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L’ho letta da Cipriani la notizia del processo, con relativa condanna, subito in Francia da Giuliano Ferrara. E vedo che ne parla anche Leonardo su Piste.

E indovina chi mi è venuto in mente, leggendo frasi come questa:

Giuliano Ferrara si è appropriato di un prodotto intellettuale di “Le Monde” […]. Necessitava del consenso preventivo sia di “Le Monde” che di Tabucchi per pubblicare il pezzo su “Il Foglio”. Al di là della violazione delle norme civilistiche, certamente il comportamento di Ferrara è in violazione di quei “doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede” citati in premessa nella Carta dei doveri e che devono accompagnare il giornalista nell’espletamento del proprio lavoro

O questa:

«Il 4 novembre 2006 Ferrara veniva interrogato e sosteneva che in Italia è usanza giornalistica pubblicare documenti senza autorizzazione per rispondere a essi senza che la cosa comporti una contraffazione».

Si vede che si riferiva a queste usanze giornalistiche, il tale che dico io, quando affermava: “Io amo l’Italia”.