
Sto correggendo i temi del III anno.
La maggior parte si presenta con il nome in alto, nell’angolo a sinistra, e il titolo centrato: “L’istruzione in Egitto”.
Alcuni studenti, però, sono particolarmente devoti e, prima di scrivere la traccia, premettono: “In nome di Dio il Clemente e Misericordioso” e, sotto, “L’istruzione in Egitto”.
I cristiani non si tirano indietro e, decisi, ribattono: “Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen”. Poi, “L’istruzione in Egitto”.
(Qualcuno mi freni dallo scrivere “La pace sia con te” accanto al giudizio.)

E perch? dovremmo frenarti dall’augurare pace a questi poverelli! Bastasse ad ottenere un risultato efficace io mi metterei a girare il mondo augurando pace ovunque!
Purtroppo non basta.
Forse sarebbe un piccolo contributo alla pace spiegare ai tuoi studenti che il foglio scritto per un esame non pu? testimoniare la propria appartenenza religiosa (o la propria laicit?: in tal caso il silenzio ? sufficiente o occorre una nuova formula?) ma solo la seriet? della preparazione e la propria onest? nel condurre la prova. Negli esami -e in molti altri casi della vita – nulla ? delegabile, nemmeno a Dio.
Pensi che dirglielo servirebbe?
E come fargli capire l’inopportunit? di esibire in quel modo una propria dimensione esistenziale o una propria scelta di fede come se potessero essere sottoposte ad un altrui criterio di giudizio?
Auguri…
augusta
Uh, che domande difficili!
D’altra parte, sai cosa penso? Che l’attuale situazione mondiale mi mette nell’impossibilit? assoluta di fare questo tipo di discorsi…
Sono stati talmente strumentalizzati, certi concetti, che ci vorr? tempo perch? decantino.
da giovanissimo ero fieramente anticlericale, pensavo veramente che la religione fosse l’oppio dei popoli. Poi con l’et? ho appreso la tolleranza e a riconoscere i messaggi positi e di pace delle religioni, pensavo comunque che il diffondersi della cultura e del progresso giocasse inesorabilmente a favore della laicizzazione e secolarizzazione del mondo. Quanto mi sbagliavo….gli integralismi, i fondamentalismi avanzano e certo non solo nelle societ? islamiche.
Allora sono diventato anche io di nuovo integralista ANTICLERICALE.
Pi? leggo questo blog, pi? mi convinco che forse non vivo in un paese arabo/musulmano, tante sono le differenze, anche profonde, tra Egitto e Siria. Meglio, mi convinco che parlare dei paese arabi come un un blocco omogeneo e monolitico ? uno degli errori pi? grandi che l’Occidente continua a fare. I miei colleghi dell’Universit? di Damasco non mi hanno mai raccontato niente di simile, e io stesso ho visto compiti universitari in cui nessuno si ? mai sognato di scrivere frasi del genere. Non che siano parolacce, certo.
Per rispondere ad Augusta, non credo sia possibile ci? che dice lei: cio?, sono perfettamente d’accordo che sarebbe “un piccolo contributo alla pace spiegare ai tuoi studenti che il foglio scritto per un esame non pu? testimoniare la propria appartenenza religiosa”, ma in questi posti quest’ultima ? troppo radicata, troppo incisa nel dna sociale della gente, per cercare di eluderla con un saggissimo invito al buon senso. Qui la religione non ? semplicemente una “appartenenza religiosa”: credendo cos? cadiamo ancora nell’equivoco di chi vede e pensa a questi posti come una proiezione (magari esagerata) delle nostre convincizioni e fedi occidentali. Dopo un anno a mezzo (anche un po’ prima, direi) mi sono accorto che non ? affatto cos?. Detto ci?, ringraziando il cielo qui i cristiani sono meno accesi, cos? come una buona parte dei musulmani. Non ci sono i copti, per esempio, cosa che mi pare crei dinamiche “di appartenenza” tutte particolari.
