
Il punto è che negli ultimi anni:
Il post che segnalo si intitola L’arroganza delle buone ragioni e dice tutto quello che io avrei voluto dire – e ascoltare – da parecchio tempo a questa parte.
Il punto è questo, per quanto mi riguarda, e non ci sono discorsi possibili se non a partire da questo.
Da leggere tutto.
Poi Angelo ha ragione: l’arroganza delle buone ragioni è delicata e rischia di diventare “arroganza delle cattive ragioni”, come dice lui, o arroganza e basta.
Pazienza, correremo il rischio.
Ciò che è vitale, direi, è recuperare un clima sociale in cui essere moralmente inferiori sia motivo di giusta vergogna, non di vanto come in quest’epoca infelice.
L’alternativa è talmente minacciosa che proprio non ci si può più permettere di dimenticarla o di ignorarla.

Grazie. Per la citazione, per la stima — e perche’ spesso non andiamo d’accordo, senza mai poter diventare “nemici”, nemmeno in teoria.
sacrosanto. tutto sacrosanto.
m’avete fatto tornare in mente quella bella canzone di Lou Reed che diceva cose cosi’, anni fa. E mi ci ritrovavo. Andate a riascoltarvi Good Evening Mr.Waldheim.
Si era sotto elezioni e Jesse Jackson aveva portato il dibattito sul “common ground”…