C’era da un po’ questo sms che girava tra prof e diceva di scrivere a Napolitano per chiedergli di non firmare il decreto Gelmini.
Sai come sono queste cose: una non ci crede granché, di solito. Poi, ieri, Floria l’ha rilanciato su Facebook ed è arrivata un po’ della blogosfera che insegna e poi è arrivato pure Zambardino che l’ha portato da Facebook al suo blog su Repubblica e poi è sbucato Carotenuto che ci fa: “Ma allora era vero? A me sembrava una cazzata…” (e avrei continuato a pensarlo pure io, se non ci si fosse messa di mezzo Floria a schiodarmi da ‘sto blog su cui mi limitavo a strapparmi i capelli e a spedirmi sul sito del Quirinale) e intanto sui newsgroup scolastici i colleghi avvisavano stupitissimi che si stava diffondendo assai, quest’iniziativa, e il sito del Quirinale era intasato e non si riusciva nemmeno più a spedirla, l’email.
E così, oggi, Napolitano ci ha chiesto di piantarla:
Non che pensassimo di ottenere chissà cosa, credo. Però, insomma, io direi che ci siamo contati, se non altro.
Nelle stesse ore, Cisl e Uil stavano facendo quello che sappiamo. Due sindacati confederali che si sfilano dallo sciopero mentre gli insegnanti sono lì che si appellano pure al Presidente della Repubblica.
Direi che è una buona fotografia dello stato delle cose, no?
(Io sciopero anche il 17, e pazienza se è il mio giorno libero. Non posso stare appresso alle manfrine di ‘sti figuri, abbiate pazienza.)


Ma da qualche parte tocca cominciare… ho letto che la Regione Toscana è pronta a impugnare la riforma (qualora il decreto venisse convertito in legge)… è talmente allucinante che NON PUO’ NON AVERE QUALCHE VIZIO DI COSTITUZIONALITÀ.
E comunque Napolitano potrebbe benissimo rimandare il testo alla Camera se la società civile esprimesse a voce alta il suo dissenso alla Riforma Gelmini. Perciò firmiamo petizioni, scriviamo al Presidente, scriviamo post, inoltriamo mail, facciamoci sentire… che questo è solo l’inizio!
P.S. Ho il tuo blog linkato sul mio da molti mesi, perché lo reputo intelligente e interessante: se vuoi leggere il post che ho scritto contro la riforma Gelmini lo trovi qui
Ciao
Grazie, Daniele. Ho linkato il tuo post nella colonna qui accanto. Vorrei fare un archivio della protesta via blog.
Sui vizi di costituzionalità, sembra incredibile anche a me che possa non averne. Così come mi pare incredibile che il comportamento di un Brunetta possa essere legale.
Sono assolutamente d’accordo: qui, o si fa un casino enorme o lavorare diventerà un ricordo.
Grazie a te per avermi pure linkato.
Normalmente nel mio blog cerco di parlare soprattutto delle cose che vanno bene… ma come te sento l’urgenza di GRIDARE ORA il nostro disappunto o davvero il rischio – serio – e di non poterlo fare mai più! E avendo una figlia che l’anno prossimo andrà in prima media, capirai che mi sento punto sul vivo da questa CACCA di riforma (ed esprimo un giudizio gentile!) ancor più che dalla CACCiA all’untore scatenata da Brunetta contro noialtri pubblici dipendenti.
Sì, lavoro nel pubblico impiego come te, ahimè, e come te vivo lo smantellamento pezzo per pezzo della pubblica amministrazione. In particolare mi vivo la demolizione dello Stato Sociale negli enti locali.
Un abbraccio
e forza e coraggio! :-)
P.S. A Brunetta ho dedicato in particolare questo post
Cara Haram,
sai che, quando voglio, sono tonto ai massimi livelli. Spiegami bene cosa non va nelle mosse che vuol fare la Gelmini. E spiegami il rimedio.
