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Negozio di polli con le solite gabbie di vimini piene di galline all’entrata.
Sperando che abbiano del petto di pollo già morto, entro.
Un tempismo perfetto, il mio: entro e vedo una gallina viva e starnazzante tuffata nel pentolone dell’acqua bollente.
Neanche il tempo di pensare “Uuhhhh!!” che la estraggono, e lei ha tutte le penne ritte e si agita ancora.
Puff! La buttano in un altro bidone e lì è l’apoteosi: il bidone pare una lavatrice in piena centrifuga, ma aperta. Sangue annacquato (sì, era rosa e molto liquido) e poltiglia lanosa che schizza ovunque; sul pavimento lì davanti si materializzano resti stropicciati di gallina ed io, ormai, sono attonita e fisso la scena a bocca spalancata e sentendomi un po’ male.
Il cassiere, probabilmente stupito dalla mia espressione raggelata, mi si fa incontro e, contemporaneamente, il boia di galline estrae dalla lavatrice un pollo perfetto.
Proprio perfetto, come quello che ti vendono nelle vaschette all’Esselunga, uguale.
Spennato, rosa, bello che non pare nemmeno più un animale, pare un secondo piatto da cuocere.

Se tutto ciò è il mio spettacolo, io sono oramai lo spettacolo dei pollivendoli: “Non rimanga lì, madame, si avvicini pure a guardarla bene, la macchina, non abbia paura!”
Mi faccio largo tra la poltiglia di piume, scortata dal gentilissimo e baffutissimo cassiere, e guardo: è come un secchio di metallo pieno di grosse dita di gomma. Me la azionano per illustrarmi il procedimento, e le dita partono a centrifuga.
Credo che servano ad agganciare le piume mentre il pollo viene centrifugato. Altro che l’Epilady.

Sento di dovermi giustificare: “Oh… è che in Italia non le abbiamo, queste macchine…”
“Davvero??? Allora Egypt is the Best!!”, esclamano contentissimi, con tanto di pollice alzato.
Compro 250 g. del petto della bestia e, salutata dai miei nuovi amici, corro a casa ad accendere Google.

Sì che ce li abbiamo, noi, questi aggeggi. In foto sembrano più belli e nuovi, ma il concetto è lo stesso: c’è la Spennapolli a umido Esterina, per esempio, che dice: “Dopo aver immerso l’animale in acqua calda ( ad una temperatura compresa tra 55 e 60 gradi) passarlo contro il rullo dotato di dita in caucciù.”
Ecco, appunto.

Ho fumato dieci sigarette per scacciarmi l’odore dell’operazione dalle narici.
Poi ho fatto i petti di pollo allo speck, ricetta presa dal sito della Cucina Italiana.