
La situazione, al momento, è questa:
1. Il ministro degli Interni, in mattinata aveva esplicitamente escluso, e molto fermamente, che l’attentato fosse di matrice islamica.
Lo ha fatto in una conferenza stampa trasmessa in diretta, con tutta la forza del suo ruolo e, si suppone, delle sue informazioni. Non ha detto: “Pensiamo che…”. Ha detto: “E’ assolutamente certo che l’attentato è opera di ETA.”
Nel pomeriggio, è apparso in TV per dichiarare che era stato trovato un furgoncino con dentro esplosivo e una cassetta del Corano.
E ha detto: “Ho APPENA dato ordine agli investigatori di non escludere nessuna pista.”
Nel pomeriggio.
Bella figura.
Intanto, il signor Otegi (che, per quanto a un italiano possa sembrare incredibile, è un signore che finge di non essere proprio-proprio di ETA ma di un partito che si limita a desiderare ciò che ETA vuole, e anche se non è proprio-proprio di ETA può parlare a suo nome e, invece di stare in galera, viene intervistato dai giornali come portavoce di ETA) si sta sgolando da stamattina giurando che no, non è stata ETA.
Il governo dice che mente.
2. Poco fa è arrivata la notizia (ripresa anche da Al Jazeera come titolo di apertura) di una rivendicazione di Al-Qaeda arrivata a un giornale arabo di Londra.
Rivendicazione della cui autenticità non si è ancora sicuri.
TVE ha dato la notizia.
Per tutto il giorno, poi, diversi esperti europei e americani hanno sottolineato che si è trattato di un attentato distante dai consueti schemi di ETA. E, per tutto il giorno, il governo spagnolo ha insistito nell’affermare il contrario.
Mezz’ora fa, TVE dava un’immagine di sé abbastanza surreale: notizie di Corani e rivendicazioni date velocissimamente, e poi lunghissimi servizi contro ETA, interviste alle vittime del ’96, del ’98 etc, immagini di manifestanti con il simbolo di Basta Ya…
Io, e mi pare superfluo specificarlo, desidero con tutto il cuore che sia stata ETA (sarebbe la volta buona che la polverizzano, cribbio) e desidero con tutto il cuore che NON sia stata Al-Qaeda o chiunque si nasconda dietro quella sigla (lo pagherebbero migliaia di musulmani innocenti, per il solo fatto di essere musulmani, e nulla più.)
Però temo che anche il governo di Aznar abbia lo stesso mio desiderio, e che stia spudoratamente spingendo l’informazione in questo senso a fini elettorali.
Le elezioni, ormai, sono blindate: mancano tre giorni, che saranno di lutto nazionale e, quindi, di sospensione della campagna.
Se l’attentato è di ETA, per l’attuale governo è manna dal cielo, che si troverebbe con l’intera Spagna compatta dietro la sua politica di durezza.
Se l’attentato è di Al-Qaeda, invece, si apre la questione del cosa dire all’enorme massa di spagnoli che non voleva in nessun modo andare a fare la guerra in Iraq, ancora meno desiderava portarsi una guerra dentro casa e, comunque, adesso avrà buoni motivi di ritenere che tale guerra non abbia affatto favorito la sicurezza del paese.
Un mare di questioni spiacevoli, per una vigilia elettorale.
Anche se, appunto, nei prossimi giorni ci sarà soltanto lutto, come è comprensibile, e certo la questione non verrebbe sollevata dal PSOE.
Rimane il fatto che, comunque, è noto che il PSOE ritirerebbe le truppe dall’Iraq, in caso di vittoria.
Dicevo: io spero con tutto il cuore che il governo abbia ragione.
Eppure è stato surreale, vedere la televisione sorvolare sul ritrovamento di questo furgoncino e su una rivendicazione di Al-Qaeda e impuntarsi, come se nulla fosse, sulle manifestazioni contro ETA.
ETA che, per inciso, potrebbe uscire da questa vicenda come martire ed eroe, se viene fuori ciò che temo.
E questo sì che vorrebbe dire vendere la lotta al terrorismo basco in cambio di un piatto di lenticchie elettorali.

Lia, non mi trovo molto d’accordo con la tua analisi e con le tue speranze.
Siamo d’accordo che tale atto non potrebbe mai trovare una giustificazione, da qualunque uomo, mondo o pensiero provenisse, ma di fronte all’acuirsi della lotta planetaria al terrorismo, che produce solo tragedie, come quella irachena e quella palestinese (esempi su tutto), dare la colpa all’ETA significherebbe dare ragione a tutti coloro che si prodigano nel comporre liste nere o a dare epiteti quali paesi canaglia al “fuoripensierounico” di turno.
