Articolo di giornale: “Lo scrutinio finisce in rissa: panico al liceo“.

Saggio breve: “La scuola di oggi e il dilemma della sufficienza: appunti per un Sei non conflittuale.”

Tema: “Oggigiorno, un Sei non si nega a nessuno. Il candidato esponga le proprie considerazioni sugli effetti che tale constatazione produce sul sistema nervoso di chi lavora nella scuola.”

Testimonianza di uno studente: “Minchia, ma si stanno scannando…

Verbale XXI – Verbalizzazione e Valutazione finale: “Le operazioni si sono svolte in un clima vivo e collaborativo, pur nell’enfasi della dialettica valutativa.

Resoconto all’analista freudiana: “Be’, insomma… dopo aver fatto piangere frotte di studenti, stavolta sono riuscita a fare piangere una prof. Dopo tutto il casino, la collega di XXX leggeva i voti e le venivano giù le lacrime, peggio di una vitella, e poi ha fatto un singhiozzo aspirato che le è venuto stranissimo, come un verso disumano alla fine del “De’ Peppis, 60/100”, e il Presidente faceva finta di non vedere e la collega di YYY si è messa a ridere, e allora quella di XXX si è alzata ed è corsa via e quella di &&& le è corsa dietro ed è stato un momento stranissimo…. ed io non mi sentivo in colpa. Ero divertita, ecco la verità. Ero rimasta lì ad osservare la rabbia compressa della collega, poi gli occhi rossi, il ricacciarle indietro, le lacrime, e loro che venivano avanti, ed io osservavo quegli occhi rosa, rossi, porpora, e pensavo. Pensavo che avevo ragione io, ovviamente… la collega di KWX, dalla parte opposta del tavolo, me l’aveva sillabato durante il mio intervento, mimandolo con la bocca: “Hai ragione!”. Ma pensavo pure che, evidentemente, ho un modo violento di avere ragione, certe volte. Oppure che la gente piange troppo. Oppure che non c’è da stupirsi, che i nostri bimbi piangano tanto, se hanno prof con il condotto lacrimale a puttane….
No, sto mentendo. In realtà, io pensavo solo:
“Cade.
Non cade.
Dai, ancora un secondo e ti cade la lacrima.
Eccola, adesso cade.
Cribbio, come l’ho fatta incazzare…. dai, è stupendo, sono peggio di un lacrimogeno.
Sì, ma lei è la Deborah de’ Peppettis del Consiglio di Classe.
Miss 14 anni x 4.
Chissà se fa un altro verso.
Ma che donna è..?”
(Ho un cuore di pietra, dottoressa freudiana…? Quanto le devo per il suo silenzio che vorrei immaginare sornione, forse complice, in fondo partecipe del mio strazio senza lacrime o, forse, solo accaldato e stanco, che siamo a Luglio?
)”

Ho perso, comunque.
Siamo andate 4 contro 4, e il voto del Presidente è stato quello determinante. E i Presidenti, si sa, si esprimono sempre a favore dei candidati.
Lo sapevo già, che avrei perso.
Pazienza.
Poi sono scappata via senza offrire un kleenex alla collega vincitrice e piangente ma, prima che andassi, il Presidente mi ha baciato.
Ma con entusiasmo, giuro.
Mi piace pensare che si sia accorto che, come spesso accade, non è detto che chi piange di più abbia più bisogno di essere consolato.
Più probabilmente si è divertito pure lui, in fondo, con questo drammone di inizio estate.
Oppure era solo contento perchè sono stata morbida, con le dichiarazioni a verbale…

E pensare che, per due o tre anni, era parso che la maturità potesse diventare una cosa seria…