Per Blu. UN FAVORE
Ti ringrazio del testo pubblicato che ho ricercato su Haaretz daily di oggi (26 aprile) senza trovarlo.
Mi puoi confermare la data della pubblicazione?
Vorrei farne un post per il mio blog, dove riporto spesso notizie riguardanti i bambini in Palestina e la citazione di Haaretz (finora avevo letto al notizia su quotidiani italiani, Repubblica -con foto- e Manifesto) ? per me importantissima.
augusta
per augusta :
se non funziona, io ho provato questa ricerca su http://www.google.it su tutto il web e il primo risultato ? l’articolo citato, pi? altre fonti.
parole da ricercare :
haaretz +13 +border +police
primo risultato :
http://www.haaretzdaily.com/hasen/spages/418705.html
risultati sparsi :
http://www.palestinemonitor.org/Other%20Updates/Boy_as_human_shield.htm
http://www.fromoccupiedpalestine.org/index.php?or=160
http://www.isrinfo.demon.co.uk/index11.htm
ciao !
Padrona di casa… scusa anche me! Haaretz ? stato il primo a pubblicare la notizia e la foto del ragazzino usato come scudo e legato alla jeep, poi la notizia ? rimbalzata sulla stampa internazionale. Ciao, G.
Grazie alla padrona di casa e a blu.
Potreste fondare un comitato di soccorso per vecchie imbranate. Comunque ho trovato tutto ci? che cercavo.
Temo che la notizia dell’ostaggio tredicenne sia vera. Adesso cercher? di capire se Israele ha firmato la convenzione ONU del 1991 sui diritti del bambino. Che l’abbia firmata o no (penso di no) come facciamo a proporne l’ingresso in Europa davanti alla foto del piccolo ostaggio? All’insegna del “tanto siamo tutti carogne”?
Regalo a tutti una citazione di Hannah Arendt da La banalit? del male. E’ tragica ma aiuta a capire perch? ? possibile credere anche ci? che blu vorrebbe (e se lo capisco!) incredibile
?E? nella natura delle cose che ogni azione umana che abbia fatto una volta la sua comparsa nella storia del mondo possa ripetersi anche quando appartiene a un lontano passato?.
augusta
“e con il tuo spirito…”
( in questo caso, spirito non nel senso di anima, ma nel senso di humor…:) )
? bello leggere la tua simpatia.. ;-)
buonagiornata !
Non c’entra nulla, ma volevo lasciare questa notizia appena letta su Haaretz, che spero risulti falsa.
secondo voi ?
senza commento.
ps chiedo alla padrona di casa : si possono lasciare articoli cos? o preferisci di no ?
http://www.haaretzdaily.com/hasen/spages/418705.html
Activists say Border Police held boy, 13, as human shield
By Reuters and Haaretz Service
When older Palestinian boys started throwing stones at Border Police officers in the flashpoint West Bank village of Biddu last week, 13-year-old Muhammed Badwan went along to watch.
He ended up on the hood of a Border Police jeep, at least one of his arms tied to a wire mesh screen that blocks the windshield from incoming stones, according to a photograph of the purported incident distributed Thursday by local group Rabbis for Human Rights.
“He was a shield for them,” Saeed Badwan, a 34-year-old laborer, said of his only son. “When I saw him on the hood of the jeep, my whole mind went crazy… It’s a picture you can’t even imagine. He was shivering from fear.”
Police said Muhammed’s case was sent to the Justice Ministry for investigation. Security forces insist they do their utmost to avoid civilian casualties and accuse Palestinian militants of routinely using non-combatants for cover.
“I was scared when they got me at first. I thought they would put me in prison… I was scared a stone would hit me,” Muhammed said, nursing a split lip Thursday, exactly a week after his hours-long detention. Stone throwing mostly stopped when he was on the jeep. “I cried on the hood of the jeep, and when I saw my dad.”
