però dai, a me le sue spiegazioni sono parse convincenti…”
Sono stata messa senz’altro a tacere: “Perché non sei di Genova! Se lo fossi, capiresti che lì non ci si infila per sbaglio. Quello si è infilato contro mano per non fare tutto il giro.”
Be’, può darsi.
Io, in effetti, non sono di qui e mica l’ho mai vista, quella strada. Quindi ho taciuto e, coda tra le gambe, mi sono limitata ad ascoltare.
“Certo che qui sono severi con i loro concittadini”, ho comunque pensato.

Perché non avevo ancora sentito l’anzianissimo taxista di stamattina: “Burlando? Lo dovrebbero uccidere!!”
Ellamadonna.
No, ma che caratteraccio esagerato, dai.
“E la prova del palloncino? Perché non gliel’hanno fatta? Era ubriaco, sennò non si spiega una cosa simile!”
E pure a scuola: tutto un cipiglio, tra i prof.

Quel che si dice un bagno di impopolarità, e coi fiocchi.
So’ severissimi, qua.
Mamma mia.

A proposito di bagni di impopolarità: notevole quello che sta facendo il governo italiano sul blog del giornalista Sáenz de Ugarte (in spagnolo) a causa di questa notizia.