
Ma sai che c’è di nuovo?
C’è che sono stanca.
Antisemita-faziosa-razzista-violenta-nazista-feroce-ignobile-comunista -islamica e, insomma, tutto tranne che “catara”, e in questo sono ancora molto indietro rispetto a Miguel, temo. Eretica semplice, deve essere il mio grado attuale. A “catara” ci arriverò con il tempo.
C’è che ho ripreso a leggere robe minacciose verso la sottoscritta, ed era un po’ che non ne leggevo più. Era un po’ che non parlavo di Israele, del resto.
C’è che sul sito tot c’è chi chiede che si approfondisca la mia identità e il perché torno in Italia “proprio quando l’Egitto stringe le corde intorno al terrorismo”. Ma, del resto, sul sito talaltro c’è la solita pazza che è una vita, che cita cose scritte da me per poi dire che “chi le ha scritte” dovrebbe essere indagato per fiancheggiamento o chissà cosa. Forse abigeato, non ricordo, anche se mi permetto di suggerire un inedito “turbamento di incapace”, vedendola tanto scossa.
C’è che in genere osservo questa galleria di mostri con rassegnata curiosità e mi sembrano talmente antiestetici che li ignoro proprio per questo, non ho motivazioni più “politiche”. E’ che sono brutti, e tanto basta.
C’è che stasera non ho voglia di riderci su, invece.
Voglio semplicemente contemplare i mucchi di odio che questo post ha suscitato e fare il mio mestiere, venire a patti con il mio disagio d prof, ancora prima che di persona.
C’è molta gente che non sa leggere, intanto.
A destra e a sinistra, è lo stesso, e non mi riferisco solo al post che ha scatenato i deliri attuali. Lo vedo succedere spesso, e anche a persone dal livello culturale molto meno umile di quello dei protagonisti degli sproloqui che cito sopra.
Questo succede per due motivi, credo:
1. Perché scrivo post lunghi, e la capacità di attenzione di molte persone ha tempi sempre più limitati. Uno può “credere” di avere letto tutto un post ma, in realtà, da un certo punto in poi non riesce più a capirlo.
Ricordo benissimo che questo deficit di comprensione nella lettura era denunciato, da me e da moltissimi colleghi della scuola, come un problema molto grave che si estendeva a macchia d’olio, ogni anno di più, tra gli studenti. E all’università idem, stessa cosa.
Si è data la colpa alla TV, ai videogiochi, a sailcavolo. Non lo so, ma so che il problema esiste.
2. Perché mi è stato detto e ripetuto fino alla nausea che il mio modo di scrivere “trasmette emozioni” e, a questo punto, comincio a crederci.
Il fatto è che io in genere scrivo provandole, le emozioni, che si tratti di gioia, tristezza, incavolatura o quant’altro, ed è normale che queste si riflettano in ciò che scrivo. Non potrebbe essere altrimenti, a meno che io non mi metta a scrivere solo quando ho uno stato d’animo neutro, ma allora mi sfuggirebbe l’utilità di avere un blog.
Le mie emozioni si trasmettono al lettore, dunque, ed egli reagisce con emozioni uguali, simili o contrarie. Benissimo.
Solo che, per quanto permeate di emozioni, io scrivo delle cose concrete, dotate di un significato. Posso dire cose intelligenti o sciocche, giuste o sbagliate, ma ci sarà sempre un punto A), un punto B) e un punto C), in quello che scrivo. E chi mi legge può strepitare fino a domani per il fatto di essersi preso la scossa quando le sue emozioni hanno toccato le mie, ma ciò che io avrò scritto rimarrà, fino alla fine dei secoli, quanto espresso nei suddetti punti A), B) e C).
E non altro.
Questo secondo punto mi induce a tre considerazioni:
1. Che i miei futuri studenti verranno sottoposti a dosi massicce di analisi del testo con un’attenzione più che speciale alla divisione in sequenze. Dosi massicce, proprio, e da subito, ché prima si prende l’abitudine a leggere così e meglio è. L’ho già scritto mille volte ma lo ripeto: è una questione di igiene mentale, prima ancora che di cultura.
2. Che, più in generale, la prevalenza delle emozioni dinanzi a un messaggio, rispetto al significato effettivo del messaggio stesso, è cosa da consumatori, non da interlocutori.
Ora: uno può benissimo leggere un mio post prestando attenzione solo a ciò che prova nel leggerlo, a prescindere da ciò che effettivamente dice. E’ più che legittimo.
