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Vedi questa ragazza di nemmeno 20 anni davanti alla bara di suo padre, col piercing al sopracciglio e l’aria dura delle ragazze di quelle parti, fermissima e decisa mentre glielo senti, il dolore, e ascolti il suo discorso che fa così:

Voglio ringraziare di cuore la gente di Arrasate per il suo appoggio. Per l’affetto, l’appoggio e il calore che tante persone anonime stanno mostrando verso mia madre e i miei fratelli. Voglio ringraziare i socialisti per il loro appoggio. Mio padre è morto per avere difeso la libertà, la democrazia e le idee socialiste. Era un uomo coraggioso che si faceva guardare in faccia, e quelli che lo hanno ucciso sono dei vigliacchi. Dei codardi senza palle. Ma chiedo soprattutto una cosa: che l’omicidio di mio padre non sia manipolato da nessuno. Non lo tollererò. Né io, né la mia famiglia, né nessuno. Io, mia madre, tutti noi andremo a votare. E questo è ciò che chiedo: che tutti votino. Chi vuole essere solidale con il nostro dolore, voti in massa domenica prossima. Per dire agli assassini che non arretreremo di un passo. E sono molto orgogliosa di mio padre. E posso solo dire che sono dei figli di puttana, quelli. Niente altro. E che gli voglio bene.”

Guardate il video, per favore, che vale più di mille discorsi.

Scrivo mentre è stato scrutinato circa il 30% dei voti. Sta andando bene. Ho la figlia nella sede del PSOE di Valencia, in questo momento, ché la piccola ha intenzione di festeggiare, stasera. Prima mi diceva che il PP l’aveva usato eccome, l’attentato dell’ETA, per criticare i negoziati tentati da Zapatero. “Moralmente frivoli”, li aveva definiti, augurandosi che il paese fosse tanto intelligente da non cascarci. E non ci è cascato, pare.

Qui si incrociano le dita in attesa del dato definitivo, ma un pochino stiamo già festeggiando.

Quanto ad ETA: io ritengo che la democrazia spagnola fece una cazzata, ai tempi della Costituzione, a permettere un’autonomia fin troppo ampia che ha visto sostituire le scuole di Stato con l’equivalente ispanico delle scuole padane che Bossi avrebbe voluto da noi. Immaginate una Lombardia piena di ragazzini che fanno scuola in lumbard, e immaginate la Lega in versione assassina. Ed eccolo qua, il Paese Basco. Il poveretto ammazzato, il padre della ragazza qua sopra, aveva smesso di fare politica proprio perché non è possibile farla, da quelle parti, e avere una vita normale senza scorte e senza mandare la famiglia al riparo. Non gli è servito, lo hanno ammazzato lo stesso.

Io, su questo argomento, sono meno tollerante di mia figlia: ritengo che vadano spazzati via, quelli di ETA e gli amici loro, e che non ci sia altro da discutere. Spero in un PSOE fortissimo che ce la faccia, a sbattere quella gente nella pattumiera della Storia.