Stanotte Nablus è stata attaccata dall’esercito israeliano e adesso è sotto coprifuoco. Tra le persone bloccate dagli israeliani c’è una ragazza genovese, G.
Zaatar è una piccola associazione di Genova che si occupa di Palestina o, meglio, di palestinesi.
La ragazza di cui parla l’email che mi è appena arrivata l’ho conosciuta alla vigilia della sua partenza, durante l’ultimo incontro organizzato da Elisabetta, che di Zaatar è fondatrice e responsabile. Era la prima volta che andava da quelle parti, G., e la ricordo contenta e un po’ emozionata.
L’email dice così:
Una nostra volontaria G. si trova nei T.O. da 2 settimane. L’ho sentita pochi minuti fa al telefono. Si trova a Nablus ed è in corso un invasione da parte dell’esercito israeliano. La città è sotto coprifuoco.
G. si trova con altri internazionali nelle strade della città vecchia. Un gruppo di soldati ha sequestrato i loro telefoni cellulari per un certo tempo, dopo varie pressioni i cellulari sono stati riconsegnati e hanno potuto soccorrere una donna colpita da un malore.
Purtroppo però in questo momento altri soldati hanno sequestrato il passaporto di G. di un inglese e di altri 4 palestinesi.
Per informazioni:
G. mobile: 00972 542596416
Elisabetta (associazione zaatar)
Non rimane che stare a seguire gli eventi. Con preoccupazione, ché la rabbia per ciò Israele continua a fare ai palestinesi è talmente radicata, dopo tanti anni, che non la noto quasi più, a furia di sentirla.
Aggiornamento.
NABLUS 4/1/2008 ore 11.30
la situazione peggiora di ora in ora, G. con i 3 volontari internazionali (1 inglese e 2 americani), si è riunita ai 4 volontari palestinesi. Devono prelevare da un abitazione, un bambino che necessita di cure molto urgenti, ma i soldati gli impediscono di avvicinarsi, soprattutto facendo largo uso di lacrimogeni.
Hanno dovuto indossare maschere antigas.
Elisabetta (zaatar)


ciao Lia, ti leggo da qualche anno e il tuo blog mi piace parecchio. Scrivi bene e scrivi sensato (in senso buono :-).
Siccome scrivi e commenti di Palestina/Israele (uno dei miei grandi amori, più o meno corrisposti), volevo segnalarti questo post di Hannah Mermelstein (http://hannahinpalestine.blogspot.com/)che, se preferisci leggere direttamente in italiano, ho tradotto per la mia mailing list e posso spedirti.
Mi scuso se uso o abuso dello spazio commenti.
G. come sta? Le notizie da Nablus non sono confortanti con un’invasione ogni due giorni…
con affetto
laura
Ciao, Laura!
Grazie per la segnalazione e, a proposito della tua mailing list, mi piacerebbe farne parte.
Su Nablus ho ricevuto notizie ieri l’altro e approfitto di questo commento per riportarle qui sotto:
NABLUS 6/1/2008
Da Nablus l’IDF si è ritirata definitivamente stanotte alle 2, il centro di Nablus era gia’ libero dalle 15.30. Nel pomeriggio si e’ sentito ancora qualche sparo, così come nella notte, verso le 23,30-24.00, come avviene spesso. Spari piuttosto vicini a dove alloggiamo. Per questo motivo è particolarmente pericoloso muoversi all’esterno con l’oscurità.
Oggi siamo andati in giro a vedere i danni dell’ IDF dopo tre giorni di invasione.
La gente di Nablus, ci ha raccontato di devastazione, insulti e minacce. Una donna alla quale hanno occupato la casa, commenta “credono che questa sia casa loro, tutte le volte che vengono la occupano, e vengono praticamente tutte le notti” ; un’altra donna ci racconta di essere stata minacciata di morte e di aver risposto “uccidetemi pure, tanto cosa posso fare…”
Spesso chiudono la gente in una stanza, magari 10 o 15 persone. Hanno riunito alcune famiglie in un’unica casa e le hanno chiuse dentro, poi hanno occupato e utilizzato le loro abitazioni.
