
Arrivano all?università a 17 anni. Sono tutti dell?86, i ragazzi del primo anno, e questo vuol dire che quelli dei primi due anni equivalgono ai nostri ragazzi di IV e V liceo, più che a degli universitari.
A sua volta, questo vuol dire che risvegliano il mio DNA di prof di scuola con tutti gli annessi e connessi, cazziatoni inclusi.
Un po? è anche il sistema, a spingermi verso un atteggiamento da scuola con i piccolini.
E pure la mia materia, che prevede compiti a casa, preparazione di lavori etc.
E quindi, come ho sempre fatto, mi imbufalisco quando non studiano, e mi intestardisco e mi intigno e li chiamo alla lavagna e, insomma, li faccio filare, anche perché mi è stato espressamente richiesto dalle alte sfere, e comunque i primi anni bisogna sudarseli, che altrimenti ti trascini l?imprinting della deboscia fino alla laurea.
Ma poi, razionalizzazioni a parte, c?è che a me viene proprio istintivo, incazzarmi quando uno non studia.
E sono dei duri, questi piccoletti e queste piccolette.
Ma sul serio.
No, perché se c?è una scena a cui sono più abituata che al sorgere del sole, è quella dell?alunno beccato a fare il furbo che, una volta torchiato, scoppia a piangere (se è femmina) o ti fa sciopero perpetuo (se è maschio).
Questi no.
Reggono, questi. Devono essere abituati a una disciplina militare, non so che dire? oppure, semplicemente, il forte senso arabo della dignità prevale.
Ed è stranissimo, ?interrogare? una fanciullina velatina, scoprire che non ha studiato e vederla fare fronte impavida al suo insuccesso (e ti accorgi che fa fatica, ma sta lì tutta intera), laddove le mie alunne sono sempre scoppiate in lacrime, o vedere maschi che si prendono il cazziatone e, un attimo dopo, sono tranquilli e presenti col cazziatone metabolizzato.
Hanno che riconoscono i cazziatoni meritati.
E poi, sempre, vengono in studio a fine lezione per scusarsi per la loro inadempienza, e non succederà più, giuro.
Sicuramente è un sistema scolastico in cui le lacrime non sono incoraggiate, questo. Una differenza abissale, rispetto ai nostri pupi.
Questi ragazzi non la scelgono, la facoltà: a secondo del voto con cui escono dalle superiori, vengono smistati in un posto anziché in un altro.
Se, per intenderci, escono con 8,5, possono scegliere solo tra (chessò) Scienze Politiche e Turismo.
Ma si ritrovano comunque a dover andare a Scienze Politiche, perché magari a Turismo si accede anche con 8,0, e la famiglia premerà affinché facciano la scelta più prestigiosa.
Il voto di maturità, quindi, da queste parti è tutto, e a Luglio fioccano i suicidi adolescenziali, a quanto leggo sui giornali. Non piangono ma, di fronte al crollo delle aspettative dei genitori e delle prospettive loro, si ammazzano direttamente, spesso.
Addirittura un centinaio all?anno, leggevo quest?estate.
Oppure arrivano all?università, ed eccoli lì: Sherif con la lingua tra i denti che scrive ?1952? partendo dal ?2?, ma poi è bravissimo. Le litigate tra le maiuscole e le minuscole dei nostri caratteri, e sta? sulla riga che altrimenti non capisco niente, e ditele, ?ste vocali, e non è ?I? ma ?E?, provate a pronunciarla facendo un grande sorriso, la bocca larga come un papero, ?EEEE??, ma bravissimi, ma che bella ?E?, ma è una ?E? stupenda, e adesso facciamo un dettato.
E, mentre rileggono, mi guardo tutte ?ste teste chine e non ho mai avuto alunni cosi? scuri, che qui al sud mi battono tutti, una sfilza di nuche marronissime e di capelli corti corti eppure spettinati lo stesso, e l?altra sfilza rosa, turchese, crema e a fiorellini delle ragazze, e poi le code di cavallo nere delle cristianine, e sono dei gran bravi ragazzi, ma proprio tanto.
E li guardo fare fatica e mi chiedo cosa li aspetti, dopo tutto ?sto sforzo.
Le ragazze mi preoccupano meno.
Penso che comunque sopravviveranno, non so?
