Dice: “Sono disperato, depresso, perduto”.
“Pat”.
“Sono un fallito, uno stupido nerd, la mia vita è un disastro, ho sbagliato tutto”.
“Pat pat”.
“Vedi, ora piango, sto piangendo, guarda come piango, buono questo Barbera, non faccio altro che piangere, sto così male”.
“Stra-pat”.
“Fortuna che avevi la luce accesa, sono troppo depresso, penso che vorrei morire”.
“Pat. Adesso ti mando a dormire, però”.
“No. Ti prego. Mi lasci dormire qui? Se vado a casa mi impicco a una trave”.
“Pat. Yawn. Vabbuo’. Domani mi appendi il quadro, però”.
Un tempo si collaborava col “Ci ha mica un po’ di zucchero, per caso?”, tra vicini.