Abbiamo visto i muri distrutti con la dinamite per poi passare da una casa all’altra, mucchi di rifiuti lasciati dai soldati, case completamente sottosopra. Alcune abitazioni sono prese particolarmente di mira, soprattutto quelle di famiglie che hanno dei martiri. Li’ spesso distruggono tutto quel che può avere un valore per la famiglia: frigoriferi, televisioni …
Una donna ci ha raccontato che lei e i suoi bambini erano dall’altra parte di un muro che i soldati stavano facendo esplodere e non solo non sono stati avvertiti ma quando si sono resi conto di quel che stava avvenendo e hanno tentato di uscire di casa, i soldati le hanno intimato di ritornare dentro, accusandola di avere avvertito tutto il vicinato. I bambini sono i più traumatizzati, si può immaginare cosa significhi per loro essere svegliati nella notte dai colpi dei soldati contro la porta.
Durante l’invasione i soldati hanno occupato molte case del centro, per sistemarci i cecchini, che rompono i vetri e si appostano. A volte pezzi di pavimento, di soffitto o di muro vengono divelti per cercare nascondigli.
I genitori di Shamekh, un volontario, hanno sempre la casa occupata durante le incursioni dell’ Esercito, perche’ abitano in alto sulla piazza principale della città, e da li si controlla una buona parte del centro. Nei giorni scorsi I soldati sono entrati, hanno spinto via sua madre, si sono installati nella stanza piu’ grande occupando anche quella adiacente. Hanno sparato su un tavolo, contro un mobile e ad una bambola. Sono arrivati in 24, per poi darsi il cambio, quando terminavano il turno. Hanno messo sottosopra l’abitazione ma fortunatamente, almeno in questo caso, non hanno distrutto niente ma le hanno detto che torneranno fra tre gg,, la stessa minaccia fatta a molte altre famiglie. Una volta la famiglia di Shamekh è stata con l’esercito in casa per un mese, la madre costretta a dormire col materasso sul pavimento della piccola cucina.
In una casa ci hanno raccontato che i soldati che la occupavano si sono messi a mangiare, mentre i bambini che avevano fame, non potevano, come tutto il resto della famiglia.
Più tardi siamo andati all’ospedale di Rafidia dove erano ricoverati due ragazzi di Azzoun, ai quali i soldati hanno sparato perche’ tiravano i sassi. Uno di loro è stato anche picchiato dai soldati.
Le persone non hanno modo di difendersi da tutto questo. L’autorita’ palestinese si ritira e non interviene, quando ci sono gli attacchi israeliani. Questi sono gli accordi.
La gente però non ce la fa più a vivere in questo modo, le famiglie che possono se ne vanno, anche la famiglia di Shamekh si trasferirà presto fuori dal centro, la vita così è impossibile.
Nei giorni scorsi un uomo residente a Gerusalemme, che secondo la legge israeliana non puo’ entrare a Nablus è stato minacciato, la prossima volta che tenterà di entrare gli faranno una multa salatissima. Stava solo visitando la sua famiglia.
Oggi le persone di Nablus avevano voglia di raccontare, di farsi intervistare per poter finalmente esternare la loro rabbia e frustrazione “in occidente, soprattutto negli USA, gli arabi sono visti come terroristi, ma noi, siamo persone normali, non facciamo male a nessuno e questo e’ il trattamento che ci viene riservato”.
Gabriella (Zaatar)
grazie per l’aggiornamento. agghiacciante.
ti metto volentieri nella mailing list ma non sono riuscita a trovare il tuo indirizzo mail (probabilmente perché non sono molto brillante con le tecnologie blog…).
L
No, è che su questa nuova piattaforma ancora non l’ho messo, in effetti.
Comunque è: haramlik at gmail.com
Ciao.