No, non credo sia stata l’ETA, non spero sia stata l’ETA. Allo stesso tempo spero che al-Qaida non sia la responsabile, ma come tu stessa dici c’è un’enorme massa di spagnoli che questa guerra planetaria non la voleva e che tuttora non la vuole. E che, come molti di noi, pensava che questo atteggiamento aggressivo degli occidentali (americani supportati da diversi europei) potesse aggravare la situazione e spingere molti ad un conflitto creato ad hoc per gli interessi di pochi. Ora, tra il provocare un senso di repulsione verso questo mondo che vuole impantanarsi in un lungo periodo di guerre, o il provocare un’ondata di odio verso l’ETA e dare nuova carica e vita a questa eterna lotta al terrorismo, beh preferisco che accada la prima.
In qualunque caso è un dramma, o si acuisce l’odio anti-islamico, o si acuisce il “pensierobusce” (che include la prima ipotesi)di guerra senza confini verso ogni probabile sovvertitore della “democrazia”, e chi sovverte o no lo decidono loro.
E’ follia colpire il popolo, ma spero che a molti questa notte sfiori anche questo pensiero: “Chissà, se non ci fosse stata quella guerra assurda in Iraq e la sua continuata occupazione, forse questo non sarebbe mai successo”.
Se è stata l’ETA ne uscirà vincente solo la politica di Aznar, compartecipe della politica statunitense.
Ultima riflessione: purtroppo è accaduto nella mia amata Spagna, ma penso che se fosse successo in USA, domani scompariva… chessò, il Libano.
Dato che è la prima volta che scrivo su questo splendido e intelligente blog, mi sembra il minimo ringraziarti per questo spazio.
Un saluto, Menes.
Il fatto è che a me pare che ci sia un abisso, tra i pasciuti, straricchi e viziati giovanotti di ETA e, un esempio a caso, i palestinesi.
Solo mettere i due nomi vicini mi causa un malessere.
Non considero ETA portatrice di un progetto politico, e tantomeno credo che abbia, dietro di sé, le aspirazioni, le rivendicazioni o anche solo la tragedia di un popolo.
E’ una banda di signorotti feudali che esercita potere in una regione spaventata e, per la nota serie di fortunate circostanze in cui è incappata, riesce a spacciare mitologia che viene presa sul serio da una gioventù basca i cui neuroni sono in balia della locale versione delle “scuole padane” sognate da Bossi.
E’ un vero peccato, lo dico senza nessuna ironia (figurati) che sia stato Aznar a illegalizzare Batasuna.
Capisco anche perché non sia stato fatto prima e dal PSOE, ma andava comunque fatto.
E non c’entra la politica di Bush etc.
ETA è un problema a sé stante che va risolto, chiunque sia colui che lo risolve.
Batasuna, in Italia e in qualsiasi altro paese normale, non sarebbe mai esistita, semplicemente.
Mettere tutto nello stesso calderone indebolisce le buone cause, non le rafforza.
Comunque, queste sono cose che ho già scritto nel post qui sotto e nei link ad alcuni vecchi post.
Ciao.
Santo cielo.
Uno cita il Libano, l’altra il giorno 11…
E giusto oggi mi è stato proposto di fare un salto in Libano tra l’8 e il 15 aprile.
Passatemi un ferro di cavallo.
non dimentcare anche questo aspetto (prima di chiudere ‘sta giornata) nelle varie capitali europee, ogni giorno targato 11 nei mesi a venire, si sta tappati in casa. tassativo nei giorni precedenti le consultazioni elettorali
Sono d’accordo con Lu,
il fatto che appena dieci giorni fa sia stato rinvenuto un furgoncino con 500 kg di esplosivo non è certo un caso.
Quanto ad al-quaida, secondo me ne sta semplicemente aproffitando, per fare rivendicazioni come avvoltoi, quando invece non sia una balla, un depistaggio della stessa ETA.
Comunque, ciò costituisce un pericoloso precedente: d’ora in poi, qualunque esaltato (o manovrato dai vari servizi segreti ecc.) si sentirà autorizzato ad agire “in grande”.
Credo sia necessario fare un po’ di chiarezza. Ciò che è stato fatto, indipendentemente dall’autore, è inammissibile. Chiunque sia stato. E’ assolutamente necessario tracciare un confine oltre il quale non si discute. Non si discute quando vengono ammazzati volontariamente 200 civili, lavoratori, che prendono il treno al mattino, 200 persone che non potevano difendersi, in alcun modo. In seconda battuta, è importante accertare chi sia stato. Io non mi auguro nessuna delle due ipotesi. Non credo sia neanche giusto fare dei discorsi ‘utlitaristici’, del tipo:”spero sia l’eta così verrà spazzata via” o altro. Inoltre, certo non siamo investigatori, però bisogna prendere atto dei fatti. Anche una rivendicazione è un fatto. Come il furgoncino con i detonatori e tutto il resto. Non penso che l’ETA avrebbe alcun giovamento da questo attentato, così vicino alle elezioni. Anzi, può solo creare dei problemi. Mentre questo discorso non vale per i terroristi islamici, che delle elezioni se ne fregano. Anche io sono daccordo sul fatto che la guerra in Iraq non si dovesse fare. Ma non mi sento di dire che se non fosse stata fatta questo non sarebbe avvenuto. Infatti, bisogna assolutamente scindere i discorsi sulla politica, e i mezzi politici, democratici (che contemplano anche la guerra – tra eserciti – ) e il discorso dei terroristi. Non bisogna dare nessuna causalità ai loro atti (del tipo: metto una bomba, così capisci..). Riesco a dire che la guerra è un ignominia, senza il bisogno che uccidano 120 persone. Se si inizia a spiegare la storia in questo modo, si fa il loro gioco. Quindi, bisogna battersi perchè le nostre scelte (il fatto che sia l’italia che la spagna non volessero la guerra) vengano rispettate dai NOSTRI governanti! Su un altro livello, più di analisi che decisionale, bisogna certamente riflettere sul fenomeno del terrorismo, che sicuramente esprime il fatto che ci siano delle tensioni profonde, e che non esista una risposta politica in grado di prendersi le sue responsabilità, che riesca quindi ad emarginare chi pensa di poter rislvere i probelmi con la violenza. Proprio come avveniva negli anni di Piombo in italia.
