
I miei oggetti stanno cominciando a suicidarsi, forse per evitare di partecipare al mio stress da trasloco.
Il telefono è morto mentre cercavo di cambiargli le pile. Suona ma è impossibile rispondere e tanto meno chiamare: addio home delivery.
La macchina fotografica, pure si è suicidata. D’altronde, cosa c’è di più triste delle fotografie d’addio? Ecco.
Speriamo che il pc regga, altro non so dire.
Ieri sera sono uscita nella notte perché mi urgeva comprare frutta per la colazione, e sono pure tornata a casa con una vascona di gelato che mi ha fatto da cena.
E mi chiedevo: ma io come caspita mi alimentavo, a Milano? Non me lo ricordo proprio.
Io so che qui ho di nuovo imparato a mangiare la verdura, dopo che a Milano avevo dimenticato pure come fosse fatta. Problema mio, non dico che fosse colpa della città. Però qui è più buona, e se tagli un pomodoro ne senti l’odore. Poi non mi fido molto delle scatolette e dei congelati, qui, quindi il ripiegare sulle cose fresche è stato un felice obbligo. Mi faccio pure il sugo coi pomodori veri, da due anni.
E, dicevo, mi sono accorta che le vitamine causano assuefazione: col cavolo che a Milano avrei vagato nella notte per cercare frutta.
Memo: portare in Lombardia le buone abitudini apprese nella Big Mango, appunto.
A proposito di manghi: è ufficiale, non si può vivere senza. Appassirò di tristezza come una petunia, quando non ne avrò più. Ma tornerò. Oh, se tornerò. Per forza, ché appassire mi impressiona abbastanza. (Ehi, webmaster: farò di te un bolzanino abbronzato. Fattene una ragione.)
Ancora memo: a Milano mi dovrò ricordare di non lasciare le cose in giro, tipo il computer o la borsa sul sedile del treno quando si va a fumare nel vagone bar. O anche di non esibire i soldini che si hanno nel portafoglio, di non andare a spasso col borsellino in mano, di ricominciare a girarmi quando sento passi dietro di me. La sera, già. Quel pelino di paura come accompagnamento costante della quotidianità. Riprenderlo. Serve.
La fatica fisica: il carrello della spesa, i sacchetti, e carica i pacchi, scaricali, sta’ in piedi nei negozi ché non c’è la sedia se devi aspettare, le tremila code, niente taxi, trascinati i pesi, esci anche se devi comprare l’aspirina ché nessuno te la porta a casa, gli orari dei negozi che se sgarri rimani digiuna, sta’ in piedi in metropolitana ché morire se ti cedono il posto, e magari ti piove anche in testa mentre ti trascini i tuoi sacchetti e fatica, fatica e ancora fatica. Gessù. Che orrore.
E’ più bello essere un uomo, in Italia: si hanno muscoli più adeguati alle circostanze.
La gatta di Hassan: ho il compito di darle da mangiare questa settimana, ché lui è via, ma forse me la porto a casa. Mi pare un soprammobile triste, quando la vado a trovare, e i gatti saranno anche dignitosi nel lamentarsi ma stare soli gli fa schifo. Questa è la verità. E poi deve avere un caldo da pazzi, con quella pelliccia bianca da persiana (tutti mediorientali, qua) che mi viene voglia di tosarla e chissà che faccia farebbe Hassan al ritorno. Massì, me la porto qua. C’è l’aria condizionata.
E poi c’è il commentatore che odia gli ebrei e i comunisti e gli sta venendo un attacco di scorbuto, a vedere che non lo pubblico. ‘Bastanza divertente.

Casomai vorresti ritrovare quel poco di Cairo tra le macchine che ti sfrecciano a destra e sinistra, per respirare un pò di caos come al Cairo, , fammelo sapere, andiamo insieme in giro x le stradine di Napoli. Sono bellissime :-)
Se hai bisogno di qualcosa a Milano, scrivimi senza complimenti. Per me sarà un onore anche solo salutarti. Buon viaggio.
Grazie, Emanuelito. :)
Davvero.
Mi chiedevo, visto che sul mio blog ti ho linkata come “Lia, un’italiana in Egitto”, se dovro’ cambiare il testo in “Lia, un’egiziana a Milano”…
Per la frutta e verdura di notte, a Bologna abbiamo negozietti di pakistani e bengalesi ormai ovunque. Ma tutto il resto, mi sa che te lo devi scordare… Buona vita!
P.S. Per Emanuelito: se dovessi traslocare dalle mie parti, fammi sapere, ché c’e’ sempre bisogno di una mano… :-)
Latifah: sai che mi sto ponendo la stessa domanda? Non ne ho idea, sono imbarazzata! :(
Karem: le conosco. Mia figlia dice che a me piace il Cairo perché sono di Napoli. :)
ecco perche’ non rispondi al telefono !!!!
volevo telefonare a CHI L’HA VISTO !!!!!!
dammi notizie se hai trovato il trasportatore.
Per quanto riguarda il mango, hai ragione, e’ buonissimo, ma anche la verdura e il resto della frutta.. non c’e’ paragone. Pensa che io ho gia’ messo nel frizer una scorta di mango a fette e una tanichetta di succo per quando arriva mia figlia se no mi scuoia.Piu’ tardi ti chiamo sul cellulare.\ciaooooo
Eccerto! Comunque prima sono scesa a prendermi il telefono della vicina che è in ferie, quindi puoi provare a chiamarmi al fisso. Dovrebbe funzionare.
Ancora niente autotrasportatore, mi sono distratta. Domani lo chiamo.
Ma tu non eri sul canale???
Ciao. :)
Ecco appunto la frutta. Mi fa d’un incazzare che qui la lasci fuori dal frigo per mezza giornata e la trovi marcia. Mi sa che quella ti mancherà, sai…? CV
Non ti preoccupare per la tosatura del gatto, che mamma natura ne sa piu’ di noi. I gatti, come i cani, non traspirano come noi, e il pelo fa da isolante sia d’inverno che d’estate, quando quello superfluo cade. Se lo tosi, probabilmente peggiori la situazione, anche perche’ sarebbe piu’ esposto a parassiti, tigna, etc.