
No, la deformazione professionale non e’ acqua.
E non si decide: ne sei vittima, come dimostra il fatto che ho appena spedito un molestatore professionista a fare i compiti, e mi sono un po’ antipatica da sola per averlo fatto.
La collega spagnola mi racconta di essere arrivata a rispedire alla propria madre le lettere che lei le invia. Corrette.
E’ che bisogna starci attenti.
Tra tutte le deformazioni professionali possibili, quella da prof e’ tra le piu’ socialmente pericolose.
L’Egitto e’ un posto pericolosissimo, per le prof a rischio.
Certo: se non sei una “ministeriale”, non guadagni un soldo.
In compenso, ti fanno credere di essere importantissima.
Ai cancelli d’ingresso al campus, ci sono le guardie che identificano chi entra.
Gli studenti devono mostrare il tesserino, quindi c’e’ sempre un po’ di assembramento, tipo collo di bottiglia.
Poi arrivo io, la guardia mi riconosce e, con un gesto imperioso del braccio, sbatte via gli studenti che intasano l’entrata e mi fa passare con tanto di saluto semi-militare, e il “Salam, duktora!”.
Ed io, imperiosa, passo.
Piu’ sbalordita che imperiosa, ok.
Comunque passo.
In Italia, gli stessi studenti mi travolgerebbero con zaini e scarponi, lasciandomi contusa e ammaccata in fondo alle scale del portone, e passandomi sopra uno alla volta.
Qui, mentre volano spinti dal braccione della guardia, riescono pure a fare, di colpo, un’espressione rispettosissima.
E’ sottile, il confine tra il rispetto autentico e l’accettazione del sopruso da parte del potente.
Tanto sottile che ci ho discusso per ore, con un collega che e’ qui da sei anni, e poi ci siamo arresi.
Capiro’, forse. Per poi capire che non ho capito un cavolo (“Ti pare di averli capiti e poi, di colpo, succede qualcosa che manda all’aria tutto il tuo quadro, e devi ricominciare.”).
I ragazzi sono ragazzi dappertutto, e ti fanno le lagne perche’ sono stanchi, cercano di fare i furbi, fanno il loro mestiere di ragazzi in modo assolutamente identico ai loro coetanei di tutto il resto del mondo.
Pero’, quando finisce la lezione, nessuno esce se prima non sono uscita io.
Se salgo sull’autobus, mi viene il dubbio che sarebbero capaci di saltar giu’ dal finestrino pur di cedermi velocissimamente il posto.
Ho visto due mie alunne attorcigliarsi fino quasi a cadere, per la fretta con cui, entrambe, erano scattate in piedi.
E (orrore degli orrori!!) vorrebbero pagarmi il biglietto!
E (ma mi viene il soffocone solo a ricordarlo), mi e’ capitato di incontrarne uno dal fruttivendolo, di aver accettato il suo aiuto come traduttore e poi, cielo santissimo, di avere quasi dovuto menarlo per impedirgli di pagarmi i pomodori.
E non capisci se vuole essere gentile o se pensa che io mi aspetti che lui lo faccia.
Inquietante.
“Duktora”.
Non mi era mai successo, di essere salutata militarmente da un soldato.
Porca miseria, qui mi e’ successo.
Mi pagano qualche decina di euro al mese, ma mi fanno il saluto militare.
Evvabbe’. Non potro’ dire che non stiano cercando di farsi perdonare, per lo stipendio che mi danno…
Prendono davvero pochissimi, i professori egiziani.
Ma il ruolo che ricoprono li obbliga a mantenere una dignita’, delle apparenze, uno status di gran lunga superiore a quello che si possono permettere.
La macchina, come dicevo di recente.
La giacca e la cravatta per gli uomini, abiti adeguati… non lussuosi. Solo adeguati.
Cose che costano, in questo poverissimo paese.
Devo concludere..?
Ma no, non concludo.
E che concludo a fare…

ciao Lia, spero che questo tuo post non scateni un’altra bagarre con il Griso o chicchessia (molto faticoso polemizzare con lui, eh); comunque volevo dirti che ti leggo con attenzione e mi piace il tuo modo di raccontare: una finestra aperta su un mondo del quale conosco e capisco ben poco. buona giornata
Ciao, e buona giornata anche a te…:)
Hola Lia :)
come va da quelle parti??beh sono bellisimi racconti di un’altro mondo che tu fai…per? sinceramente non m’? ben chiaro come mai hai deciso di andare in Egitto piuttosto che qualsiasi altro paese del mondo.
Nutro un’antica passione per il mondo arabo, Bubi.
E credo che l’Egitto sia il paese piu’ adatto per coltivarla.
Nessun altro paese del mondo mi attirava quanto questo, quindi…:)
Mamma sei dolcissima nel modo che hai di raccontare le cose, e mi mancano molto i nostri pomeriggi di chiacchiere o i pranzi al cinese.
….Ma proprio militare militare il saluto?? Ges? che forte…!
Quale onore…
Pupina in persona, wow…:))
(Fila subito su Msn, che mi devi fare rapporto!)
Senti donna ironia! Ogni volta che vado msn tu non ci sei! Altro che rapporti! Chiamami di tanto in tanto, che mica c’ho l’esclusiva del telefono io! Anche tu lo potresti usare con un p? di buona volont?, giuro!
Sono stata ammessa a legge mamma.
Baciollo
Ricordo alla S.V. che sono titolare di apposita casella email presso cui e’ possibile comunicare l’ora approssimativa di Vs. prossimo collegamento.
Baci cordiali.