Se però decide di esternarmi le sue emozioni mi mette in difficoltà: io non posso intervenire nel vasto campo delle sue associazioni, paure, sogni, rimozioni, rifiuti e via dicendo. E mi dà anche un po’ fastidio che qualcuno si metta a cercare di farlo con me.
Io posso solo rispondere a proposito di ciò che ho scritto.
Posso rispondere, quindi solo a un interlocutore.
Credo che questo sia il motivo fondamentale per cui ho chiuso i commenti. Perché certi commentatori ti rimandano continuamente ad altro, ti spintonano per farti coincidere con i loro incubi, visto che sei in disaccordo con i loro sogni, e a me non interessano né i primi né i secondi: sono fatti loro, mi pare.
Su questo blog è successo di tutto, in questi due anni, ma l’episodio più nonsense di tutti, adesso che mi ritrovo a fare un bilancio complessivo, per me rimane sempre il putiferio che si scatenò la volta in cui, tutta serena, raccontai che a una festa mi era toccato insistere per convincere il fidanzato palestinese della padrona di casa che, no, io non ero israeliana.
Successe un finimondo, qui sul blog, e, attonita, mi ritrovai accusata di crimini che andavano dall’antisemitismo semplice a quello aggravato, con gente che mi chiedeva se ero favorevole alla reintroduzione della stella gialla sulle giacche degli ebrei.
Ecco: io, con queste cose, non c’entro.
Avendo fatto 10 anni di analisi posso chiudere gli occhi e provare a supporre le associazioni mentali che possono presentarsi in immaginari formatisi in modi che grosso modo conosco, ma che senso ha?
Per me, il punto della questione è che ho spiegato a un palestinese che non ero israeliana perché, appunto, non sono israeliana. E, visto che sono anche a casa sua, sono contenta che mi creda.
Punto. Non ho altro da dire.
Sono priva di messaggi subliminali.
Io posso e devo rispondere di quello che scrivo, e basta.
Il resto, lo dico con assoluta franchezza, non mi riguarda. Non lo capisco, non potrei capirlo e, soprattutto, non sono affari miei.
3. Una volta stabilito che molta gente ha difficoltà a comprendere un testo scritto e che, comunque, il consumatore medio ti decodifica in termini prevalentemente emotivi e irrazionali, rimane il fatto che, in linea di massima, questo blog vive tranquillo a condizione di non nominare Israele.
Non appena decide di scriverne, peraltro proponendo informazioni o considerazioni normalmente conosciute, trattate e condivise in contesti seri e rispettabili nonché diffusi nel mondo intero, questo blog si ritrova ad avere a che fare con fenomeni che vanno dalla riprovazione insinuante buttata lì alle accuse e minacce più ostentate e inverosimili, passando per tutti gli stadi intermedi.
Questo mi pare un problema di cui è bene che siano consapevoli tutti, non solo quelli a cui tocca ‘sta croce.
Perché è un fenomeno estremamente spiacevole la cui normale conseguenza è l’autocensura, ovvero la più efficace tra le forme di censura. E uno ci può anche vivere, in un mondo che censura o si autocensura, non dico di no: l’importante, come sempre, è esserne consapevoli.
Per quanto mi riguarda, sarà dura che io mi autocensuri: non per altro ma perché io, in fondo, sono una tipa semplice.
A me va spiegato con chiarezza, cosa si può dire e cosa non si può dire, perché altrimenti non lo capisco.
E, giuro, non sto facendo ironia. E’ proprio così.
Fino a quando qualcuno non si siederà a spiegarmi per bene cosa ci sia di nazista-feroce-antisemita-ignobile-terroristico-e prima o poi anche cataro, in quello che scrivo (non in quello che altri leggono: in quello che io scrivo) io non riuscirò a capirlo.
E, non capendolo, non riuscirò nemmeno a capire come autocensurarmi.
Fatemi un disegnino.
P.S. Ma fatemelo, davvero, ché sennò qua finisco come una John Lennon dei blog, che qualcuno mi spara in Cadorna.

