
Questa mania della cosiddetta Occidentalita’ ci dovra’ pur passare, prima o poi.
Non so se il riscatto sara’ maggiore o minore di quello che ci capito’ di pagare per riuscire a smetterla di considerarci ariani.
So solo che, per forza di cose, prima o poi ci passera’.
A me piacerebbe che bastasse ascoltare un concerto di Beppe Barra all’Opera House del Cairo.
E quella sensualita’ fatta violino che risponde al nome di Lino Cannavacciuolo, santo cielo…
Un sacco di Mediterraneo, ho sentito stasera.
(E una Tammurriata pensando alla Guerra in prospettiva, non piu’ al passato.)
Che il Cairo sia una specie di grande madre di Napoli, mi e’ chiaro da anni.
Stasera, di piu’.

Ma voi napoletani quanto siete nostalgici! (lo so bene dato che ne ho sposato uno, con la passione della vecchia canzone napoletana). ciao
U? u?! Napul’? figlia ‘e ‘ndrocchia! ^_^
che strano trovare il tuo blog adesso, tornata da pochi giorni dall’Egitto piena di nostalgia e cos? entusiasta delle persone che ho trovato l?! e leggere quel dettaglio del basilico che adorna i loro giardini, quando anche io mi ero soffermata a pensare, solo una settimana fa, che in fin dei conti anche da noi si chiama cos? perch? ? una pianta ‘reale’ :)
torner? a trovarti..
Ma e’ che e’ buona musica, Iuma…!
Ciao, Chiara. Qui, ogni tanto, sbuca qualcuno a darmi della visionaria perch? parlo bene degli egiziani. La presenza di altri testimoni oculari, quindi, ? preziosissima…:))