
Qui abbiamo tre giorni di lutto nazionale, come in Giordania e, credo, in altri Paesi dell’area.
A molti viene da pensare a Nasser, in questi giorni: lo si è visto spuntare in vignette, e nei discorsi della gente. L’avevo scritto persino io, giorni fa: c’è un mondo arabo laico e nazionalista che se ne va e, a dispetto della direzione non più laica presa da tanta gente negli ultimi anni, forse qui c’è ancora un lutto da elaborare, e più rimpianti di quanto pensassi.
Yasser Arafat non potrà essere sepolto a Gerusalemme, dunque.
Per il momento, ché la Storia non finisce con noi.
Ovviamente, una cerimonia funebre nei Territori sarebbe stata impensabile: essendo questi ultimi illegalmente occupati dalla democratica Israele, non avrebbero potuti essere raggiunti da nessun Capo di Stato.
Il Cairo fa il suo dovere, quindi, e ospita la cerimonia.
Qui le informazioni sono tutto fuorchè chiare: la salma dovrebbe arrivare nel tardo pomeriggio e la cerimonia dovrebbe essere domani alle 11. La cosa non è regolarissima, ché nel mondo islamico i funerali avvengono entro 24 ore dalla morte, ma pare che questo sia stato fatto anche per altri leader arabi, in passato.
Tra le persone con cui ho parlato non si capisce se la poca chiarezza riguardo orari e luoghi sia voluta, per evitare assembramenti e casini, o se, più semplicemente, siamo noi a non avere ancora capito dove bisogna andare e a che ora.
Non che ci sia alcuna speranza di vederlo, il funerale: ci saranno controlli e divieti imponenti, sicuramente.
Però ci terremmo, almeno ad avvicinarci per quanto possibile, e sentire anche che aria tira.
Oggi io e dei colleghi abbiamo un impegno proprio ad Heliopolis, (dove è l’aeroporto) nel pomeriggio, quindi passeremo a vedere se ne capiamo di più.
Sulle inopportune dichiarazioni della gentaglia che la nostra epoca ha la vergogna di vedere in ruoli di potere non c’è molto da dire: arriverà un momento in cui, ripensando a questi anni, il mondo farà a gara per prenderne le distanze e proclamare la propria estraneità a ciò che oggi accetta senza battere ciglio.
Aggiornamento dell’ultimo secondo: proprio mentre stavo per schiacciare ‘Invia’ mi è arrivato un sms che dice che sarà a Sultan Faisal, la cerimonia, e che non sarà domani ma oggi nel pomeriggio.
Non so come faremo a scappare dal nostro impegno, per andare: abbiamo tutti un iftar dal Vicedecano.
Boh. In qualche modo faremo.

A volte mi sembra impossibile aver vissuto in stati musulmani ed aver visto l’opposto di ci? che vedi tu. dove tu vedi tolleranza io noto solo intolleranza verso tutto ci? che ? diverso, dalla religione in gi?, dove tu vedi un eroe io vedo un terrorista, ricordo Monaco 72, le promesse mai compiute e via andare. non credo che uno da morto sia migliore che da vivo. Io nella societ? islamica, con le dovute differenze fra stati vedo una cultura impietrita ,che nulla da al mondo. paesi che anche se avessero denaro e risorse, e ce li hanno, rimangono societ? feudali, vedi Arabia saudita. Ora ti batti per i palestinesi e io posso essere d’accordo riguardo certe prese di posizioni, ma il tuo parlare mi ricorda quello dei polacchi a proposito di ebrei, di arabi a proposito di israele, un’ottusit? tremenda dove il buono sta solo da una parte. allora: i buoni sono gli arabi in massa e i cattivi gli altri, preferibilmente italiani che non capiscono un cazzo di queste cose e da cui tu bellamente ti dissoci salvo correre all’ambasciata italiana al minimo accenno di qualcosa che distrugga il tuo giardino incantato.