Ciao Lia,
seguo il tuo blog da un po di tempo e l’unica cosa che vi ho trovato di strano é un punto di vista autonomo e indipendente di qualcuno che sta vivendo delle esperienze sulla sua pelle. Certo un blog come il tuo dai contenuti a volte scottanti e con i commenti aperti puó aspettarsi di tutto; l’ideale sarebbe scegliere i cinque commenti piú belli (che non vuol dire concordi al tuo punto di vista) senza sproloqui o oltraggi alla tua persona , cosí che gli altri lettori trovino altri punti di vista interessanti. Ma questo implicherebbe un lavoro abnorme da parte tua (scommetto che hai di meglio da fare che vivere per un blog!) … quindi o lasci tutto cosí o chiudi i commenti. Comunque io continueró a leggerti sempre volentieri :-)
in bocca al lupo
Gianni
Ti capisco, profondamente, quando dici che sei “stanca”… per altri versi lo sono anche io. Che questi carichi missionari, tu da vate del neonazismo-antisemitismo e io da portabandiera delle coppie miste sono sempre pesanti. E se una l’aureola non l’ha chiesta, non vedo perchè debba portarla. Stringe pure un po’.
Ti direi “fottitene” ma so bene che in certi giorni, quando le palle (che in quanto gentili pulzelle non dovremmo avere…) ti cadono di schianto per terra, non si riesce proprio a sorridere o a fregarsene. Però tanta energia non vale nemmeno la pena di sprecarcela.
Per cui un abbraccio… Con tutta l’empatia di cui sono capace, credimi. Generalmente io mi consolo con la cioccolata, ma mi rendo conto che non siamo tutti cacao-dipendenti…
Ciao,
se avessi saputo che eri di questo umore avrei trovato il modo di uploadare le foto della casa che ho visto ieri, invasa da una collezione di cani in pelouche e ceramica, e con un letto a baldacchino.
Pare anche che dentro ci vivesse un uomo. Garantito che ti avrebbero distratto e fatto sorridere, anche solo per un secondo (“‘un ci si crede” continuavamo a dire ieri sera guardandole).
E poi passavo di qua per dire che questa settimana continuo a pensarti, perche’ qua in UK il ritiro dai settlements di Gaza continua a venire proposto dai media come “Guardate questi poveri sfrattati”, cosa che mi fa molto girare tutto quello che puo’ girarmi.
Sei stanca, passera’, non ti sognare nemmeno di autocensurarti che non serve a niente.
Quanto alle dosi massiccie (“cce”?) di analisi del testo, bello, bellissimo, magari, andrebbero somministrate a schiaffoni.
Ma se non ho capito male vai a insegnare scuola secondaria, e forse a quel punto e’ gia’ troppo tardi. E sara’ gia’ tanto se questi sanno leggere, figuriamoci fargli imparare l’analisi del testo.
Pero’ prometti che ci provi, prof! :-)
Cara Lia, leggo con attenzione il tuo Blog da un po’ di tempo, anche se non avevo mai scritto nessun commento ai tuoi post e forse gia` questo e` indicativo del mio modo di pensarla su questo argomento. Forse bisognerebbe partire dal principio, ovvero chiarire che un Blog e` un diario, pubblicato in rete, contenente pensieri, storie, favole e opinioni tutte strettamente personali e quindi largamente opinabili.
Ora, il punto e` che un Blog nonostante i presupposti di cui sopra , puo` anche essere interessante, magari per gli argomenti trattati (vedi Haramlik),o godibile magari per il modo in cui e` scritto (di nuovo Lia) ecc. ecc.
Rimane pero` sempre un Blog cioe` un diario: chiunque puo` aprirne uno e scriverci tutte le belinate che vuole, non puo` pero` pretendere che siano anche autorevoli.
Sinceramente Lia, mi piace quello che scrivi sopratutto perche` tratti questi argomenti da un punto di vista geografico e sociale particolare, inoltre mi piace la maniera in cui scrivi e i toni che usi. Se non fosse cosi`, semplicemente eviterei di leggerti, cosi` come nella vita quotidiana evito le persone sgadevoli ( a me, si intende), o cambio canale di fronte ad un programma che non mi piace. Esistono in rete blog e siti spregievoli ed irritanti per il mio modo di pensare, ma non per questo mi ci collego di proposito ed inizio a riversarci sopra la mia rabbia sotto forma di post. Semplicemente li evito. Credo che chi si trova in completo disaccordo con quello che scrivi, dovrebbe fare altrettanto : la pratica del post offensivo minccioso e volgare mi sembra roba da frustrati.
