E’ tutto ciò che ha da dire, la collega esausta dopo avere passato la giornata a fare l’esame di lingua agli ufficiali nel quartiere generale dell’esercito egiziano, qui al Cairo: “Non ce la faremo mai, a sconfiggere Israele…” Per la distanza che c’era tra il luogo in sé (ultramoderno, ipertecnologico, con schermi giganti e meraviglie che suggeriscono marziale efficienza in ogni angolo) e il nonsense delle piccole cose (“Ed è che poi, invece, sono egiziani. Egiziani-egiziani, proprio.”)

E quindi succedono cose del tipo che vengono scortate fino all’aula dell’esame dal capitano assegnato a vegliare su di loro, e il capitano fa partire l’avviso di inizio lezione e, dagli altoparlanti inseriti tra gli schermi giganti, parte la musichetta del Settimo Cavalleggeri e, subito dopo, va e mette un cd di Laura Pausini: “E’ che mi piace tanto, Laura Pausini, e poi si capisce tutto, è facile! Sentite, che si capisce tutto? Su, cantiamo insieme sulle note della Pausini, tutti e tre insieme!

Ed eccole là: le due prof e il capitano egiziano che intonano, tutti assieme: “Sai… innamorati come nooooi… non si arrenderanno maaaaai…” e il capitano, tutto cicciottello e baffuto ed entusiasta che guida l’improvvisato karaoke e loro, obbedienti, dietro: “Siamo una cosa sola nooooi…. è tutto quello che vorreeeeeiii…” e, infine, per rifocillarsi dalle fatiche del canto gli portano un tè, e poi un altro, e poi un altro, e poi un altro, e poi un altro e poi loro che implorano: “No, basta tè, davvero…” e allora gli portano una banana.

E poi hanno fatto le foto, col capitano che insisteva per farle davanti alla finestra nonostante il controluce, ma è che così si vedeva anche il panorama e ci teneva moltissimo a ‘sto panorama, ma poi, visto che non venivano bene, si sono trasferiti a fotografarsi nella sala dei quadri, pieni di dipinti di qualche battaglia con gli inglesi e, sopra i dipinti e le loro cornicione dorate, grandi teli di plastica trasparente a coprire il tutto. Ché, in questo polveroso paese, forse non è manco una cattiva idea, coprire di cellophane le pareti che ospitano i quadri. “Ha una faccia da brava persona, ‘sto capitano, ma davvero bravo-bravo, sai?” Me lo immagino…

Nella foto, due che non sono ufficiali e manco soldati (sono della Polizia Turistica) e che sicuro che manco le vedranno mai, queste sale con gli schermi giganti e così via, ma che incarnano perfettamente l’idea di marzialità che c’è nel fondo del militare medio, se solo gli si dà modo di esprimerla (credit qui):

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