“Una delle più intelligenti iniziative della gestione Berlinguer (anche
Berlinguer ha fatto qualcosa di intelligente) è stata quella di
eliminare la dizione “esame di maturità” sostituendola con quella
molto più chiara e concreta di “Esame di stato conclusivo dei corsi di
studio di istruzione secondaria superiore”. Cioè un esame che non si
propone di certificare la “maturità” (e che sarai mai?) di una
persona, ma solo di appurare se ha compiuto con profitto un certo
corso di studi, acquisendone le conoscenze e le competenze basilari.
Insomma, se uno sa, è promosso, se uno no sa, non è promosso.
Poi, certo, è ripreso il delirio; come quello di promuovere una
perfetta analfabeta perché, chissà, forse quando avrà 40 anni sarà
matura pure lei…”
Questo l’ha scritto un prof che stimo molto su it.istruzione.scuola.
E un altro, intervenendo nello stesso thread sotto lo sfogo di una collega, racconta: “Se ti puo’ consolare, comunque, sappi che ci
sono ispettori in giro qui da noi giusto per
evitare che allievi impresentabili – gia’
bocciati l’anno precedente – vengano
nuovamente e giustamente fermati dopo tre
scritti inguardabili.”
Con chiunque io parli, pare che stia andando per la maggiore un clima da sanatoria generale, con presidenti che ti fanno alzare i voti, presidenti che scelgono le materie più facili per le terze prove e via dicendo.
Poi, certo, con la maturità di quest’anno i presidenti possono tranquillamente evitare di assistere agli orali e di rendersi conto di persona di chi siano i miracolati…
Avvincente, lo Stato che ti esorta a commettere falsi in atto pubblico affinchè il ministro possa farsi bello davanti agli elettori.
Quasi quasi, prima di andare in Egitto faccio un po’ di casino…

Per? si dovrebbe ogni tanto parlare dei prof incompetenti. Chi li valuta? La mia prof di informatica ci ha spiegato che i cellulari hanno pochi tasti perch? essendo piccoli possono contenere una memoria piccola (!!!). Come si manda a casa una deficiente del genere? All’esame di stato il presidente di commissione, una sorta di tuttologo, mi ha interrotto quasi scandalizzato chiedendomi: “Che significa “suffragio universale maschile”?! Che vuoi dire? Il suffragio o ? universale o non lo ?!” Cosa dici ad uno cos??
Fare casino? Buona idea… tanto… chi ti piglia pi? nel suk? :P
Ma ? sempre la stessa questione, Fedayn…
I prof sono normalissime persone che, nella vita, sono state valutate da una Commissione d’Esame di Stato, poi dall’universit? che li ha laureati, poi da chiss? quante commissioni di Concorsi per l’abilitazione all’insegnamento… vieni valutato un miliardo di volte, prima di fare il prof.
Quello che io sto dicendo ?, semplicemente: un esame deve essere la misurazione di una serie di conoscenze o deve essere il luogo della dimostrazione della bont? del professore, del cuore in mano, della pseudopsicologia applicata e, in ultima analisi, dell’arbitrio di ogni singola commissione?
Se mi limito a misurare le tue conoscenze potr? essere, forse, dura e antipatica; per? sar? anche chiara, il pi? possibile obiettiva e giusta e, guarda un po’, persino contestabile, visto che mi sto attenendo a dei parametri di realt? e da l? non mi schiodo.
E tutti i miei allievi avranno la garanzia di essere trattati allo stesso modo.
Se, invece, mi metto a fare la monarca che distribuisce clemenza e valuta attraverso la sfera di cristallo di elementi che non c’entrano nulla con le prove d’esame, magari faccio la figura della buona e della misericordiosa; per? smetto di essere trasparente perch? non posso dichiarare ci? che faccio; non sono pi? equa, perch? valutare “col cuore” significa che Caio lo promuovo perch? ? scemo e Tizio lo boccio perch? ? intelligente, magari (e questo ? un grande classico degli scrutini, te lo giuro.. mica era una battuta…). E, alla fine, la valutazione non indica null’altro che l’arbitrio (buono o cattivo, ? lo stesso) di chi la effettua.
Visto che non si diventa incompetenti da un giorno all’altro, i prof incompetenti di cui parli tu sono stati, evidentemente, valutati a loro volta in base a criteri di bont? e amore universale.
Non ? mica un caso, che siano proprio loro, in genere, i pi? accaniti nel promuovere indiscriminatamente…
Algernon: sei stato talmente sottile che non ti ho mica capito…:P
Scusa, ma fare casino, lamentarsi della scuola, indignarsi, ha senso se poi RESTI e fai qualcosa per evitare la deriva. Se abbandoni la nave, come me, del resto, c’? poco da fare casino. Vale anche poco la pena parlarne, in fondo che ti frega…, tu sarai in Egitto, io sono qui e sinceramente me ne strafotto dei disastri della scuola italiana, in cui ero ormai costretto ad essere complice, senza poter cambiare niente di una tendenza irreversibile perch? radicata non nella scuola, ma nella societ?.
Me ne sono andato, non credo torner? presto, ma anche quando lo far? non penso le cose saranno cambiate di molto, soprattutto perch?, come noto, gli insegnanti validi come te se ne vanno, o vengono fagocitati nel delirio generale.
Chi vuole lottare lo faccia, ma dall’interno. Altrimenti taccia per sempre. ;)
Vabbe’… ma anche se smetto di fare la prof scolastica per un po’, sono pur sempre una cittadina….!!
E poi una cerca di lasciare la stanza in ordine, prima di abbandonare la casa…:)
Ma certo, hai ragione. Benedetto Croce invitava i suoi studenti all’indignazione, sempre, perch?, diceva, la rabbia ? cieca e porta le persne a non ragionare, l’indignazione ? frutto della consapevolezza delle ingiustizie, ? il risultato della ragione offesa.