
(Lilì wrote:
Non sono cattiva, lo giuro. Ho promosso di tutto, nella mia vita, ma
quest’alunna è troppo al di là di qualsiasi cosa assomigli anche
vagamente a un alunna….
Scrive sragionando, non è in grado di tradurre i compiti di lingua
fatti da lei stessa, ride quando parli dell’Olocausto, con me (ho una
materia d’indirizzo) non ha mai fatto altro che scena muta…)
Mara wrote:
Ti sembrera’ assurdo cio’ che ti consiglio, lo so. Io credo che tu debba
aiutarla, anziche’ accanirti contro di lei. E’ un’eta’ molto critica e tu non
puoi comprendere cosa si agita dentro lei,perche’ c’e’ sicuramente qualcosa
che non va.So che noi insegnanti non possiamo essere anche competenti di
psicologia,ma ci dobbiamo sforzare di considerare gli alunni come persone,in
cui il lato cognitivo e’ strettamente intrecciato a quello affettivo.
XXX wrote:
ma vai a cacare cogliona, per favore vai a lavorare all´oratorio invece di
insegnare!
Maurizio wrote:
(xxx) ha gustosamente scritto su it.istruzione.scuola:
>ma vai a cacare cogliona, per favore vai a lavorare all´oratorio invece di
>insegnare!
Mara wrote:
Noto che per te l’educazione e’ roba da oratorio.Non sei degno di insegnare,
ti mancano le basi,non andare a riscaldare la sedia, ce ne sono fin troppi
come te nella scuola.C’e’ bisogno di aria nuova, di rinnovamento, di
insegnanti che abbiano una vera cultura, non morti di sonno come te,
frustrati.Perche’ quello sei,bestia, altrimenti non avresti bisogno di usare
certi toni.
Lefthand wrote:
[sbadiglio]
Immagino che la vera cultura sia quella del mammismo-coccolismo che ci
hai mostrato nel post precedente
Nota come io sia calmissimo nei toni e nel dirti che il tuo post mi ha
fatto #@§!*_%
Saluti
Mara wrote:
Ho parlato di processi cognitivi intrecciati a quelli affettivi. E’ il minimo
che un insegnante debba sapere…non ho detto che dovete dire agli alunni
che li amate, ma di considerare che sono delle persone che stanno
crescendo,che hanno mille interrogativi.Fatevi delle domende, quando vedete
problemi, morti di sonno.
Federico wrote:
Nonostante il sonno riesco a tener presente che quello che teorizzi
per gli alunni (processi cognitivi collegati a quelli affettivi) vale
anche per gli insegnanti. Tienilo presente anche tu (veramente lo stai
gia’ facendo, con il tuo ”morti di sonno”, ma ti assicuro che sbagli
strategia).
XXX wrote:
MARA ha scritto:
“C’e’ bisogno di aria nuova, di rinnovamento, di
> insegnanti che abbiano una vera cultura,…”
Hai veramente ragione. Le pseudo-chiocce come te dovrebbero proprio
togliersi dalle palle. Invece son sempre piu´la maggioranza.
Mara wrote:
Punto primo,valutare l’aspetto psicologico fa solo onore agli insegnanti,
che dimostrano cosi’ serieta’ e competenza.(e non ultimo, che continuano a
studiare).Punto secondo fare cio’ non significa essere chiocce ed e’ tipico
dei NUOVI insegnanti, giovani, che rinnoveranno la scuola.
Ti consiglio la lettura di”Imparare dalle differenze”,Suma
editore, fannullone.
Carmen wrote:
Oddio, dopo la moratti ci si mettono anche i NUOVI (urlanti) insegnanti a
*rinnovare*, dicono loro, la scuola.
Per la cronaca, ragazza, guarda che crescere significa anche sentirsi dire
stai sbagliando e accettare che sia possibile; forse questa è una tappa che
è saltata anche per te, a giudicare dalle tue reazioni scomposte.
E quanto al riscaldare la sedia, ne sto vedendo parecchi di giovani colleghi
intenti in questa meritoria operazione, letteralmente svaccati sulla sedia,
mentre intorno a loro succede di tutto di più, con gli esiti che si possono
facilmente immaginare sul piano didattico ed educativo.
(Il colpo finale:)
Al-Farid wrote:
Mara ha scritto:
> Punto primo,valutare l’aspetto psicologico fa solo onore agli insegnanti,
> che dimostrano cosi’ serieta’ e competenza
Valutare significa prendere in considerazioni più ipotesi o attenersi
dogmaticamente sempre all’assunto che promuovere va e fa sempre bene?
