Ho già scritto qualcosa di simile nei commenti al post qui sotto, ma voglio ripeterlo anche in un post apposito.
La morte del povero brasiliano assassinato a Londra perché era scuro di carnagione è, oltre che tragica, anche inutile: i brasiliani hanno con il razzismo un rapporto del tutto diverso dal nostro e non c’è nulla che possano imparare dagli spari di poliziotti inetti, oltre che bugiardi.
Diverso sarebbe stato se la vittima fosse stata, come avrebbe potuto accadere benissimo, calabrese. O lucana. O siciliana.
O napoletana: delle due tizie raffigurate nella foto qua sopra, quella più scura sono io e non è che i miei fratelli siano più chiari di me. Avrebbero potuto tranquillamente beccarsi dieci proiettili dalla polizia inglese, di cui sette in testa.
E’ evidente che non voglio augurare la morte a nessun calabrese o lucano e tanto meno ai miei fratelli: e tuttavia non posso fare a meno di pensare che sarebbe stato altrettanto tragico, certo, ma forse meno inutile.
Perché noi italiani siamo in gran parte scuretti. Mediterranei. Gente del sud dell’Europa. Gente che, in gran parte, assomiglia molto di più ai tunisini che ai texani.
Finché stiamo in Italia non ce ne accorgiamo, ma quelli che abitano più a nord (in Inghilterra, metti) lo vedono benissimo, che siamo scuri, e magari non sono tanto sottili da distinguere lo scuro-calabrese dallo scuro-arabo. Nemmeno dallo scuro-brasiliano, se è per questo, e lo abbiamo visto.
Con la marea di razzismo che sta montando in Italia (leggo che la Fallaci è tornata a delirare in Polonia, a proposito), con tutti gli ariani da diporto che sembrano sbucare come funghi in ogni angolo della penisola, con questo sentirsi “superiori” che impazza tra le più vuote delle teste nostrane, se a prendersi sette pallottole in testa per i suoi tratti somatici fosse stato un calabrese, è probabile che molti nostri connazionali avrebbero avuto di che riflettere.
E sarebbe stata comunque una tragedia, ma forse non completamente inutile.
E invece no.
Pure inutile, è stata, ché l’ultimo posto al mondo dove una cosa del genere potesse servire da monito è proprio l’America Latina, e sai a noi quanto ce ne importa, di un dolore al di là dell’Atlantico?

Tanto si sa bene: quando qualcuno tocca l’Italietta nostra, i nostri bravi ragazzi, è un conto. Quando i morti sono lontani da noi, bhè… un’alzata di spallucce e via. Quanto riusciamo ad essere squallidi a volte… Mi mette una gran tristezza addosso sapere che per riattivare i neuroni dell’italiano medio ci vorrebbe il morto, la tragedia, l’ecatombe, o cmq un po’ di sangue innocente. Pensare a prescindere da tutto questo si vede che è troppo faticoso…
“Cronaca di una morte annunciata”
Attenzione ai punti di vista: su un muro della Bovisa (Milano) fino a poco tempo fa stava scritto “Basta coi terroni: meglio i negri”. Per fortuna non sono tutti così, difatti periodicamente nello stesso quartiere ricompare anche il lapidario: “Padania ladrona”.
E’ notizia di oggi che l’uccisione del brasiliano, dalla visione dei filmati delle telecamere interne alla metropolitana, non sarebbe stato un errore ma un deliberato omicidio. Pare che il poveretto non avesse affatto un giubbottone e non avesse saltato la barriera di protezione. Era solo scuro di pelle.
Ora ricominceranno a delirare sull’Islam (e stante la condanne a morte in Iraq troveranno un nuovo argomento).
Ricopio parte di un articolo del catechismo della chiesa cattolica (reperibile nel sito ufficiale del Vaticano: http://www.vatican.va, oltre che in forma cartacea):
Il papa in attività di servizio non si é dissociato.
Quando parlerà di valori ai ragazzi che sono andati a Colonia distinguerà, coprirà, censurerà?
Insegnerà loro la coerenza o a fibrillare, irresponsabili e inconsapevoli, a seguito di stimoli mediatici?
Lo stesso papa ha proposto l’esposizione del crocifisso in luoghi pubblici.
E’ chiaro che accetterebbe di buon grado una legge (Moratti, AN e Lega Nord sono già schierati sul filo di lana) che ne rendesse obbligatoria l’esposizione. Una legge sarebbe l’unico mezzo per obbligare all’obbedienza chi non concordasse con quella esposizione.
Quel che ne penso io é evidentemente irrilevante, ma -in fatto di coerenza- credo di poter dire qualche cosa.
Il crocifisso (se si prescinde dall’uso che ne hanno fatto i crociati e i loro simili) é il simbolo di Uno che per essere nonviolentemente coerente é morto ammazzato (forse per i Romani d’epoca rientrava nelle tipologie dell’art. 2267?).
Davvero l’uso abile di media ricchi e potenti e l’acquiescenza furbesca di politici in cerca di consensi di maggioranza assicurano alle posizioni papali quell’interna coerenza che -mi sembra- il suo ruolo dovrebbe garantire?
augusta
Beh, tempo fa un calabrese venne costretto a lasciare l’aereo sul quale avrebbe dovuto viaggiare perchè la sua carnagione scura e la barba avevano insospettito il comandante. Non riesco a trovare nulla sul web, mannaggia.
Una cosa simile accadde a mio cugino (calabrese come me) prima di recarsi negli Stati Uniti per il dottorato, fu l’ultimo ad ottenere il visto e gli venne chiesto di rifare le fototessere senza la barba.
“se a prendersi sette pallottole in testa per i suoi tratti somatici fosse stato un calabrese, è probabile che molti nostri connazionali avrebbero avuto di che riflettere.”
Troppo ottimismo. Un pò di can can mediatico, due stronzate da parte di qualche politico leghista, uno scandaletto estivo e tutto dimenticato.