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Io non parlo arabo, il 90% della gente di qui non parla inglese.
Che io chieda tre banane al fruttivendolo e lui me ne dia tre chili, rientra nell’assoluta normalità.
Più interessante è stato il mio arrivo all’università: essendoci solo le segretarie, a quell’ora, e sapendo che parlo spagnolo, hanno chiamato uno studente di spagnolo, appunto, affinchè mi chiedesse se volevo bere qualcosa; qui soffrono proprio, se non ti vedono con una tazza in mano.
A me è venuto da rispondergli in inglese: “Tea”.
E lui, che era tutto concentrato sullo spagnolo, ha capito: “Tiii…..” e ha completato: “Tinto!”
Ossia, vino rosso.
E, un po’ imbarazzato, mi ha informato che non ne avevano, di vino rosso, in università.

Ho fatto fatica a fargli capire che volevo del tè, non del vino.
Ma, soprattutto, ho capito che ci considerano veramente capaci di tutto, noi europei…. Un vino rosso alle 8 del mattino, santo cielo. Al primo giorno di lavoro nell’Egitto centrale. E magari un sigaro toscano, pensa te…

Non che non ci stesse bene, ripensandoci.