Ora dimmi se da un punto di vista freudiano sia sempre e comunque da
preferire il bypassare la frustrazione e se da quello cognitivista si
produca in questo modo rinforzo positivo.
Federico wrote:
LOL
Te lo dico io: da un punto di vista freudiano le frustrazioni fanno un
gran bene, il punto di vista cognitivista e’ perfettamente superfluo.
(…. KO tecnico, bocciata.)

Odio i Newsgroup…… mi fanno venire l’ulcera allo stomaco xD
Davvero…? :)
Pensa che io ho un forum.. Anzi, lo avrei, ma poi si ? preso il virus della berlusconite ed io sono scappata qui…
Comunque il newsgroup di Istruzione, in tempi di maturit?, ? un must assoluto…:)
a scuala penzo che tu sappi divide le cose che penzi dallo insegno che tu debbi dare allo scolari
vero?
Tutto questo ciarlare mi deprime sempre di pi?: questa ? la scuola oggi: persone che credono di essere insegnanti solo perch? stanno dietro una cattedra a sentenziare, a parlare di processi cognitivi e affettivi o a insultare.
Nessuno che insegna niente che sia davvero utile all’alunno, il quale esce di solito dalle scuole superiori come un alieno catapultato d’improvviso in un altro Universo parallelo, quello dell’Universit?, se non addirittura quello del mondo del lavoro, di cui gli insegnanti evitano accuratamente di parlare in quanto non sanno nulla, di solito abituati sin dal dopo laurea a incazzarsi per le graduatorie nei provveditorati.
Mai stati dietro una scrivania, o una redazione, da sempre cresciuti a frustrazioni didattiche, graduatorie sbagliate, fino a quella fiera del bovino che sono le chiamate a fine estate.
E credono che questo, e SOLO QUESTO sia la vita, il mondo, la rabbia e la felicit?. Credono che il loro sia il mestiere pi? importante, pi? faticoso, pi? sfruttato del mondo. Parlano di processi cognitivi degli alunni, e poi magari hanno una famiglia in rovina. Si sforzano di capire gli studenti pi? fancazzisti e idioti, e per leggere le nuove frontiere della didattica non hanno mai parlato con i figli. Ne conosco, di nobili animi cos?, che riescono a trasformare un 3 in 6 e poi si sentono bene perch? avranno salvato il Mondo da un frustrato/a in meno.
Nobile missione, senza dubbio. Il mondo gliene sar? riconoscente in eterno, la Terra ? salva, Superman c’?, e vive nelle aule scolastiche.
Scendiamo sulla terra, colleghi, informiamoci anche su ci? che c’? al di fuori della scuola, per insegnare davvero qualcosa di utile a questi pischelli, se dobbiamo dare 3 o 6 diamoli per materie che abbiano un senso fuori dei libri.
Sei molto severo…:)
No, non ? del tutto vero, quello che dici. Ci sono istituti tecnici e professionali che fanno un ottimo lavoro. Conosco scuole che hanno i maturandi dell’anno prossimo gi? prenotati dalle imprese, te lo giuro. Non ? vero che, in generale, ci sia tutto questo scollamento tra scuola e lavoro.
Certo, al liceo c’? di pi?… del resto, il liceo non ha il compito di preparare al lavoro.
Io sono completamente d’accordo con la tua analisi dei colleghi fissati con i ‘processi cognitivi’.
A dirla tutta, credo che in fondo siano pure dei gran bastardi, se gli gratti via la vernice rosa…. per? la scuola ? fatta di una valanga di cose, persone, realt?, e non ? giusto generalizzare. Non troppo spietatamente, almeno, perch? c’? del vero nel pensare che questo sia “il mestiere pi? importante, pi? faticoso, pi? sfruttato del mondo”.
E poi cos’hai contro i libri…?
Mica ? detto che le cose che hanno senso “fuori dai libri” abbiano pi? senso di quelle che, dai libri, non possono (o non vogliono?) uscire…
Ho deciso. Fonder? un movimento.
“Per una scuola che stia, finalmente, DENTRO i libri.”
Il massimo della trasgressione….:))
Non ce l’ho con i libri, per carit?. Ce l’ho col pessimo uso che spesso se ne fa, limitandone la portata all’interrogazione del giorno, al programma ministeriale da rispettare. Alla poesia commentata asetticamente, sforzandosi s? di far capire il suo contesto del momento, ma scordandosi che avr? pure adesso un senso tutto questo. Cose che i ragazzi si chiedono, a volte.