Un abbraccio, ovviamente.
So che sono il solito rompicoglioni — ma l’idea di chiedere a Napolitano di non promulgare il decreto Gelmini era peregrina, soprattutto se fondata su questioni di merito e non di *palese* incostituzionalita’.
Il Presidente ha risposto quel che doveva: cioe’ che l’indirizzo politico spetta al Governo e al Parlamento che gli Italiani si sono scelti, non a lui.
Detto questo — resta il problema: gli Italiani si sono scelti un governo e una maggioranza parlamentare che fa leggi come questa. E sembrano nel complesso soddisfatti. Il che mi fa pensare sempre di piu’ che il nostro sia un paese di stronzi e di coglioni. E scusate il francese.
Io non ho pensato nemmeno per un momento che fosse una stupidaggine, e sono corsa a scrivere al Presidente appena mi è arrivato l’invito a farlo, forse perchè questo invito veniva da un’amica insegnante precaria molto seria e molto brava che di scherzare di questi tempi non ha alcuna voglia…
Da notare che siamo tutti corsi a scrivere al Presidente, senza pensare neanche per un secondo di rivolgerci prima, che so? a uno dei tanti esponenti dell’opposizione. Ormai l’unica speranza è la (cosiddetta) prima carica dello Stato che, manco a dirlo, ci ha subito redarguito: “Bambini, lasciatemi in pace, chè tanto non conto niente”.
Non so se può interessare (se non lo linki non mi offendo):
– qui un topic che ho aperto su di un forum in cui,nonostante la discussione non sia decollata granchè, stiamo raccogliendo materiali e riflessioni sulla riforma Gelmini e sul maestro unico in particolare.
http://www.ilfarodellavita.com/forums/index.php?showtopic=20415
http://www.ilfarodellavita.com/forums/index.php?s=&showtopic=20415&view=findpost&p=394308
-qui,invece,un interessante articolo di Michele Serra sul”pensiero sbrigativo”
http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/politica/politica-format/format-serra/format-serra.html
:)
http://www.ilfarodellavita.com/forums/index.php?s=&showtopic=20415&view=findpost&p=400271
la CGIL del nostro ministero ha inviato a tutti gli iscritti l’invito a scrivere al Presidente contro la riforma Gelmini; a me è sembrata una buona idea. Non bisogna smettere… bisogna tempestarli… fino a che non si arrendono. Si devono usare tutte le forme di lotta legali… mi diverte l’idea del nostro presidente della repubblica che si incazza perchè ha l’account intasato continuamente… starà aspettando qualche email importante?
La risposta del Presidente era scontata. I sindacati, che dispongono di avvocati, dovrebbero cercare gli elementi di incostituzionalità insiti nelle leggi Gelmini e Brunetta e a tempo debito appellarsi alla Corte Costituzionale. Ho sentito che la Regione Emilia Romagna sta preparando un ricorso, fin troppo ovvio che solo le poche Regioni in mano al csx hanno interesse a contrastare il governo sul piano legale.
Anch’io lo avevo spedito al quirinale il messaggio e mi ha fatto piacere leggere oggi sul giornale che in tanti lo avessimo fatto. Ma quanti di preciso? Lo sai?