In quanto ad Arafat, R.I.P
bye
Leggo ora da Repubblica:
“La cerimonia al Cairo rischia di diventare un “caso” politico
Opposizioni al gran completo, per il governo Alfredo Mantica.
Ai funerali i ministri d’Europa
Da Roma solo un sottosegretario
Da molti paesi Ue le delegazioni saranno ad alto livello
Fini: “Va benissimo per rappresentare il governo italiano””
Che figura di merda….
Complimenti per quel *democratica* rivolto ad Israele, giusto per dire che invece ? tutto fuorch? tale. Peccato che invece lo sia e che in Israele ? possibile essere tutto e il contrario di tutto senza correre il rischio di finire in galera per le proprie idee. E’ anche possibile cambiare religione e da ebrei diventare cristiani, musulmani, ind? o atei o quello che si vuole. E’ anche possibile essere gay, come sanno i gay arabi che l? si rifugiano in fuga dai loro democratici paesi. E si potrebbe continuare. Non mi risulta che in Egitto ci sia la stessa libert?, ma magari mi ero distratto un attimo. E complimenti ancora per il politically correct.
Fallo anche per me… Grazie!!
poi ce lo racconti, vero?
Temo che non avr? molto da raccontare: al massimo poster? qualche foto della delegazione saudita (forse) all’arrivo all’albergo.
Albergo dove abbiamo passato la serata facendo amicizia con un po’ di delegazione palestinese. La quale, quando doveva accompagnarci a casa, ? stata messa letteralmente in fuga da un’imbecille di giornalista della tv basca.
Ho un diavolo per capello e me ne vado a letto pensando che a me sono sempre stati sui coglioni, i baschi.
Ruby: meglio il mio giardino incantato che il tuo giardino avvelenato.
Mi dispiace per te, che sei stato da queste parti senza altra soddisfazione che quella di buttare via il tempo e collezionare livore. Succede.
Comunque, fossi in te, farei amicizia con ‘sto Claudio: un po’ di giardino incantato a te serve. E lui, parlando di Israele, dimostra di averne abbastanza da poterli regalare.
***Sulle inopportune dichiarazioni della gentaglia che la nostra epoca ha la vergogna di vedere in ruoli di potere non c’? molto da dire: arriver? un momento in cui, ripensando a questi anni, il mondo far? a gara per prenderne le distanze e proclamare la propria estraneit? a ci? che oggi accetta senza battere ciglio***
Sei molto ottimista sulla natura umana. Io meno. Molto meno.
in merito al commento di gianluca: giusto ieri e’ stato arrestato nuovamente Vanunu, dopo che fu rapito dai servizi israeliani in italia e si e’ gia’ fatto alcuni decenni di carcere duro.
Con tutta questa liberta’ viene nostalgia dei gulag…
Quanto alla “libert?” dei cittadini di Israele, basti osservare che:
1) Le donne possono essere ripudiate perdendo ogni diritto civile in seguito al divorzio presso i tribunali rabbinici, che hannno un codice della famiglia pesantemente discriminatorio nei confronti delle donne e simile a quello dei paesi arabi pi? arretrati;
2) da qualche tempo ? fatto espresso divieto agli israeliani di religione ebraica di sposarsi con cittadini di religione musulmana;
3) Infine, dulcis in fundus, ieri ? stato nuovamente arrestato Modercai Vanunu (ammesso che tu sappia chi sia, Ruby)….
Siamo alle solite… le solite barricate intendo, da una parte i buoni dall’altra i cattivi, dipende molto da che parte siamo abituati a stare (oppure ci conviene)
“ERAVAMO TUTTI SEDUTI ATTORNO AD UN TAVOLO, DA UN LATO QUELLI CHE AVEVANO RAGIONE, DALL’ALTRO QUELLI CHE AVEVANO TORTO…… IL TAVOLO ERA ROTONDO! ”
una cosa ? certa io non sopporto i soprusi (e Israele ne sta facendo un po’ troppi) le prepotenze (e gli USA ne hanno fatte e ne stanno facendo troppe) e l’ipocrisia (in questo l’Italia ? maestra da sempre) .
