
Cosa spinge, mi chiedo da anni, una persona qualunque a calunniare sistematicamente un miliardo di persone che non conosce e che comunque non gli hanno fatto nulla?
Perché c?è tanta gente che si inventa di sana pianta notizie e conoscenze sugli usi e costumi degli arabi o dei musulmani in generale al solo scopo di parlarne male?
Non si tratta di pensarla in un modo o nell?altro: io mi riferisco alla calunnia bella e buona, all?inventarsi cose spacciandole per verità.
Certo, è l?eterno meccanismo che spinge gli uomini a cercare nella realtà, a costo di deformarla o costruirsene direttamente una parallela, le pezze giustificative per le proprie nevrosi; con l?aggravante tutta contemporanea di farlo per iscritto e in forma pubblica.
Ma che nevrosi è, di quale disturbo si tratta?
Secondo me (ci ho riflettuto a lungo, sì) si tratta di pulsioni sado-maso allo sbando.
Mi spiego.
Immaginare un mondo dove centinaia di milione di persone torturano sistematicamente le donne è irrealistico. E? un delirio sado-maso.
Eppure.
C?è un luogo dove è normale picchiare le donne. Il castello di Roissy? No, il mondo arabo.
Se la tua donna non ti obbedisce, ti basta dire una parola e lei morirà di fame. Si parla di prostitute albanesi senza permesso di soggiorno? Ma no, di donne arabe.
Odiano le donne, le disprezzano, le fanno valere la metà di un uomo. Ma chi, Barbablù? No, gli uomini arabi.
E c?è gente che si inventa leggi ?del mondo arabo? (così, in generale, che paiono più panarabisti di Nasser) o scovano col lanternino i più solleticanti tra gli articoli di stampa, come fanno a Cronaca Vera, quando ti fanno un?intera copertina sulla mano sul sedere presa da un?impiegata a Frosinone.
E sembrano tanti Pauline Réage, che pure lei inventò un milione di particolari e trasfigurò un?intera classe sociale francese per scrivere Histoire d?O.
Certo, questa è una società conservatrice, ma linciare un popolo perché è conservatore mi pare eccessivo.
Si fa presto a dire o a leggere distrattamente queste cose, ma io qui ci vivo e non posso fare a meno di immaginare come sarebbe la mia esistenza se questo mondo fosse davvero come lo dipingono costoro: immagino passanti-torturatori grassi, con catene d?oro e risate sguaiate che mi picchiano per divertirsi (tanto è normale) mentre compro le melanzane, e donne sottomesse e tenute in catene (altro che le temperamentali signore che mi circondano), e mogli affamate che implorano: ?Non ripudiarmi! Farò tutto ciò che vuoi!?, lasciando cadere fiotti di lacrimoni sulle babbucce orientali del maschione che le possiede.
Un mondo di Master e di schiave, che uno si chiede come mai non sia la meta del più perverso tra i turismi sessuali, altro che la Thailandia.
L?Occidente ha sempre fatto sogni erotici sul mondo arabo: l?harem, le concubine, le danzatrici del ventre, Shehrazade.
Fantasie ottocentesche o della prima parte del Novecento, quando la nostra sessualità era più ingenua, forse, e meno desiderosa di emozioni forti.
L?immaginario erotico del 2000 si è fatto più estremo, più cruento: travestita da analisi politica, ciò che si agita sotto certe descrizioni della realtà araba è, mi pare, un?evidente fantasia sadomasochistica, sia individuale che collettiva.
Come c?è, ne sono certa, un?inespressa fantasia di stupro dietro ogni appello a strappare il velo dalla testa delle arabe.
Non dico che ci sia un sogno sadomaso dietro ogni sciocchezza detta sugli arabi: spesso c?è semplice pigrizia o conformismo: ?Lo dicono tutti, lo dico anch?io?.
Ma nei più accaniti, nei più fissati, nei più insistenti, ci deve essere per forza. Non credo esista altra spiegazione.
E forse, di notte, questi strenui difensori dei diritti di donne lontane si sogneranno in gallabiya e frustino, e queste vibranti denunciatrici di esotici maschilismi si immagineranno ammanettate a un velo.
O, più probabilmente, viceversa.
