
Ieri sera c’era qui a cena un ragazzo che è stato in Somalia e Gibuti per conto dell’ambasciata egiziana.
Raccontava che Gibuti è piacevole e ci si sta bene, ma che la Somalia è talmente pericolosa che lui, dopo due mesi, ha mollato e se ne è tornato a casa.
“Gli italiani, come se non ci fossero” mi dice. Io non ricordavo nemmeno che avessimo ancora italiani lì, a dire il vero.
E mi spiega: “Una volta, per esempio, c’era un tizio che mi seguiva ed era ovvio che voleva aggredirmi. Allora ho visto questa camionetta di soldati e mi sono precipitato a chiedere aiuto. Parlo in inglese col soldato perché agli italiani non piace parlare francese, e gli chiedo di fare qualcosa, di mettermi nella camionetta, gli spiego che sono dell’ambasciata. E lui niente. Mi guardava e mi diceva che non aveva voglia di lavorare perché la sera prima aveva dormito poco. Io a supplicarlo, e lui a dirmi che aveva mal di testa, che ancora non si era svegliato del tutto e di non rompergli l’anima. Non so neanche come sono tornato a casa, quel giorno. Poi, parlandone con un amico degli Emirati, venni a sapere che è noto che gli italiani fanno così. Si mantengono completamente estranei a ciò che accade e passano il tempo a picchiarsi tra di loro.”
“Come, a picchiarsi tra di loro??”
“Ma sì. Bevono, e poi si prendono a botte quelli di Palermo contro quelli di Milano contro quelli di Napoli. Non fanno altro.”
Oh, bene.

ah, ecco. una certezza.
Ma che meraviglia. A sentire queste cose non so se ? pi? la rabbia o una sorta di depressione che si muove…
Io sono morto di risate leggendo questo post…che paese del menga l’Italia!