The Supreme Court barred the use of Palestinians as human shields in 2002 after an incident in which soldiers forced the neighbor of a suspected militant to knock on his door and deliver their ultimatum to surrender. The militant shot and killed the man.
“There is supposed to be an injunction against the military… But there is evidence it is still continuing. It is less, but it does happen,” said Marwan Dalal, a lawyer with the Israeli Arab rights group Adalah. He said it was more common for soldiers to use Palestinians as human shields in military operations, but that civilians had also been used to block stone throwing.
A left-wing Israeli rabbi who said he too was detained as a human shield when he tried to intervene to free Muhammed Badwan last week said he planned to press charges.
“It is very depressing and very sad to see that we have come to this position where this is what we do. There is disbelief,” said Rabbi Arik Ascherman, head of Rabbis for Human Rights.
Palestinian activists in Biddu, a focal point for protests against the West Bank separation fence, say troops have increasingly responded with excessive force to disperse stone throwers.
Human rights group B’Tselem said it was monitoring West Bank anti-fence protests after Palestinian complaints of rising violence by security forces, especially in Biddu.
Medics say four Palestinians have been shot dead this year in Biddu in rock-throwing protests against the barrier, which Israel says is necessary to keep out suicide bombers. An elderly man also died of heart failure after inhaling tear gas
Eccola la guerra di religione, lo scontro di civilt?, la necessit? di una nuova Crociata ! ;-))
per augusta :
il link che avevo lasciato a me va direttamente alla pagina dell’ articolo, comunque riprovo a incollarlo :
http://www.haaretzdaily.com/hasen/spages/418705.html
continuo a sperare che sia falsa…
se non funziona, l’articolo ? datato 22/04/2004
se ancora non lo trovi, chiedimi pure cosa posso dirti ancora, io non saprei.
ciao,
blu.
ps chiedo scusa alla padrona di casa se ho un po’ invaso gli spazi.
buona giornata,
blu
non credo che gli studenti di Lia vogliano segnalare una loro “appartenenza religiosa” al mondo esterno. Per i musulmani l’invocazione “nel nome di Allah..”, ecc. ? molto comune come incipit in tutti i tipi di documenti scritti: lettere a parenti e amici, ma anche lettere commerciali (da azienda a azienda),di condoglianze, certificati matrimoniali, documenti legali.. . Si pu? anche non mettere, ma quelli che la mettono non sono per forza dei bigotti, timorati da Dio. Io stesso, quando vivevo in Egitto, condivo il mio arabo stentato con esclamazioni tipo Inshallah (lett: “se vuole Dio”, pi? prosaicamente “vedremo”, oppure Bismillah (“in nome di Dio”=”assolutamente s?”) o anche Hamdulillah (“grazie a Dio”=”meno male”). Sono formule retoriche enunciate senza nessun trasporto mistico: per esempio se si ? invitati a pranzo, dopo il pasto ? buona creanza ruttare e profferire Hamdulillah davanti al padrone di casa. Vuol dire che c’? stata buona digestione e quindi il pranzo ? risultato gradito.
La notizia di cui parlate me l’aveva segnalata Fedayn per posta qualche giorno fa, mandandomi un link a BBC News online:
http://news.bbc.co.uk/go/em/fr/-/2/hi/middle_east/3650791.stm
Prima che io la pubblicassi, ho visto che l’aveva gia’ fatto Brodo Primordiale, quindi ho lasciato perdere.
Non ho mai molta voglia di parlare di Israele…
La padrona di casa, comunque, e’ assai contenta che il blog serva anche a questo. :)
Sono d’accordo con Groucho, quando parla di un radicamento del sentire religioso che non e’ interpretabile proiettandoci il nostro modo di intendere la questione.
Sono anche d’accordissimo con Michele, quando parla di comunissimi incipit.
In effetti, la cosa un po’ straniante e’ stata vederne la versione cristiana.
E mi e’ toccato pure sgridare qualcuno: “Padre si scrive con maiuscolo, mica e’ il babbo!!” :)