Per quanto riguarda i licei, pu? anche essere vero che non devono preparare al mondo del lavoro (ma ci? non significa che se ne devono astrarre), ma se almeno dessero una minima idea del mondo universitario, visto ? che quello a cui DEVONO (qui converrai) far riferimento. All’ultimo anno di liceo dovrebbe essere dedicato non dico almeno un’ora alla settimana, ma ad auspicabili continui momenti informativi su tutto il variegato e dispersivo mondo universitario. Cosa significa fare un esame, cosa significa iscriversi a quella data universit?, gli sbocchi (reali, non quelli decatanti dalla propaganda), le difficolt?. E’ chiedere troppo? Ecco, magari tutto questo ? un po’ pi? importante che impuntarsi se il pargolo non sa quando ? stata scritta la Pioggia del pineto, penso, o il nome di una data figura retorica, quando il narratore ? diegetico o no, la narrazione diacronica o meno. Del resto, sono cose che nemmeno io ho mai imparato bene, e non ho mai nemmeno trovato cos? fondamentali per leggere (veramente) un libro o una poesia. Anzi.
Uhm… parli di tre cose diverse. Permettimi di scinderle, che altrimenti faccio casino…
1. I programmi ministeriali, con l’Autonomia scolastica, sono diventati dei punti di riferimento e poco pi?. Non vincolano nessuno, almeno al di fuori della V e per quel che riguarda le materie di prima e seconda prova, che sono decise dal ministero.
Per il resto, moltissimo ? lasciato all’iniziativa (e al buon senso) dell’insegnante. Quindi, il “programma ministeriale da rispettare” non c’? pi?.
2. La poesia commentata asetticamente, dici… Mah, queste sono cose terribilmente individuali. Insegnare vuol dire mettere sul piatto se stessi, e c’? chi lo fa con uno stile e chi con un altro. Non ? una cosa su cui sia possibile intervenire dall’esterno, o dall’alto. In nessun paese al mondo.
Certo, l’ideale ? testimoniare una passione per la propria materia, mentre la si insegna. Fare capire che, per quella cosa, ? possibile provare amore, partecipazione. Sono d’accordo, ? determinante. Per? ? una cosa su cui non si pu? mentire, la passione. Se al prof, dopo tot anni, passa, non c’? nulla da fare.
Poi, quando si parla di toccare le altrui sfere emotive, non esiste un unico modo di essere e di arrivare agli altri: io faccio un sacco di paura a un certo tipo di ragazzi, e sono assai stimolante per altri tipi. Sta un po’ anche agli studenti, scegliere chi gli ? pi? affine, in mezzo al ventaglio dei diversi prof. E imparare a rapportarsi con gli altri, che cos? ? la vita…
Io mi continuo a divertire, spiegando, per? so che due anni fa mi divertivo di pi?, ero pi? creativa. Tra dieci anni, potrei avere le palle totalmente a terra, e sarebbe normale. Non ? questione di come sono fatti i prof… ? un po’ il mestiere in s?, a logorare, e un altro po’ sono le condizioni in cui lo si fa.
Mia figlia ha appena finito la scuola spagnola, dopo anni trascorsi in quella italiana: proprio stasera, mi diceva che da noi i prof sono, mediamente, pi? squilibrati, e tenderei a darle ragione. Il fatto che siamo i prof meno pagati d’Europa influir? certamente, direi…
Per inciso: dopo anni di scuola italiana, quella spagnola ? stata una passeggiata, per la mia piccola. Perch? in effetti, comparata con altre, la nostra scuola non ? affatto male. Incredibile ma vero.
3. L’orientamento. Si fa in quarta, con i prof universitari che vengono a spiegarti contenuti e sbocchi delle varie facolt?.
Non vedo in che altro modo si potrebbe fare. Le informazioni che elenchi sono talmente vaghe, soggettive e destinate a cambiare da un mese all’altro, che faccio fatica ad immaginarmi mentre le propongo ai miei studenti. Ed io ci insegno, in universit?…. figurati i colleghi (la stragrande maggioranza) che dovrebbero parlarne esclusivamente dall’esterno, e per forza di cose.
Sar? un anno che cerco di orientare mia figlia, e non ci riesco….
A me pare che verso la scuola ci sia un atteggiamento ambivalente: da una parte, la si vorrebbe dotata di poteri quasi magici, salvifici, in grado di affrontare e risolvere qualsiasi problema, soprattutto extrascolastico.
Dall’altra, si tende a squalificarla, quando non ce la fa, andando spesso molto oltre i suoi effettivi torti e limiti.
“O sei sensazionale, o non vali niente”.
E’ un po’ frustrante, dai…. non c’? da stupirsi, se poi viene fuori che la categoria professionale dei prof ? quella a pi? alto rischio di impazzimento, in Italia….
ehehe, proprio cos? :)