Qui in Egitto, invece, la gente si limita a rimanere sbalordita, quando racconto cosa diciamo di loro.

In effetti ? uno schifo!
Ci sono pecoroni che sono convinti che arabo, musulmano, islamico, maschilista, sfruttatore, terrorista e retrogrado siano tutte un’unica parola.
Un motivo c’?, per?: secondo me i luoghi comuni sono comuni perch? non arrivano altre informazioni all’infuori di quelle. La tv per prima, il resto dei media in coda, ci giocano molto. Troppo!
Altro che musulmani, i terroristi sono loro: tempestano il pubblico di paure e di estremismi che avranno, come unica conseguenza, il disegno di una societ? anormale, distante.
Chi non ha abbastanza intelligenza o curiosit? per andare oltre rimarr? seduto sul suo divano sicuro, nel suo paese sicuro, e, un po’ come succede con le leggende metropolitane, cercher? di esorcizzare le proprie paure allontanando ancora di pi? quel mondo, inventandosi di sana pianta religioni e culture. E continuer? a fare associazioni un po’ troppo superficiali.
mi spiace, lia, ma ti sbagli. il mondo arabo non ? solo l’egitto. la ragazza che mi aiuta in casa si chiama k, viene da un paese del marocco. a 17 anni faceva il liceo, voleva raggiungere il baccalaureat, ma suo padre e la sorella di lui, sua zia, hanno deciso che h., suo cugino, aveva bisogno di una moglie, e per giunta in italia come l’avrebbe tgrovata, una brava ragazza? allora il padre di k le ha detto: sposi h., e lei ha cercato di dire no. lui le ha chiesto: perch?, c’? un altro? se non c’? sposi h. k. ha lasciato gli studi, si ? sposata, ? venuta in italia, ha avuto una figlia. k.lavora da me e prende dei soldi, li port ad h. che li tiene e decide cosa farne. non le compra vestiti perch? lei pu? prenderli alla caritas, in chiesa, per s? e per la bambina, se lei gratta qualche euro e lui glielo trovo glielo porta via. deve telefonare ai genitori in presenza di suo marito, non pu? uscire da sola se non per andare a lavorare, quando va a prendere la bimba deve farsi accompagnare dallo zio o dalla suocera, deve portare il velo anche se non le piace, il suo abbigliamento viene ispezionato perch? sia conforme ai dettami della religione, quando sua suocera era contraria a che lavorasse ? stata minacciata di essere rimandata in marocco, mentre o, la bimba, naturalmente sarebbe rimasta col padre e con la nonna. dalle sue parti divorziare per una donna significa dover cambiare citt? per sfuggire al disprezzo. k. piange, non ? felice, ma non ha nessuna via d’uscita, tranne tornare a casa senza la sua bambina a subire il disprezzo dei parenti e dei compaesani. no, non tutte le ragazze arabe che vivono a bologna al seguito dei mariti sono messe cos?, alcune stanno meglio, fino a che sono giovani e carine, naturalmente, fino a che il desiderio, la convenienza, eccetera, sono dalla loro parte. Lia, mi spiace, tu sei al loro paese, certo conosci quelle ben adattate, forse io conosco le disadattate, le emigrate, ma non sono persone: sono animali domestici. amate, ben tenute, utili, importanti, tutto quel che vuoi, ma il padrone mette il guinzaglio al suo adorato cagnolino e lo porta a spasso dove vuole. e se non ? un buon padrone lo abbandona in autostrada prima delle vacanze. ne ha il diritto, pare. e se in egitto non ? cos?, gli emigranti magrebini in italia sono cos?. quale stima vuoi che abbia della loro mentalit?? io le curo, queste donne, da me vengono e parlano e io non parlo di loro con nessuno, sono molto rigida sul segreto professionale, loro lo sanno e si fidano, quel che mi dicono i loro mariti non lo sapranno, che aiuto posso dare loro? e quelle che non parlano francese non possono neppure comunicare direttamente con me, viene il marito a fare da interprete, quel che io dico a volte non lo traducono neppure, discutono loro con me e decidono senza consultare la donna, perch? dovrebbero farlo? mi ? capitato di tutto, quelli che vengono a chiedermi che faccia andare via il latte alla