Iñaki Gabilondo dirige uno dei principali telegiornali spagnoli. E ha iniziato il suo TG dell’altra sera rispondendo in modo estremamente chiaro ai ricatti morali della propaganda filoisraeliana e regalando, nel contempo, un saggio di dignità professionale impensabile in Italia. Ne consiglio caldamente la visione.

A continuazione, la mia traduzione di ciò che dice: il testo originale in spagnolo è disponibile qui.

“L’accumulo di notizie stanca, ma non ci si può stancare di denunciare; l’assalto a Gaza continua, e lo denunciamo. Denunciamo lo stritolamento, l’abuso, l’oltraggio. E oggi denunciamo qualcosa di più. Che, come al solito, è puntualmente apparsa quella sorta di gas paralizzante, di inchiostro di seppia che tutto nasconde e macchia che è l’accusa di antisemitismo. Lo sapete: criticare il governo di Israele vuol dire scivolare nell’antisemitismo. Falso. Falso e compendio di ogni falsità.

Noi che abbiamo amato Violeta Friedman, che l’abbiamo appoggiata contro il nazista belga Leon Degrelle, che ci sgoliamo contro i negazionisti, non accetteremo alcuna insinuazione di antisemitismo. Questo modo di giocare a nascondino non vale. La Federazione delle Comunità Ebraiche di Spagna ci ha ricordato, in una lettera molto gentile, che ogni critica al governo di Tel Aviv deve evitare l’uso di stereotipi quali – cito testualmente – l’allusione a “nasi adunchi, grandi orecchie, espressioni torve, nonché stereotipi spirituali quali l’avarizia ebraica o i simboli religiosi come la stella di David o i riccioli dei religiosi“. Fine della citazione testuale. Prendiamo atto della lettera e ringraziamo per il consiglio anche se, ovviamente, non ne avevamo bisogno. Abbiamo lasciato la scuola d’infanzia già da tempo.

Ricapitoliamo, quindi: né antisemitismo, né nulla del genere. Riservatevi questi argomenti per occasioni migliori. Ciò che viene denunciata è un’azione politico-militare intollerabile, un comportamento che attenta contro contro tutti i principi faticosamente conquistati dalla comunità internazionale.

Noi non siamo Hamas. Riconosciamo lo Stato di Israele e il suo diritto ad esistere, ma oltre a ritenere che la politica del governo israeliano giochi contro gli interessi del suo popolo, la consideriamo perversa.

Entrare a sangue e fuoco in quel campo di concentramento che è Gaza, non è qualcosa che si possa giustificare. Come ha detto Antonio Gutiérrez, Alto Commissario dell’ Acnur, questo è l’unico conflitto al mondo in cui la gente non può nemmeno fuggire.

Gli israeliani devono essere rispettati innanzitutto dai propri governanti e da coloro che dicono di difenderli. Speriamo che si arrivi alla tregua che si cerca di ottenere in queste ore.”