ogni tanto passo a leggermi le tue disavventure dall’egitto a genova, scolastici o meno. Ormai la scuola non e’ piu’ cosa che mi riguarda molto essendone sfuggito ormai da decenni, in ogni caso veniamo al dunque…
se determinati sindacati non rispecchiano le idee dei suoi iscritti, mi sembra logica conseguenza per questi iscritti di rescindere l’associazione e cambiare sindacato. Vedi che quando qualche centinaia di migliaia di persone gli levano i soldi che ogni mese si intascano capiscono che aria tira…
Sul mandare email a napolitano: non serve a nulla lui conta poco e nulla nell’ambaradan legislativo, qualche suo segretario/consigliere legge la legge e se non ci trova elementi evidentemente anticostituzionale la passa da firmare al presidente poi e’ il “parlamentio” a decidere se farla passare o meno. AL massimo la consulta/corte costituzionale potrebbe bocciarla, al che e’ rincuorante vedere veltroni che offre sul piatto d’argento a berlusconi l’appoggio per far eleggere alla corte costituzionale un esponente designato da lui (pecorella che essendo stato avvocato di berlusconi avra’ sicuramente l’esperienza giusta per ricoprire quel ruolo) in cambio di uno stupido posto in commissione rai per leoluca orlando…. eh beh la rai e’ piu’ importante della corte costituzionale…
Vorrei sapere che ne pensi delle cosiddette “classi ponte” per studenti immigrati.
Tutti hanno gridato allo scandalo, però penso che chi stia nella scuola non trovi questa proposta troppo bislacca. Bisogna giocarsela bene, ovvio. Ma ho assistito di persona all’inserimento a gennaio di una studentessa cinese in terza superiore senza che nemmeno sapesse una parola d’italiano e ho visto colleghi disperati: “E’ il modo di inserire così uno straniero nella scuola italiana?”.
No, non è il modo. A mio modesto parere, una classe di inserimento non sarebbe affatto una ghettizzazione, anzi, potrebbe servire a evitare che vengano isolati una volta inseriti in una classe con i criteri di cui sopra.
Marco: creare una classe “a parte” per integrare meglio fa un po’ ridere.
Se fossero classi extra e parallele a quella di insierimento lo capirei.
Però qui il fatto è: gli stranieri tutti da un parte e gli italiano dall’altra.
Non solo non vedo integrazione, ma vedo anche un crasso razzismo implicito nonchè un’incapacità di distiguere da persona a persona.
Cioè io tra un cittadino cinese e uno arabo vedo anni luce di distanza.
L’idea che invece questo governo li accomuni nella stessa categoria – e li ammassi tutti – in un’unica aula – ecco a me fa pensare a tutto tranne che all’integrazione.
Domani sciopero.
Nel mio Dipartimento saremo molto pochi a scioperare per 2 ragioni:
1) Il mio dipartimento è molto di “destra”.
2) Con gli stipendi da fame che ci ritroviamo un giorno d’assenza pesa sul bilancio familiare (i redditi dei comunali sono i più bassi tra gli “statali”).
Domani mi vedrò con i miei compagni del sindacato autonomo (Rete Comune – Cobas) a Piazza della Repubblica, a Roma, e faremo un pò di colore rosso in mezzo a tanto rosso sbiadito.
Beh, se quelli di destra sono contenti di ciò che accade che dovrei pensare? che sono masochisti, per esempio? Una psicopatia, dunque? :-) No, più probabile che attendano la loro occasione per spiccare il volo. Comunque io vedo gente dell’UDC incazzata, dell’UDC pensa un po’ … perciò qualche cosa che non funziona ci deve essere, ci deve :-)
Leggo su Repubblica odierna:
“Sui temi che stanno agitando il mondo della scuola è intervenuto anche Giorgio Napolitano. Il presidente della Repubblica ha colto l’occasione dell’incontro con gli alunni vincitori della XVI edizione del concorso ‘Immagini per la terra’. Rispondendo alla domanda di una bambina sulle magre prospettive di lavoro che aspettano tanti insegnanti e le loro famiglie a causa della riforma Gelmini, il Capo dello Stato ha spiegato di non essere il ministro dell’Istruzione. “Posso guardare a quello che fa il governo e a quello che fa il Parlamento – ha sottolineato -, credo prima di tutto che bisognerà essere un po’ attenti e non farsi prendere dagli allarmismi e dalle esagerazioni. Certo bisogna cambiare parecchio nella scuola e lo si fa discutendo. Poi si può essere d’accordo oppure no, ma non bisogna dire solo no, non bisogna farsi prendere dalla paura”. (no comment)