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Io me ne sono presa tre, di abilitazioni all’insegnamento delle lingue straniere, ma un metodo consistente nel fare imparare a memoria le letture agli studenti non l’avevo mai nemmeno sentito nominare.

Credevo si trattasse di un’innocua manifestazione di follia da parte dei ragazzi: quando vedi uno che si alza in piedi e, serissimo, ti declama l’intera pag. 47 del libro senza guardare e tutto d’un fiato, tu che pensi?
Pensi che questi giovani egiziani sono un po’ strani, alle volte, e che probabilmente stanno cercando di orientarsi nella materia nuova facendo appello a vaghi ricordi d’infanzia e di vecchi maestri: si ritorna tutti un po’ bambini, quando s’impara una lingua nuova…

Invece no: oggi il Capo Dipartimento me l’ha proprio detto, che devono imparare tutte le letture a memoria.
“Così imparano la struttura delle frasi”, ha detto.
“Ah.”, ho detto io.

Fatima Mernissi, nell’altrimenti pessimo “Islam e democrazia“, racconta che riesce sempre a riconoscere chi, tra i suoi conoscenti, ha fatto la scuola coranica da bambino: pare che si sviluppi una memoria prodigiosa, e li riconosci perchè sono capaci di memorizzare un numero di telefono avendolo udito solo una volta, senza doverlo scrivere.
Ma pensavo che ci si fermasse lì, alla scuola coranica.
Invece no, e sono stupefatta all’idea di dovermi mettere lì a chiedere alla gente di ripetermi per filo e per segno quello che gli do da leggere.
Praticamente, posso appallottolarmi per benino le mie tre abilitazioni, prendere un grosso fiammifero e farne un bel falò in una notte di luna piena.
D’altronde, questo è un sospetto che avevo anche in Italia.

Al di là del mio problema personale, che consiste nello stravolgimento che provo all’idea di dover diventare un’insegnante radicalmente diversa, credo di dovere comunque sospendere un attimo il giudizio, prima di gridare: “Che orrore!!!”
Io, qui, vedo gente che parla molto, molto bene l’italiano, lo spagnolo e l’inglese, senza essere MAI uscita dall’Egitto.
Questo è un dato di fatto, anche se cozza frontalmente con qualsiasi mia certezza didattica.
Non so se ci riescono in molti, o se quelli che vedo sono solo il frutto di una selezione che ha decimato gli altri.
E non so se ciò è dovuto ad una generica predisposizione alle lingue degli arabi, o se un apprendimento tanto mnemonico dà dei risultati molto migliori di quanto noi crediamo.

Non lo so.
Adesso vinco la ripugnanza, e ci provo.
Vedremo.