Ciao
Mino
Ciao Lia, comprendo la tua “stanchezza” di fronte a certe forme di chiusura mentale, maleducazione, ignoranza (nel significato puro del termine), aggressività, violenza, menzogna…ma non nego, che nel leggere il messaggio di Andracastana sul blog di Miguel, mi sono rincuorata…Non esiste un vero scontro con questa gente, è come sparare sulla “Croce Rossa”…sono persone con seri disturbi della personalità, ignobili personaggi che non riescono neanche ad esprimere un concetto, una frase di senso compiuto. Si difendono come possono, da perfetti psicopatici quale sono. Non fanno paura, fanno pena.
A me sconvolge il fatto, che persone che si reputano di sinistra, non abbiano capito una mazza, di come va il mondo…Notizia di stamani, leggo sul “Tirreno” che i DS propongono la candidatura di Sharon, al Nobel per la pace…e allora non ci meravigliamo delle cavolate sparate, da stupidi qualunque…su ogni quotidiano, vediamo coloni disperati che piangono, i soldati che si commuovono, madri con neonati attaccati alla veste…non ho visto la solita partecipazione, quando le truppe israeliane radevano al suolo case palestinesi (con i loro abitanti all’interno), senza naturalmente offrire loro, un altro tipo di abitazioni…(lo specifico, anche se inutile, ma visto che tanti lettori non “la prendono al volo”…). Non ho mai capito perchè, quando si parla di cose vere e documentate, su quello che avviene in Israele, si viene tacciati subito da “antisemiti”, anch’io, che sono ebrea…e questo è tutto un programma…
Un abbraccio
Lilith
Ho il sospetto che anche il mondo dei blog (tanto esaltato) sia composto da gente con di profondi limiti: di conoscenza della storia prima di tutto. Si conosce poco la storia d’Italia, figuriamoci quella estera, del Medio Oriente. Così si finisce per commentare un evento, come lo sgombero da Gaza, senza il background di conoscenza che ti permette di approfondire la notizia.
E poi la mancanza di rispetto, per chi non la pensa come te: difficilmente nei commenti di un post trovi commenti pacati, che ribaltano una tesi in modo argomentato. No: tu sei contro questo allora sei anti (come dici tu, antisemita, razzista …). Se la politica di Sharon è sbagliata, perchè non lo si può dire? Divento anch’io antisemita? Spererei di no.
Aldo
Buongiorno,
vorrei innanzitutto farti i complimenti per la maniera in cui scrivi: anche la forma ha il suo valore e peso. Detto questo, non mi dilungherò sul fatto che i temi che tratti li condivido personalmente, anche perchè credo che sia ininfluente.
Può far piacere, certo, ma non cambia la vita.
Sono capitato da queste parti perchè stamattina, durante la colazione (sempre per la serie: noi del tg roviniamo ogni momento in cui decidi di alimentarti), hanno passato le immagini dello sgombero di Gaza. Diffidente di natura verso i mezzi di informazione, e conscio della mia ignoranza nella materia, ho deciso di documentarmi sull’unica fonte di “possibile” verità rimasta accessibile alle grandi masse. E girando, sono arrivato qui…
Penso che creerò un piccolo link a questa pagina sul mio blog (indubbiamente più leggero e “stupido” del tuo), e questo non perchè io faccia il tifo per chi tira dall’una o l’altra parte ma, più semplicemente, perchè desidero che le persone che parlano con apparente cognizione di causa abbiano maggiore visibilità. Tutto questo per instaurare un sano e vivo dubbio verso tutte le notizie che ci arrivano belle e infiocchettate. Come le mele al supermercato, hai presente? Rosse, lucide, enormi… Bellissime. Poi mangiale…
Se la cosa ti infastidisce o, più semplicemente, non vuoi, ti prego di comunicarmelo. :)
Buona giornata…
ti ho letto fino in fondo … e oggi mi pare che sei stata particolarmente logorroica… ma c’è da dire che non c’era ancora la tv durante la mia infazia e quindi non sono nella fascia di quelli con il deficit di attenzione.
Non posso che dire che scrivi davvero bene.
Quando sarai a Bolzano ci manderai le tue emozioni crucche?
Lia, io ti voglio tanto bene, ma tanto tanto, davvero.
Chiarisco che non ti chiedero’ in moglie, gia’ fatto anni fa e per ripetere l’esperienza dovrei completare una lunga trafila fatta di litigi, recriminazioni, separazione, divorzio, nuovo inizio.
