L’Egitto, i militari, il solito spauracchio islamista

Mentre scrivo, su Twitter si susseguono notizie e domande sugli spari che si sentono attorno a Tahrir dove ieri, a quanto leggo, la scena appariva così:

Qui si può vedere l’esercito in azione oggi:

http://www.youtube.com/user/Kikhote#p/u

La sensazione è che ci sia la volontà di portare la situazione a un punto di rottura per tagliare le gambe alla rivoluzione. Sullo sfondo, oltre la frontiera, Israele che si prepara a un attacco in grande stile a Gaza. All’interno, nell’esercito egiziano, la resa dei conti di cui parla Paola Caridi:

Dopo quello che è successo questa notte, è evidente che la resa dei conti si avvicini, a grandi passi. Una resa dei conti molto pericolosa, perché si capirà davvero, a questo punto, da quale parte stiano le forze armate. La reazione durissima di questa notte, dopo che in piazza erano comparsi ufficiali a fianco dei dimostranti, dice infatti molto della domanda su cui tutti noi ci siamo arrovellati, sin dal 25 gennaio: cosa sono le forze armate egiziane? Chi è chi tra i quadri dell’esercito? C’è per caso una sorta di riedizione dei Giovani Ufficiali (quadri, appunto…) che nel 1952 non solo buttarono giù la monarchia, ma scardinarono anche i vecchi equilibri tra i militari? E se vi fossero Nuovi Giovani Ufficiali, che peso avrebbero verso le alte gerarchie militari? Tutte domande a cui è necessario rispondere, per capire cosa stia veramente succedendo al Cairo.

Intanto, la controrivoluzione agita lo spauracchio salafita per cominciare a giustificare la repressione che sta preparando. Spauracchio, quello salafita, confezionato soprattutto ad uso dell’Occidente, visto che prendere per il naso gli egiziani è parecchio più difficile. Riporto, per intero, questo commento di Sandmonkey sull’attuale indebolimento degli islamisti:

The Islamists are getting weaker by the day. The Salafists, with their bushy beards, talk of bringing back the 7th century and violence against chirstians and women are already alienating and angering the supreme majority of the Egyptian public, to the point that they have angered the sufis- the hippies of Islam, who are 16 million in case you didn’t know- into rising up and standing against them, and they have gotten the Muslim Brotherhood to the point where they will tell anyone who listens that they are different than the Salafists, and that the Salafists are insane.
As for the Muslim Brotherhood, well, they are having their own problems. This organization who long has lived and survived underground is now being forced into the light, which isn’t exactly where they are most comfortable, because the cracks are now showing. At first they seemed drunk of the success of the referendum result and their belief that they are the best positioned group to take over power come the parliamentary elections, to the point that Essam ElAryan- thinking he is Safwat el Sherief now- started a laughably titled “historic initiative” of dialogue with the Church youth, as if they are representative of Egypt’s Muslims. But like any group that gets drunk on its own hype, it’s bound to start doing stupid shit and wake up the next day with the worst hangover ever, and it’s already starting. Internal divisions are ripping the MB apart, with the Youth announcing their defection and making their own group, with reformists such as AboulFoutouh publicly leaving them for being out of touch with the public, with the rising public hostility towards them since they can’t differentiate between them and the Salafists, and with them trying to appease the public by declaring their party platform will call for a “civil state” and will not have any conditions against women or copts running for President and thus in turn angering their own hardliners as well. The Muslim Brotherhood is at its weakest point and it’s being torn apart, and the egyptian people are quickly getting the point that they don’t want to live in a theocracy. Go to Upper-Egypt and talk to regular people, and they will tell you that they don’t want the Islamists taking over because they want the tourists to come back. Hell, did you know that in the University of Minya, during the first free Student Union elections, not a single islamist candidate won? In freakin Minya! So, please don’t think that your people are stupid or ignorant or easy to deceive by a bunch of Islamists. You are not the only one who “gets it”. Respect your people. They have earned it.

Il riferimento all’Università di Minya è di quelli che colpiscono chi conosce la zona. Se gli islamisti non hanno vinto le elezioni studentesche lì, vuol dire che sono messi seriamente male. Personalmente, sono stupefatta: le cose sono cambiate molto, rispetto a quando lavoravo lì, oppure – più semplicemente – la maggioranza che prima taceva e subiva passivamente Mubarak, ora si esprime ed ha tolto, di fatto, il monopolio della partecipazione politica agli islamisti che, prima della rivoluzione, erano l’unica forza di opposizione visibile. Non so: mi piacerebbe che qualcuno della zona mi mandasse una testimonianza, ché la questione mi pare del massimo interesse.

Lasciando da parte i Fratelli Musulmani e tornando ai Salafiti, sempre da Sandmonkey c’è uno schietto riassunto su costoro e sugli interessi dell’Arabia Saudita che li finanzia:

Ai Sauditi interessa ricattare l’Egitto per forzarlo a rimanere nell’alleanza sunnita-sionista contro l’Iran. Un’alleanza a cui l’Egitto, in questo momento, non è assolutamente interessato, ragion per cui i sauditi cercano di esercitare pressione attraverso la violenza salafita, prendendo come bersaglio le minoranze egiziane, attaccando donne e cristiani e bruciando chiese. Esattamente il tipo di problemi che l’Egitto non vuole e che si arresterebbe immediatamente nel momento in cui loro fossero sicuri di riaverci come alleati.

Le forze che cercano di ricacciare l’Egitto ai tempi di Mubarak sono sotto gli occhi di tutti, e i loro metodi sono i soliti. Li conosciamo, non c’è nulla di nuovo. La novità sta nella società egiziana, che vuole resistere.

 

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Un Commento

  1. sir Percy Blakeney
    Pubblicato 12 aprile 2011 alle 15:17 | Link Permanente

    Scusa Lia, una domanda. Ma gli arabi che io sappia,almeno parlando con alcuni di loro, non sono mai andati d’amore e d’accordo con gli iraniani. Li chiamano quasi in modo dispregiativo “Persiani”. Cioè io non ci vedo un complotto sunno-sionista finanziato da Arabia Saudita anche perchè credo che i sunniti in Egitto siano la maggioranza e quindi non ci sia il bisogno. E comunque ci sono molti interessi superiori oltre al famoso gas per Israele, come il canale di Suez.

Un Trackback

  1. Scritto da A Vittorio Arrigoni, troppo tardi | Haramlik il 15 aprile 2011 alle 18:12

    [...] su quello che è successo ad Arrigoni, tra cui questa considerazione da Forum Palestina che ricalca quello che scrivevo sui salafiti pochi giorni fa: Il gruppo che ha sequestrato e ucciso Vittorio appartiene alla galassia dei gruppi islamici [...]

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