Credo che il problema pi? grosso ? che chiunque parli di altri popoli e culture usando unicamente la propria cultura e la propria mentalit? quindi “giudicando” quando al giudizio (o meglio al PREgiudizio) si unisce la convenienza economica e/o politica partono le crociate.
in fondo ? difficile comprendere gli altri … anche perch? spesso noi stessi non ci conosciamo
occorre vincere la pigrizia e cominciare una buona volta a usare il cervello anche perch? non c’? pace senza giustizia, ma non c’? giustizia senza pace….
piccolo contributo di esperienza personale:
Ho vissuto anni fa per lavoro in Egitto (tra l’altro anche durante il Ramadan) e devo dire che non ho davvero mai avuto problemi, all’inizio i problemi erano miei, di comprensione, di “razzismo” perch? cercavo di vedere il loro comportamento in base alle mie abitudini mentali, poi ho iniziato a vedere meglio ed anche se certamente non posso condividere alcuni concetti ho potuto vivere un’esperienza molto positiva e ricca… tornato a casa ho stentato a riabituarmi al diverso modo di vivere … sar? un caso ??
bah!..livore? macch?, io ci sono stata benissimo , ho alloggiato presso cittadini di religione musulmana etc..macch? livore…? che sono abbastanza realista. bench? abbia amici polacchi vedo i limiti che impone loro il cattolicesimo bigotto e ricattatorio, io sono atea, grazie a dio, non nutro livore per nessuno, ma in quanto a non vedere, mica sono cieca.
ah, dimenticavo, so chi ? Vanunu, so degli anni di galera etc, io credo che siano questioni interne di israele, non ne farei una tragedia, lui sapeva a che cosa andava incontro.
se la cosa ti pu? consolare, anche a me stanno sul cavolo le attenzioni speciali negli aereoporti israeliani ma penso che sia meglio cos? che saltare in aria per mezzo di un martire (?)
bye
ciao Lia
benedetti siano i link dei bloggers
non so da quanto tempo stavo cercando un po’ di informazione SANA riguardo la vita nel mondo arabo…
e poi finalmente tu
che parli di quotidianit? con parole straordinarie e di straordinariet? con parole quotidiane.
GRAZIE
:)
Ciao Lia,
sono ignorante io in fatto di politica.
Leggo poco i giornali perch? mi fanno esageratamente innervosire, ma ho imparato con gli anni ad ascoltare il mio istinto.
Sono abituata a leggere tutto quanto accade con gli occhi della vita. semplicemente.
Cos? non ho potuto non notare la coincidenza, straordinaria, eclatante, di un simbolismo straordinario, tra le elezioni americane, o meglio, la rielezione di Bush e il trasferimento di Arafat a Parigi.
Perch?,una volta a Parigi, che sarebbe morto mi ? sembrato pi? che ovvio, che sarebbe morto presto intendo. Diciamo che ho pensato fosse morto gi?.
Davvero nessuno ha notato questa coincidenza?
Leggi anche questo evento in una prospettiva che qui in Italia ? apparsa solo dietro le quinte delle “solite cose”.
Finora la cosa pi? bella che ho visto nei giornali online italiani ? la galleria fotografica dell’Unit?, dedicata al dolore del popolo che piange Arafat. Le foto forse dicono pi? di tante parole, in questo caso.
ciao Lia, e’ tanto che non ci sentiamo..ma purtroppo ho molti problemi in famiglia..
volevo dirti che come al solito scrivi cio’ che penso da tempo.
purtroppo le cose non migliorano…il mondo non smette di cullarsi nell’ignoranza e nell’ipocrisia.
meno male che esistono ancora persone che come te hanno la voglia di scrivere la “verita’” fregandosene di quello che la gente continua a dire e a pensare.
un’abbraccio