Ma ti rendi conto, amica pro-israeliana, che c’è uno spaventoso problema di informazione? O pensi che i palestinesi si facciano confusamente sterminare qua e là senza un’idea chiara per la testa?
Non è una domanda provocatoria, è una domanda reale.
E il problema dell’informazione, nonchè la scarsa capacità della dirigenza palestinese nell’uso dei media, è uno dei problemi che gli intellettuali palestinesi denunciano con più forza, specie adesso.

Rispondere alla tua domanda è semplicissimo.
I palestinesi vogliono:

1. Il ritiro di Israele dai Territori Occupati, Gerusalemme Est compresa.
2. La nascita dello stato palestinese.
3. Il ritorno e il risarcimento dei profughi, diritto sancito anche dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.
In un paese che, 10 anni fa, ha accolto un milione di RUSSI, peraltro spesso dall’ebraicità abbastanza incerta.
Il risarcimento in questione, poi, non è altro che il PUR SIMBOLICO riconoscimento della tragedia e della storia palestinese, ed è un punto che gli intellettuali palestinesi considerano centrale.
Il mondo deve VEDERE che questa gente esisteva ed esiste. E’ una semplice questione di dignità.

Il diritto all’autodeterminazione è questo.
Cos’altro, sennò??
Nessun popolo sulla Terra può considerare queste pretese eccessive.
Nessun popolo rimane senza una terra per aver combattuto, nel ’48, di fronte a coloro che, dal loro punto di vista, erano semplicemente signori armati che arrivavano da ogni punto del globo per farsi uno Stato dove LORO vivevano.
E tieni presente che i Territori sono LA META’ dello Stato che, in origine, avrebbe dovuto nascere accanto ad Israele.
L’hanno pagata comunque, e spaventosamente cara, la terribile guerra del ’48 su cui potremmo stare qui a discutere un paio di giorni.

Ma porca miseria, ma se gli americani, gli austriaci, gli spagnoli, i tedeschi, una volta sbarcati da noi, avessero deciso che questa era casa loro, visto che avevano vinto, noi l’avremmo presa sportivamente???
Ma quale popolo al mondo, può rassegnarsi a una cosa simile?

Al posto di questo, ai palestinesi è stato offerto di vivere in quattro gabbie incomunicate tra loro, in mezzo ai coloni e alle loro strade e ai posti di blocco, in una situazione che si è già, da Oslo in poi, dimostrata insostenibile.

Io non capisco questa tua frase: “Israele lo ha più volte ribadito due stati nella stessa terra, ma i palestinesi??? Sento solo parole confuse, accenni, ma mai conferme”.
E’ probabile che abbiamo fonti assai diverse, ma casco letteralmente dalle nuvole.
Israele ha più volte offerto uno Stato ai palestinesi…???
A me risulta, invece, che i palestinesi abbiano riconosciuto lo Stato di Israele, e che gli israeliani abbiano riconosciuto un’Autorità palestinese, non uno Stato.
E prima che lo facessero, e parliamo degli anni ’90, agli israeliani era persino proibito per legge avere contatti, discutere in TV, fare un dibattito assieme ai rappresentanti dei palestinesi.
Rischiavano la galera.
La sai una chicca?
La lettera di Rabin in cui Israele riconosce l’OLP, è rivolta al Mr. Chairman Arafat. Non Mr. President. Mr Chairman, manco la Palestina fosse un’impresa, che ne so…

Detto questo, io continuo a ripetere che qui c’è un problema di stravolgimento del linguaggio e della logica.

Lo vede pure un cieco: non è Israele ad avere bisogno che lo si protegga dai palestinesi! Sono i palestinesi, quelli che dovrebbero essere protetti.
Non mi pare che il problema sia la sicurezza di Israele, mi pare il contrario.
Le notizie dicono il contrario.
La Storia dice il contrario.
La logica dice il contrario.
Siamo tutti vittime di un’allucinazione collettiva, mi pare.

Quali sono gli Stati arabi che assediano Israele?
Sharm al-Sheik a Sud, con i turisti italiani in ciabatte??
La mite Giordania, che investe in turismo da mattina a sera e che l’ultima volta, prima di diventare mite, ha fatto Settembre Nero e ha sterminato i palestinesi che le avanzavano?
La Siria che, se le danno le Alture del Golan, se ne va a casa contenta e non ci pensa più??
Alla faccia dell’assedio…
Non ce l’hanno fatta quando erano appoggiati dall’URSS, a togliersi Israele dalle balle, vuoi che si cimentino adesso?? E per cosa…???
Per bontà verso i fratelli di Gaza???

Ma da quando, in una lotta, il mondo accude compatto a proteggere Golia??
Mai visto, è pazzesco.
E’ questa, forse, la cosa che mi stravolge di più, che non mi lascia distrarmi da questo scempio… il rovesciamento collettivo della realtà.

E poi l’Israel Day… la stessa gente che, qualche tempo fa, si faceva venire le convulsioni davanti alla giornata della Memoria, va adesso a sfilare felice in sostegno alla politica israeliana del momento.
Perchè si tratta di questo.
Non mi si venga a dire che si tratta di altro, è una menzogna.
Si tratta di questo, e punto.

E’ commovente lo slancio, l’ardore, la generosità, l’impegno e la totale dedizione con cui, ancora una volta, l’Italia si lancia intrepida a difendere il più forte.

Ed io credo che QUESTO, per Israele, sia micidiale.