Ma ?sti maschi che si scervellano sui nostri verbi irregolari, che faranno?
Loro si correggono il dettato, impegnati e seri, ed io penso alla disoccupazione da brivido che c?è qui, al razzismo che c?è da noi (e hanno la faccia da poveri, e non lo sanno. Hanno facce normalissime, e da noi sarebbero facce da poveracci, ed è terribile…), ai venti di guerra, all?instabilità di questo pezzo di mondo e a Sherif che ha cancellato mille ?I? e mille ?E? e non sa decidersi tra le due.
Io mi sento nel pezzo di mondo più impegnato a “Comportarsi Bene” e più disarmato del pianeta.

Perch?, in Italia chi ? laureato in Scienze della Comunicazione che fa? Magari trovasse almeno come barista… ;)
Lia, ma che scuole frequenti? Cazziatoni, pianti… mamma mia!
Al sud sar? diverso, ma dove insegnavo io, se uno piangeva in classe e lo diceva a mamm?, prima la mamm? andava dal preside, poi il preside veniva da me a dirmi che non devo trattarli cos?, che se no poi vanno alle private…
Non dico che sia giusto, assolutamente, e ora mi viene da ridere vederti incazzata con questi pischelli arabi a cui non frega assolutamente nulla di essere cazziati (figurati, hanno visto ben peggio che un prof. incazzato, questi, altro che i nostri pargoli viziati e riveriti).
Hai proprio ragione…
Il mio “ragazzo” vive al Cairo e si ? laureato in una cosa tipo “Scienze della Comunicazione”, o almeno, credo di aver capito quella. Da due anni fa il barista a Sharm el Sheikh. Si ? dovuto imparare i coktail e le lingue dei turisti da solo. Mi racconta che al Cairo hanno pi? speranza le ragazze, gli uomini si arrangiano…
Sto per ospitarlo in Italia. Non che lui volesse venire a vivere qui ma, la bassa stagione l’ha mollato a casa di punto in bianco e vorrebbe provare qui. E si lamenta di fare un lavoro di ripiego. Io non so come dirglielo che se in Egitto ha trovato duro qui ? meglio che non ci pensi…
E io mi chiedo… ma com ? che in questo mondo qualcuno nasce con la sfiga timbrata addosso?
Beh, forse non proprio un lavoro inerente alla laurea… ma credo che in Italia non abbia alcuna speranza di trovare un lavoro al di fuori di quelli manuali.
Lavapiatti, muratore,… ecc.
In effetti le “I” e le “E” forse gli serviranno per distinguere “mattone” e “mattoni” !?!?
A parte questo, Lia, e non hai problemi tra “P” e “B”?
Gi?… pure la B e la P sono un bel match…:))
Che scuole frequento, Groucho?
Mai insegnato al Sud, vivevo a Milano.
I cazziatoni volano, in classe, e io sono una che ne fa.
Ho fatto collezione di mamme e di presidi, ma io nella scuola privata c’ero gi?, quindi il mio preside di allora era privo di questi argomenti, e poi gli andavo bene com’ero…
Mi ha scritto qualche giorno fa una mia ex pischellina per chiedermi se terrorizzo anche gli arabi come terrorizzavo loro, ed ho dovuto confessarmi impotente, con suo grande sollazzo.
Ma tanto i miei ex lo sanno, che poi in fondo sono buona.
E comunque, quando li fai piangere per giusta causa (ma poi gli dimostri che ci tieni, ovviamente) alla fine ti perdonano sia loro che i presidi, anche se di scuola privata.
Con le mamme ? pi? complicato…:))
In universit? non c’? nemmeno bisogno di cazziarli, te lo assicuro: certe volte si limitano a sedersi e, alla prima domanda, partono le lacrime.
Roba da fare gli esami con la scorta di kleenex.
Comunque ricordo una ragazza in universit?, l’anno scorso, che mi chiese di fare l’esame in privato, nel mio studio, perch? aveva un certificato di uno psichiatra che, in pratica, spiegava che l’essere stata cazziata da un prof l’anno prima le aveva causato scompensi psicologici gravissimi e non era pi? in grado di fare esami normalmente.
E non era un certificato compiacente… stava proprio male, quella l?.
Per il cazziatone di un prof, pensa te.