moglie perch? se allatta non pu? fare ramadan, e il bimbo ha appena quattro o cinque mesi, quelli che dopo due mesi di matrimonio e lei non ? incinta vogliono sincerarsi che sia fertile, altrimenti la rimandano a casa e se ne prendono un’altra, quelle terrorizzate perch? hanno delle macchiline sul viso dopo la gravidanza e, sa com’?, dottoressa la femme est son visage, un padre turco che mi ha portato una bambina di 16 anni con un gozzo enorme, voleva che fosse operata in fretta per poterla presentare al fidanzato, quando gli ho proposto, vista l’et? della bimba, una terapia medica che avrebbe fatto regredire il gozzo ha cambiato medico, come facevo io a non capire quali sono le priorit?? non la salute della figlia, ma il matrimonio che l’avrebbe liberato dal problema di averla sul groppone.. ah, lia, ma io queste cose me le invento? che cosa sono questa gente? non sono arabi, non sono musulmani? il problema non ? forse la religione, ma l’incivilt? di questa gente, mica me la sono sognata, credimi. Vengono tutti da me, mi portano le mogli perch? sono un medico donna e parlo francese, loro vanno da altri medici, maschi, ? chiaro. dammi una spiegazione, ti va? con affetto. cecilia
Guarda: il mondo arabo non ? solo l’Egitto, non ? solo la provincia del Marocco, non ? solo il Qatar o l’Arabia Saudita.
E questo ? il primo punto che a noi sfugge troppo spesso.
Parlare di mondo arabo ? come parlare di Europa, dalla provincia greca a Londra.
Complicato, abbracciare tutto con uno sguardo.
Poi, permettimi di essere banale: mio nonno se ne and? in Canada negli anni ’60 a fare il medico.
Gli italiani con cui si ritrov? ad avere a che fare erano degli Ufo persino per lui, che pure ne condivideva la nazionalit?… scopr?, in Canada, un’Italia di cui, in patria, non aveva mai sospettato l’esistenza.
Credi che quei selvaggi con cui lui aveva a che fare rappresentassero l’italiano medio dell’epoca? Dubito.
Io conosco le donne “ben adattate”, come dici tu usando un termine che mi piace poco, come se un arabo non meritasse l’uso del termine “borghese”.
Diciamo che io ho la maggior parte dei miei rapporti con la classe media del luogo, mentre tu vedi i pi? emarginati (anche in patria, senn? non emigrerebbero) del proletariato.
Ma rispondimi, ti prego: quando noi parliamo di Italia o di Europa, chi abbiamo in mente? Associamo il nostro paese alla sua classe media o al sottoproletariato urbano, per descriverlo a uno straniero?
Per quale motivo dobbiamo sempre comparare i nostri borghesi ai loro proletari? E se facessimo il contrario?
Se associassimo i nostri selvaggi di Rozzano ai loro borghesi di Zamalek, a che curiose conclusioni arriveremmo?
Noi abbiamo degli occhiali che ci fanno interpretare tutto ci? che vediamo facendolo coincidere con lo stereotipo.
Ma se vai a Madrid, per esempio, e parli con le infermiere degli ospedali di l?, ti racconteranno le stesse cose che racconti tu, ma a proposito delle cattolicissime gitane spagnole.
Donne che, dopo aver partorito, devono farsi rimettere i punti perch? i mariti non sanno star fermi.
Maschilismo, violenza, sfruttamento… eppure sono cattolici, loro. Sapessi quanto…
Possibile che non si sappia distinguere tra emarginazione e cultura, religione?
Poi, in mezzo al quadro di degrado che mi proponi, emergono delle cose che andrebbero, come dire, “sterilizzate” e guardate a s?.
E’ vero, per esempio, che la famiglia ha un grosso peso, qui, nel decidere i matrimoni, sia per i maschi che per le femmine.
Giusto? Sbagliato?
Non so. Diverso.
Il matrimonio, per un musulmano, ? un contratto che ha un grosso significato economico.
Nel sotto-sotto-sottoproletariato non sar? cos?, ma normalmente un aspirante marito deve investire e impegnare tutto il suo denaro nel garantire mezzi di sussistenza alla moglie PRIMA di sposarsi. Questo peso delle famiglie, in una societ? comunitaria come questa, serve a tessere una rete di protezione economica attorno ai giovincelli.