Per ora sto bene e quindi capisci che il webmaster puo’ stare tranquillo.
In onore del bene che ti voglio, ti chiedo di inghiottire qualche antiemetico, qualche antiacido e di riaprire i commenti dei mostri.
In alternativa chiedi al webmaster di crearti uno spazio dove dirottare automaticamente questi commenti.
La’ da Dacia ho agganciato uno di questi geni della lettura e della comprensione del testo.
Mi sto divertendo, lui forse un po’ meno a giudicare dalle reazioni.
Penso che sia importante far vedere questa incapacita’ di ragionare, nessuno la mette per iscritto anche se la sperimentiamo tutti i giorni; pensa a me in libreria.
Quanto alle minacce, sono statisticamente meno significative di quello che percepisci.
In libreria, nessuno viene a farmi quei discorsi, forse sono intimiditi o forse il censore “Civilta’” ha una forte presa.
Sarebbe importante che tu li pubblicassi, per dimostrare la trasversalita’, a croce, dell’ignoranza tra destra e sinistra e tra sostenitori del cristianesimo e sostenitori dell’Islam.
Chiedo a te di pubblicarli perche’ sei diventata un collettore di questo genere di commenti, ben piu’ di Dacia e questo non riesco a spiegarmelo.
Forse tu sei vista come una traditrice mentre vedono Dacia come una “negra del cazzo”.
Saluti Lia e a rivederci in Italia.
Ho notato anch’io che quando vieni attaccata in maniera rabbiosa inevitabilmente si dimostra anche l’ignoranza di quello che era l’effettivo contenuto del tuo intervento. Non oso pensare cosa ti capita di leggere nei commenti che poi noi non vediamo.
Forse come antidoto al loro veleno dovresti effettivamente renderli pubblici come fa Miguel e mostrarci il loro lato grottesco perche` ne si possa (amaramente) ridere. Mi piacerebbe davvero vedere in questo blog una nuova categoria “Umanita` mentecatta” che raccolga il meglio del loro peggio.
Quanto a me, non so come ringraziarti. In particolare mi riferisco ai tuoi ultimi interventi su israele, che mi sembra che la tua voce sia una delle pochissime espressioni di buon senso che sono rimaste in giro per la rete, e per me sono importanti perche` aiutano a ricordarmi che la` fuori da qualche parte c’e` ancora qualcuno che sa ragionare in maniera sana, che la twilight zone non e` ancora stata raggiunta.
Grazie per i pat-pat, che la verità è che ci volevano.
Rispondo solo a Stefano e a Carlo perché sto pensando, in effetti, a come pormi una volta per tutte di fronte a questa cosa.
Come mi diceva qualcuno in email, poco fa, c’è un salto di qualità “quando non dicono più che “scrivi cazzate”, ma che “dovrebbero indagare su di te”.”
Almeno: il salto di qualità, dentro di me, lo sento in modo forte e chiaro. Fa impressione.
Ora: se da un lato sono, come è ovvio, più serena di un fringuello e avvinghiata come un polipo al mio passaporto della UE che tutela la mia libertà di espressione, dall’altro non ho nessuna intenzione di dare visibilità a questi calunniatori da sbarco. Il motivo è semplice: se uno si mette a fare escursioni nel mio blog per prendere frammenti della mia vita personale e dirmi che li devo giustificare o che vanno approfonditi, è evidente che se non lo ignoro gli devo rispondere.
E, comprendetemi: mettermi a spiegare sul blog che, per esempio, non torno in Italia perché gli egiziani stanno reprimendo il terrorismo, ma solo perché ho ricevuto l’offerta di lavoro tale o talaltra, è inopportuno anche esteticamente.
Su questo blog lo decido io, di cosa parlare. Non ho assolutamente voglia di farmi dettare la musica dal primo idiota che passa.
Ho anche bisogno di ri-situarmi, in qualche modo: la percezione che io ho di me stessa è quella di una persona perbene e mite la cui “coscienza politica” è fatta più di empatia per gli altrui dolori che di ardori rivoluzionari. Se fossi spagnola, anziché italiana, non avrei altra ambizione che quella di votare PSOE, sarei soddisfatta di vedermi rappresentata dal partito di governo e le mie idee sarebbero considerate normali e comuni dalla popolazione tutta. Questo è quanto.
L’anomalia, qui, è che sono italiana e che l’Italia è anomala.
