
Un link dopo l’altro, sono arrivata qui.
Personalmente (chiunque e’ libero di dissentire) trovo che al Nord, dove ho sempre vissuto, l’estate sia troppo calda, l’autunno troppo freddo, la gente troppo ipocrita, bigotta e ignorante (a voi di indovinare quale parte del Nord Italia).
E che i pomodori maturi, l’olio d’oliva e l’anguria non valgono l’attuale governo, le figure di merda internazionali, passare 10 anni all’universita’, vivere con mamma e papa’ fino ai 35, stipendi che sono la meta’ di quello che sarebbero altrove, affitti che sono il doppio, un sistema che uccide il potenziale perche’ preferisce la pieta’ del promuovere tutti […]
‘Na sorella, praticamente.
Si potrebbe fare un circuito di consigli per l’espatrio, ché mi pare che il ‘gambe in spalla’ volontario e consapevole sia ben rappresentato, su internet.
E come potrebbe essere altrimenti, dico io.

Sottoscrivo la prima parte e non vedo l’ora di ripartire.
Capisco. Comprendo. Io per? ero via, e sono ritornato.
Mah.
L’anno scorso ho preso un periodo di congedo per andare a meditare sulle colline marchigiane e dopo sei mesi ho scoperto quello che di Milano veramente mi mancava:
i. la connessione veloce
ii. Radiopopolare
Non un gran bilancio, dopo ventisette anni, uhm.
Lascio qui citazione a futura memoria:
“Il vero viaggio ? il ritorno”
(Ursula Le Guin, “La vigilia della rivoluzione”)
e (mi voglio rovinare) pure bibliografia:
Meyrowitz, Joshua /
Oltre il senso del luogo
Bologna : Baskerville, [1993]
Kisses & Hugs
ma…ma…? la mia amichetta stef!!! :)))
posso chiederti perch
Perch? riferito a cosa, Rita?
(A volte siete ermetici.)
… partire… Io forse, molto presto, far? un viaggio. Sicuramente, con un biglietto di sola andata e da solo… Ciao!
“il ‘gambe in spalla’ volontario e consapevole sia ben rappresentato, su internet”.
A chi lo dici… Solo che sono troppo pigra (o incapace, chiss?) di fare un blog bello come il vostro :)
Sono emigrante anch’io, in Francia per la precisione. Pero’ io in Italia ci stavo anche bene, e tutto questo dare addosso alla situazione italiana a me d? un po’ fastidio. Come se tutti i problemi venissero dall’esterno, dalla societ?, dagli stipendi e dalla famiglia, e nulla ma proprio nulla fosse imputabile a noi stessi. Come se uno non si portasse dietro i suoi problemi di nazione in nazione. Problemi che sono pronti a rispuntare, all’improvviso e magari pi? grandi, quando l’entusiasmo del grande viaggio dell’emigrante ? sfumato. Ne ho visti assai, qui in Francia, di studenti schifati da una tesi di dottorato italiana che non riusciva per colpa di questo o quel professore – per poi scoprire che la tesi non gli veniva tanto bene neppure qui, nonostante la borsa di studio, i professori famosi, accomodanti e disponibili con l’ufficio vicino Notre Dame.
E poi, di chi ? la colpa dei 10 anni passati all’universit?? Solo del sistema universitario? Ma fatemi il piacere. E chi deve accusare il 35enne che vive ancor con la mamma? Solo gli affitti troppo alti? O si tratta invece di uno stile di vita che a molti piace coltivare, pigramente, comodi comodi tra le mura di casa? Per poi indignarsi attorno alla trentina, quando ci si accorge che molto tempo ? stato inutilmente sprecato. E allora, magari, si va all’estero, tutti offesi da quest’Italia traditrice.
Emigrare ? cosa buona ? giusta, per carit?, ma bisogna essere onesti con noi stessi, dio mio.
Comunque, finisco con una citazione di Mario Soldati (da America primo amore):
“Non ama la patria chi non l’ha abbandonata ancora una volta, e credendo fosse per sempre.”
perch? “sei tornato”…
mi sembrava di scrivere subito dopo Alessio,
invece poi sono stata scavalcata nei commenti! ciao Lia.
Perch? sono tornato? Perch? ascoltavo le notizie italiane, seguivo la politica italiana, scrivevo agli amici italiani, tanto valeva stare in Italia. Perch? in un posto che non ? il tuo o metti radici oppure non riesci ad incidere, a partecipare. Perch? ti senti sempre uno di quegli inglesi che non hanno capito che le colonie non ci sono pi?. Perch? anche se non ti senti a casa da nessuna parte, dove parlano la tua lingua questa sensazione non ? presente ogni momento. O forse perch? non ho trovato una ragazza del posto!
ciao…anchio per un breve periodo di 4 anni sono stato in germania per lavoro..poi mi sono fatto rimpigrire la mente dalla pastasciutta e sono tornato.ebbene me ne sono pentito .la vivevo in un paese molto giusto, forse anche troppo dove la gente guadagna il doppio di noi e si sbatte molto meno..l? le donne che lo vogliono ,possono restare a casa a pensare ai figli ed al marito..li le autostrade nn si pagano, il bollo auto nn esiste ,le assicurazioni per la macchina sono molto inferiori alle nostre gli affitti sono come da noi ,ma in quelle condizioni nn ? difficile comprarsi una casetta magari di legno, per? avete mai abitato in una casa di legno.??eppoi i servizi :sono stato in un ospedale pubblico e mi sembrava una clinica privata delle nostre.Eppoi c? qualcuno che ha anche il coraggio di dire che sono principianti della democrazia?baaaaa..qui, ho sentito dire che la si guadagna di piu ma la vita ? piu cara…balle grossissime.scusate lo sfogo….ciao lia