Dal nostro grasso occidente, possiamo snobbare questi costumi: ma visto da qui, ti assicuro, hanno un senso. I servizi pubblici locali non sono un gran paracadute, quindi la struttura familiare serve, e costituisce un valore condiviso, pi? che una costrizione.
Le donne vanno da medici donne, gli uomini vanno da uomini.
Vero, per quanto riguarda certe specialit?. Non il dentista, per intenderci…
Il senso del pudore, qui, ? diverso. Ed io non mi lamenterei di un sistema che fa s?, comunque, che le facolt? di medicina arabe siano frequentate da un mare di ragazze, e che quello della medicina sia uno degli sbocchi professionali femminili per eccellenza.
Perch? no?
Dobbiamo avere tutti lo stesso senso del pudore? Ma dove sta scritto?
Hanno senso del pudore anche i maschi, cosa pensi…? Preferiscono spogliarsi davanti a una persona del loro stesso sesso, e lo dicono. Capita pure a molti di noi, ma non lo diciamo.
Cosa c’? di grave?
Mi sarei terrorizzata a morte anch’io, se dopo la gravidanza avessi avuto le macchie del viso: una donna ? il suo volto anche da noi, pi? di quanto non ci piaccia pensare. Anzi, pi? da noi che da loro, spesso.
Se si terrorizza un’italiana, la troviamo simpaticamente vanitosa: se si terrorizza una marocchina, pensiamo “Poveretta!” Ma perch?? Mi pare un problema tutto nostro, questo…
Ma quanti nostri mariti ti mandano al diavolo non appena smetti di essere giovane e carina, e magari ti ritrovi sul lastrico davvero, in Italia, che non puoi nemmeno contare sul sistema di mantenimento delle ex mogli che loro, invece, si ritrovano addirittura stabilito dal Corano, pensa te.
Che, quando mi separai io, avrei dato un braccio, per applicare i versetti coranici alla mia causa di separazione, e uno di questi giorni li posto, che sono clamorosi.
Non solo compariamo i musulmani proletari ai nostri borghesi, ma li compariamo persino NON a ci? che siamo, ma a ci? che VORREMMO essere.
Una mia amica, un annetto fa, stramazz? a terra in viale Papiniano, svenuta.
Mollata dal marito con un bambino piccolo, faceva non so quanti lavori.
Il marito fa l’autista per un noto esponente milanese di AN e non paga le tasse, e non le d? una lira.
E lei si ritrova a stramazzare per strada per il troppo lavoro, in pieno centro a Milano.
Se fosse stata musulmana avremmo dato la colpa all’islam.
E’ italiana, invece: chi vogliamo incolpare?
Io discuto il modo che tu hai di mettere in ordine i vari segnali che ti arrivano da queste persone, e archiviarli alla voce “musulmani”.
Potresti archiviarli alla voce “italiani in America”, “zingari”, “sfigati”, dove vuoi tu.
Ma hai la voce “musulmani” a disposizione, e quella vale come cassonetto per tutto ci? che vediamo di brutto.
Cazzata: il 99% delle brutture che vediamo compiere da un musulmano, non sono altro che brutture per l’islam, prima che per i nostri canoni.
Quando qui dicono che il peccato dei musulmani ? quello di non seguire abbastanza il Corano, intendono proprio questo: un musulmano che non rispetta le donne, ? un pessimo musulmano. Un musulmano violento, ? un orrore di musulmano. Un musulmano fatuo che privilegia la bellezza ad altre virt? della sua sposa ? un musulmano da operetta.
Interrompere l’allattamento per il Ramadan ? una cazzata, dal punto di vista religioso: il Corano prevede che le donne che allattano, quelle incinte, quelle che non stanno bene, NON lo facciano, il Ramadan!
Tu parli di “incivilt? di quella gente”.
I tuoi emigranti saranno senz’altro incivilissimi, non stento a crederci.
Come ogni prima generazione di emigranti del mondo.
Ma i musulmani, e la loro religione e cultura, sono la cosa pi? profondamente, intrinsecamente civile che io abbia mai trovato in giro.
Lo dico io e lo dice chiunque viva qui, soprattutto se ? donna: avremmo molte cose da imparare, noi da loro.
