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Ho un rapporto complesso con le donne delle pulizie egiziane, nel senso che mi durano un mese e se ne vanno e non capisco perchè.
La sparizione che ricordo con più stupore fu quella della donna che fa tuttora le pulizie dalla coppia di amici gay che me l’avevano mandata: scomparve adducendo motivi morali (“La signora riceve uomini in casa!”) ed io ne rimasi assolutamente affascinata visto che a) gli ottimi M. e A. dormono assieme nell’unico letto della loro casa e lei, quel letto, lo rifà ogni mattina senza minimamente scandalizzarsi e b) non è mai successo – ma proprio mai, mai, mai – che ‘sta qui vedesse un uomo in casa mia.
Avrei voluto intervistarla e chiederle: “Mi dica: ma non può semplicemente abbandonarmi senza inventarsi cose?” ma poi non ne ebbi occasione.

Probabilmente mi abbandonano perchè sono un po’ rompiballe per gli standard degli stranieri di qui che, in genere, mollano le chiavi e se ne vanno. Io rimango invece, e per quanto mi riprometta di tenere il becco chiuso va sempre a finire che qualcosa la dico.

Non prenderla a bastonate, la polvere, ché si solleva e ricade e ti sarai stancata per niente. Accarezzala via con uno straccio, così…
Perchè loro la prendono a botte, letteralmente, e in tutto l’Egitto: afferrano uno straccio e si mettono a colpire all’impazzata tutte le superfici della casa. Io terminerei con l’affanno, tra l’altro.
Ma insomma, dico solo cose così, non è che sia proprio un incubo di generalessa, credo. In Italia mi duravano, e mi mettevano anche tutti i piedi in testa che volevano.

La teoria della collega è che mi abbandonano perchè ho in casa le foto incorniciate di mia figlia e di due uomini: l’ex marito e l’attuale compagno. Dice che forse questa cosa le manda in confusione e, non osando chiedermi spiegazioni, preferiscono fuggire.
Oddio, potrebbe anche darsi. A me il mio ex marito sta parecchio simpatico, ma l’idea che riesca a combinarmi guai pure a distanza non mi stupisce affatto.
Eppure boh, non sono convinta.

O forse mi abbandonano perchè sono un po’ scostante e ho i miei momenti di cattivo umore, e questo è un paese ilare dove, non capisco perchè, alla gente piace essere continuamente gentile e sorridente e forse il fatto di non esserlo 24 ore al giorno costituisce una grave infrazione sociale.
Non so.

Comunque adesso ne ho una nuova, si chiama Sahar e, tanto per cambiare, mi piace moltissimo.
Perchè a me piacciono tutte, in genere. Sono io che non piaccio a loro.
Mi piace Sahar perchè ha un bel facciotto tondo e femminile da egiziana allegra e dei gran bei capelli che emergono quando entra, chiude la porta e si toglie l’hijab.
E perchè ha questi modi da donna abituata a stare tra donne, e l’altra settimana si è messa in testa che mi doveva rifare le sopracciglia e mi è apparsa davanti col malefico rocchetto del filo depilatore e ce ne è voluto, per spiegarle in arabo che non volevo depilarmi niente e che le mie sopracciglia vanno benissimo così come sono, e si è messa a ridere trovandomi strana.

E poi mi piace perchè è protettiva e questo è decisamente il mio punto debole: mi guarda severa e mi sgrida se vado in giro scalza, cose così. In realtà, il mio sogno segreto è avere una donna delle pulizie da potere chiamare “Mamma”.

Prima ho letteralmente ruggito, nel sentire il campanello della porta per l’ennesima volta da stamattina, e lei è accorsa e mi ha detto: “Tu sta’ seduta e non ti muovere, alla porta ci penso io!”
L’avrei baciata.

Perchè qui è un delirio, dalle 9 di questa mattina. Sono piena di operai, e tutti per motivi strani.

Perchè ho un impianto elettrico da pazzi, per esempio: qui, le lampadine, quando si fulminano esplodono. Lanciano scintille e fanno “bum!” L’altra sera il portiere mi ha sostituito almeno 30 cm. di filo elettrico completamente nero, nel lampadario. Mi ero limitata ad accendere la luce, io, ed ho visto scoppiare tutto. “Bastaaaaaawi!!!”, ho urlato dalla finestra, e lui è venuto a salvarmi.
Adesso ho l’elettricista che aggiusta non so cosa.

Elettricista che è anche idraulico e, già che c’è, mi sta rimettendo il bidet che mi aveva tolto quest’estate per motivi a me ignoti.
C’era una perdita d’acqua in bagno, questo è ciò che so, e lui, per aggiustarla, ha smontato il bidet e se l’è portato via.
Io allora ho protestato dalla padrona di casa, anche perchè mi aveva lasciato il tubo aperto e temevo che mi arrivassero scarrafoni: “Ma almeno richiudetemi il tubo, dico io!” “Ma certo!”, dice lei, e mi rimanda ‘sto tizio.
Il tizio arriva, infila una busta di plastica nel tubo per tapparlo e se ne va. E io inferocita lo inseguo: “Ma come, una busta di plastica??” E lui, stupito: “Ma funziona, non ha detto che aveva paura degli scarrafoni?” “Ma io rivoglio il bidet!” “Ah, rivuole il bidet?” “Ma certo che rivoglio il bidet! Come le viene in mente che io possa non volere il bidet??” “Ah, va bene, allora le rimetto il bidet.”
Non c’è mai nulla di ovvio, in questo paese.

Adesso mi sta scardinando il bagno, martellando mattonelle e facendo cose che, in realtà, non voglio approfondire.
La vicina mi ha spiegato che, in casa sua, ci è andato nelle vesti di falegname. Sembra un buon uomo, tutto sommato, ma a me pare una sciagura di pasticcione e mi basta vederlo, per innervosirmi.

Me ne sto qui a picchiettare sui tasti del pc, quindi, e non voglio sapere nulla di ciò che accade attorno a me.
Se ne occupa Sahar, che ha anche appena fatto il tè per tutti e le è piaciuto tanto che lo bevessi anch’io, dice che bere tè mi rende molto egiziana.

Amami, Sahar.
Non mi abbandonare, rimaniamo insieme.
Se vuoi, puoi anche togliere la polvere prendendola a pugni, non mi importa.
Purchè tu venga da me ogni giovedì con la tua solita ora e un quarto di ritardo e la facciotta tonda e allegra, ché così io faccio quella che è al pc e non vuole rotture di balle e tu fai quella che fa le cose e canticchia e tutto gira per il verso giusto e l’armonia regna nella mia vita.

Nun me lassa’, Sahar.