
Oggi ho discusso con Wael.
E? un saidano (terrone) che pare il prototipo delle barzellette egiziane: questi dell?Alto Egitto sono, per gli egiziani, ciò che i carabinieri sono per noi. Gnucchi e stra-gnucchi, proprio.
Buoni come non so cosa, per carità, e seri e col cuore in mano. Ma con l?elasticità mentale di un muro, gessù.
Lui afferma che il Corano è contrario alla poesia amorosa, e quindi anche lui è contrario.
?Ma fammi il piacere, Wael! Ma se l?avete insegnata voi all?Europa, la poesia amorosa, e già eravate musulmani!?
Facciamo delle discussioni teologiche mostruose, io e Wael.
Stavolta ero proprio affranta, io: ?Cribbio, sei un ispanista, non puoi pronunciarti contro la poesia??
Abbiamo preso il Corano: ?Dimmi dove è scritto, che la poesia amorosa è proibita.?
?Non dice che è proibita, dice che non bisogna credere ai poeti.?
?Be?, questo mi pare un saggio avvertimento. Ma se tu prendi delle parole in cui il Profeta invita a riflettere e a non fare i boccaloni, e le trasformi in proibizione, non ci siamo mica?.?
Il fatto è che la discussione è nata in modo difficile: gli stavo chiedendo lumi sui miei due studenti che dicono di non ascoltare la musica ?perché siamo musulmani?.
E lui, subito, ha detto: ?E gli altri cosa sarebbero, allora??. Seccatissimo, ché lui la musica la ascolta, ovviamente.
E questa è stata la prima reazione.
Però poi, quando io ho cominciato ad insistere e a chiedere, lui si è irrigidito.
Ha cominciato a cercare qualche ragione nel discorso dei ragazzi, e poi ha tirato in ballo la poesia amorosa.
Sempre la solita storia: appena lui sente aria di ?occidentale che critica?, si arrocca su posizioni che estremizza più di quanto non farebbe normalmente.
Mi sembra di ripetere, nel laboratorio del nostro studio, la stessa miscela da scienziati pazzi che va in onda da qualche anno nel laboratorio mondiale: al primo starnuto, parte lo scontro tra civiltà.
Ha detto che mi portava un hadit, e io gli porterò delle riflessioni sull?arte che ho da qualche parte tra le mie scartoffie.
Poi eravamo tristi perché non ci capivamo.
?Ecco, tu stai pensando che abbiamo una religione da primitivi.?
?No. Io sono triste perché ho paura che vi arrocchiate, e non potete permettervelo.?
E? necessario che lo ripeta: io abito in un posto praticamente chiuso al turismo, nonché luogo di nascita e roccaforte dell?integralismo islamico in Egitto.
E? un osservatorio piccolo e molto particolare, il mio. Però il ?risveglio? religioso che c?è in Egitto è una realtà, e mi chiedo dove sfocerà.
Soprattutto se lo immagino mischiato ai nostri umori neo-crociati.
Il collega mi raccontava, poco fa, che un nostro ragazzo l?ha invitato a mangiare un gelato.
?E cosa pensi di fare, dopo l?università??
?Se dovrà succedere, spero di morire con onore in guerra?, ha detto lui. Col gelato in mano.
Già.
Certe volte è struggente, vivere qui.
Pensa se vivessi in posti dove, al posto del nostro fiato sul collo, sentono direttamente le bombe che gli piovono in testa…

Visto? Perch? non mi ascolti? Bombarda finch? sei in tempo!
Un carico di bombe alla crema, presto!
“Freedom cake” o “Liberty pie”?
mi prende come un malore diffuso (riguardo alla domanda che poni) un malore proprio, ti vedo (?) l? che discuti, mi vedo qui muta e incazzata davanti alla tv: lerner e ferrara che parlano del sondaggio ue