Faccio fatica, quindi, a percepire esattamente cosa succeda, quando mi sento dire certe cose. E siccome se una deve proprio avere nemici allarmanti tanto vale che lo faccia apposta, devo capire dove mi colloca, esattamente, il mio esprimermi su Israele in lingua italiana. A che specie animale appartengo tra i miei connazionali.
Perché, appunto, è qualcosa che non mi è assolutamente chiaro.
Sono un’estremista? Io non ne ho la percezione. L’idea mi sorprende. Devo capirlo.
Non ho voglia di litigare, quindi, ma di riflettere, anche perché due anni di assenza fanno sì che io non conosca più il territorio quanto dovrei. Poi magari torno in Italia, vedo che le cose stanno meno peggio di quanto non mi sembri a volte, e recupero il senso dell’humour.
Perché c’è anche questo: una può mettersi a duellare coi pazzi a condizione di mantenere il senso dello spirito, ed io devo un attimo recuperare il mio.
Una nuova categoria, comunque, io sul blog la metto: mi piace il termine che usa Miguel, “Profondo Occidente”, ma non glielo posso copiare. ;)
Quanto ai commenti di Dacia: ecco, io non sono capace. Non so come faccia Dacia a reggerli, io non ci riuscirei nemmeno in mille vite.
Di più: a me piacerebbe tanto, commentare da Dacia, e i suoi post li considero strepitosi. Solo che, ogni volta che apro i commenti per dirglielo, leggo quella gente e richiudo senza la forza di intervenire. Sono cose che mi producono un malessere genuino e profondo perché la bruttezza, e sottolineo “bruttezza”, a me causa infelicità.
Io, quindi, rispetto a Dacia, a Sherif e a Miguel ho un limite che, forse, mi rende pure più vulnerabile. Non lo so, ci devo riflettere.
Credo di dover risolvere soprattutto il fatto che io non sono partita con questo blog per fare guerre, ma per raccontare.
Liberta’ di parola in iTALIA vuol dire piu o meno:
Sei libera di dire qualsiasi cosa scelta da una lista delle cose permesse …
E cosa e’ permesso dire ?
Semplice, la VERITA’ ASSOLUTA, ovvero quello che ti dicono tv e giornali…
Potremmo proporre al berlusca di spedire in ogni casa un manualetto dei “discorsi permessi”, sul tipo di quello “non ammalarti, cosi’ salvi l’economia”
Con certa gente non si ragiona, o la pensi come loro o sei un criminale della peggior specie.
Purtroppo dovrai farci l’abitudine, di gente cosi’ ne troverai a camionate, e ho paura che la scuola ormai sia proprio l’ambiente peggiore, visto che parecchi istituti sono ormai in mano ai “talebani papalini”
E non e’ cosi solo con berlusconidi e destrosi vari, anche la cosiddetta “sinistra” e’ uguale.
In fondo le prime leggi anti-internet le hanno fatte loro…
Comunque le loro minacce non le prenderei tanto alla leggera, visto il clima da santa inquisizione che tira da queste parti…
Non dico che ti aspetteranno all’aeroporto con i mitra spianati, ma io una certa fifa ogni volta che scrivo qualcosa ce l’ho…
Di presunti “cybercriminali” vari arrestati (e poi regolarmente rilasciati, ma questo non lo dicono e intanto sono rovinati a vita) sulle prime pagine ne trovi ormai tutti i giorni.
Se quando sei partita eravamo ridotti male be, ora e’ peggio…
Hem… discorsi incoraggianti per una che deve rientrare, vero ? :(
Ciao.
Io i critici li accetto volentieri sul mio blog.
I cialtroni no, li stronco sul nascere. Poi ne lascio passare uno su dieci, così non scoppiano dalla compressione.
Comunque non faccio come l’incredibile Dacia, che ha raggiunto livelli buddhistici di tolleranza.
Da qualche settimana seguo il tuo blog, anche se non mi interessano minimamente i “blog-diario”. Sotto l’aspetto politico generale ti trovo troppo moderata e “socialdemocratica”, cioe’ non conseguentemente antimperialista e anticapitalista… In questo senso mi sorprendono molto le assurde accuse che ricevi dalle solite bande di infami. Nel tuo blog trovo poca politica, zero teoria, e molti ragionamenti sui fatti. Analisi pragmatiche di tipo giornalistico, senza alcun velo ideologico, che spesso condivido. La caratteristica unica e’ pero’ un’altra: riesci a parlare della tua vita, delle tue vicissitudini personali in modo “colto e politico” allo stesso tempo, unendo cioe’ riflessioni e considerazioni argute e ironiche che le rendono interessanti in senso generale. In questo senso sono anche emotivamente coinvolgenti. Scrivi molto bene. Ti direi di non farti fermare e di non cambiare… ma per chiunque ti legga non sei piu’ un’estranea, per cui ti dico fai come ti senti e non correre il minimo rischio…
In bocca al lupo su tutti i fronti.