Tutto giusto, Margot.
Quanto al mio discorso “utilitaristico”, lo confesso: ho sperato per tutta la giornata di ieri che l’attentato non costituisse il definitivo sbarco in Europa dello ‘scontro di civiltà.
Fosse stata ETA, le prospettive per tutti noi sarebbero state migliori.
E’ andata male, pare, ma io ci ho sperato.
Non sono d’accordo, comunque, sul fatto che ETA non andasse a trarre giovamento da un attentato, e grosso, in questo momento.
Era da settimane che si aspettava una notizia simile, seppure di portata infinitamente minore.
(Ho scoperto con raccapriccio che, oltre a pensare le stesse cose di Israele, sto anche pensando le stesse cose di Sergio Romano: http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2004/03_Marzo/12/spagna_romano.shtml Mi pare di stare avendo frequentazioni stranissime.)
Ti sembrerà paradossale ma non trovo così “raccapricciante” questa concordanza di idee perchè una lettura della tragedia fatta “da destra” (uso questa formula per brevità, tanto per capirci) è, in certi casi, molto più centrata di certe interpretazioni di sinistra (e tu stessa ne hai dato più di un esempio). Il fatto è che, per ragioni storiche, la “destra” ha una “cultura del conflitto” e quindi un’interpretazione delle strategie molto più articolata e meno semplicistica della sinistra. (Non mi sto riferendo, nauralmente, a slogan di propaganda o a semplificazioni mediatiche) Questa tragedia ci mette di fronte ad una complessità spaventosa (in più sensi). Il terrorismo è una realtà che non può essere affrontata con la guerra perchè è proprio la guerra quello che vuole. Ma non può essere sconfitto solo con la buona volontà o il dialogo. Il che produce un effetto pericolosamente paralizzante e una volontà di uscire dalla paralisi costi quel che costi. Inoltre, ho come la sensazione che la sigla Al Qaeda sia, appunto, sempre più una sigla, una sorta di Spectre alla James Bond. Sono più propensa a pensare ad articolazioni terroristiche diversificate, con obiettivi anche differenti, che possono anche agire di concerto ma non necessariamente. Penso a gruppi separati, uniti da un clima mondiale favorevole ma che hanno collanti politici occasionali e che, all’occorrenza, possono anche entrare in conflitto fra loro. Grande (e orribile) è la confusione sotto il cielo.
Ha perfettamente ragione Caracaterina. Ci sono persone molto pi? raccapriccianti di Sergio Romano -anzi, sarebbe raccappricciante trovare raccappriccianti Romano e Israele “di per s?”.
Innanzitutto tutta la mia solidarietà agli spagnoli che leggono questo blog.
E poi il commento.
Direi che il governo Aznar ci sta marciando.
Accusare l’ETA gli conviene tantissimo. Anche perchè la tempistica dell’attentato è perfetta, forse troppo perfetta. Disgrazie che a certi dispiacciono come il cacio sui maccheroni. (vedi Nassirya).
Ho di fronte agli occhi una pagina del sito dell’ANSA in cui si dice che il Governo Aznar – tramite Acebes – ha *imposto* al corpo diplomatico spagnolo di accusare l’ETA di fronte ai media. Come sempre, meglio la verità più comoda che la verità più vera.
Ecco il link alla notizia
http://www.ansa.it/rubriche/mondo/2004-03-12_1156885.html
E qui c’? il testo
(ANSA) – MADRID, 12 MAR – Dite che e’ stata l’Eta: questo il messaggio del ministro degli esteri Ana Palacio a tutto il personale diplomatico nel mondo. Lo ha rivelato l’agenzia Europa Press, che dice di avere avuto accesso al documento. “Tenendo in conto gli sforzi fatti da alcune forze politiche per cercare di seminare la confusione in quanto alla responsabilita’ sugli attentati”, scrive Palacio, e’ necessario che gli ambasciatori ricordino le dichiarazioni del ministro Angel Acebes, che accusano l’Eta.
2004-03-12 – 21:23:00