Prendere una figlia (l’ineffabile Pupina) che, nel mese di Aprile della quinta liceo, decide di andare a finire l’anno in Spagna , cambiando scuola, programmi, lingua e professori.
Ad Aprile della quinta.

Prendere una madre (Lia de’ Costernatis) che insegna spagnolo a Milano.

Constatare (non è un’impresa titanica) che la figlia, in Spagna, deve studiare giustappunto quello che la madre insegna da sempre a Milano.

Prendere quindi un telefono e riversarci dentro per ore, con cura e senza agitarsi troppo, i due ingredienti principali, madre e figlia, fino ad ottenere un travaso completo di tutto il teatro di Lorca dalla zucca dell’ingrediente “madre” fino alla zucchetta dell’ingrediente “figlia”.

Dirigersi infine con determinazione verso la banca più vicina, accendere un mutuo e stabilire comode rate per il pagamento della bolletta del telefono.

Ma vuoi mettere la soddisfazione?
Bando alla banalità!
Perchè fare in modo semplice, attorno al tavolo della cucina di casa, quello che si può fare in modo molto più complicato e costoso a 1500 kilometri di distanza e in chiamata internazionale?

Non ci voglio pensare, a quanto mi costerà tutto questo. No, non ci voglio proprio pensare.