Massimo
Pensa invece che siamo in tanti a leggere con piacere il tuo blog Su con la vita. Ti voglio bene.
qui volevo solo esprimerti solidarietà contro chi sproloquia e insulta (detto da chi, come sai, non condivide tutto quello che scrivi).
saluti
Non ti censurare, non ne vale mai la pena ;-)
lia, apprezzo molto la tua pulizia interiore. ci si vede su onemoreblog.
“Il Ritiro e i Palestinesi” di Gershon Baskin (19/08/2005) : http://www.reporterassociati.org/index.php?option=news&task=viewarticle&sid=7635
E’ un thread troppo pieno per potere rispondere decentemente a tutti, e me ne dispiace.
Però ci tengo davvero a ringraziare tutti per la solidarietà (ehi, Loco, ma ci stavamo beccando solo ieri!! :)) ) e per i molti interventi sul tema blog-rispetto-libertà-propaganda etc. E Massimo, ché la sua descrizione di questo blog mi ha colpito molto. Non ci avevo mai pensato.
Credo che sia un tema che vada ripreso e temo che ce ne sarà anche occasione, ahimé.
Non tanto per i soliti sbarellati insultanti a cui tutti siamo abituati quanto, appunto, per una crescente tendenza all’intimidazione che è giusto che venga resa nota anche ai blog che non si occupano prevalentemente di Medio Oriente e che, pertanto, non hanno modo di percepirla altrimenti.
Ne riparlerò, quindi, ma ci tenevo a dire che, curiosamente, di commenti del tenore che denunciavo non se ne sono visti, qui sotto.
Quello che pubblico è quello che c’è.
Pensa.
sono d’accordo con massimo. e bon.
Cara Lia, dice Fabio che le mie argomentazioni possono risultare interessanti: “scrivile un post, poi glielo mando io”. E io ci provo, a scriverti quello di cui abbiamo un po’ ragionato, dopo aver letto la tua osservazione sul non saper leggere. Argomento che mi tocca, per diverse ragioni. L’idea che mi è subito venuta, come un filo sottile che unisce questo ad un altro argomento che mi dà da pensare (e non poco, essendo madre in fase pre-adolescenziale), cioè l’atteggiamento giovanile dell’apparire ad ogni costo, quel ricercare di continuo qualsiasi modo di omologarsi e nel contempo di distinguersi da un gruppo, che porta ad apprezzare le firme, le mode, i filoni. Chissà come, li vedo collegati. La superficialità, quello che brilla. Le emozioni che vengono suscitate, non il merito del testo. Le immagini alla televisione, non l’origine vera del guaio presentato, quale che sia. Poi le generazioni passano, ed ogni nuova viene come infettata dalla precedente, magari già i genitori si ritrovano così, i figli dirazzano difficilmente. In quest’ottica, l’analisi del testo mi pare sì un buon rimedio, ma mi sa che non serva molto a capovolgere la situazione. Mi pare che, per vedere se qualcuno ha capito bene un testo, meglio sarebbe dargli un racconto con diversi personaggi, un paio di situazioni accennate, il tutto troncato a mezzo, e dirgli: – Ora finisci tutto in tre pagine. – Questo atteggiamento, attivo e non passivo, darebbe la prova di una effettiva comprensione.
Ma poi, io non sono un’insegnante. Bazzico adolescenti con problemi di scuola,
cerco di aiutarli e spesso ce la fo, e non solo con i voti, seddiovole. Ma è piacevole leggerti, sapere cosa ti succede, Fabio che mi dice: -Sai, la Lia ha detto…, la Lia ha scritto… – Cara Lia, sei di casa, da noi, e mi garba proprio. Ti auguro una buona giornata, Donella
Donella: grazie per il tuo post.
E’ un tema che va ripreso, decisamente, e lo farò al più presto.
Un caro saluto. :)
Petarda: spagnola? Ciao. :)