La tolleranza e la buona disposizione verso il prossimo, innanzitutto.
rimane il fatto che della loro vita non decidono loro. fra qualche giorno posto sul blog la mia di storia. io sono nata e cresciuta con la discriminazione sessuale. leggimi, ti prego. io lo so da dentro come ?, non da fuori, cercher? di spiegarlo. la religione ? un pretesto, in italia come nei paesi arabi, solo un pretesto. lo era per me, lo ? per loro. ma credo che l’integralismo da noi stia finendo proprio perch? ci siamo ribellate all’incivilt? che portava con s?. invece nei paesi arabi non ? cos?: l’integralismo cresce. io non ho nulla contro le religioni, contro nessuna religione, contro gli integralismi invece si.
un abbraccio.
“Perch? hai scelto un altro dio?”. Questa ? la domanda pi? comune che la gente mi pone da quando mi sono convertito all’Islam. Per i pi?, Allah rappresenta ancora un’entit? affatto identificabile con il Dio dei Cristiani e degli Ebrei. Da quando mi sono convertito, improvvisamente tutti i cibi sono diventati a base di maiale o alcol. “Come farai ora senza prosciutto o un bel bicchiere di vino”. E’ come se la rinuncia a certi cibi e bevande dovesse condizionare la mia vita a tal punto che la gente presto o tardi si aspetta di vedermi morire di fame. Cosa dovrebbero dire allora i vegetariani o gli astemi? Credo che per loro ci sia maggior rispetto, in quanto non sono “usciti dai binari” della religione di stato, come me.
E’ proprio vero, cara Lia, “musulmano” ? diventata una brutta parola, da pronunciare a sproposito quando si vuole indicare qualcosa di negativo. Adesso che siamo in periodo di Ramadan, il mio digiuno viene interpretato addirittura come un’offesa, specialmente la domenica. Sai com’? la famiglia a Napoli, il rag?, la pastarella, ma tutti quanti insieme a tavola, mi raccomando. E la mia famiglia non ? nemmeno napoletana d’origine.
Quando sono stato in Egitto, e tu puoi capirmi, non sono certamente morto di fame, anzi il mio stomaco a volte ha dovuto dire basta, con giusto disappunto dei miei ospiti, sia proletari che non (l’ospitalit? non conosce classi).
Salutoni,
Francesco
“rimane il fatto che della loro vita non decidono loro”… ma “loro” chi…????
Chi sono, “loro”?
Le donne arabe in generale?
Le musulmane in generale?
Le tue pazienti?
Le donne emarginate in generale, che siano del Cairo o di New York?
Non capisco il “loro”, e non e’ una provocazione… proprio non lo capisco.
Se intendi dire “le arabe”, io ti rispondo che ti sbagli. Considerare la popolazione femminile dei paesi arabi come una massa di povere decerebrate obbedienti e’ un pensiero troppo maschilista per poter provenire da una donna.
Ti sbagli, davvero.
Ho gia’ postato diversi interventi di femministe arabe (qui, per esempio: http://www.ilcircolo.net/lia/000020.php) che rifiutano radicalmente discorsi come quello che fai tu, e se vuoi te ne posto ancora.
Perche’ ci tengo a ribadire che, semplicemente, le donne non sono delle cretine imbelli. Nemmeno se sono arabe, giuro.
E non c’e’ femminista musulmana che sposi teorie di questo genere. Al contrario: sono le prime a cercare di sfatare questi malintesi.
Solo che, ironicamente, i nostri femministi non le ascoltano…:)))
Va’ che e’ il colmo.
Se mi accetti un consiglio, sta’ attenta all’effetto transfert. A noi viene naturale associare l’islam al piu’ oppressivo dei cristianesimi, o credere di capire le donne arabe associandole ai nostri trascorsi di discriminazione.
E’ una pista falsissima, te lo giuro. Sovrapporre il nostro vissuto al loro e interpretarle col nostro metro e’ il miglior sistema per non capire nulla.
E’ il piu’ classico e comune degli errori.
Comunque, c’e’ una cosa che hai detto ieri che mi era sembrata troppo strana, e oggi mi sono consultata con le colleghe.
“..quelli che vengono a chiedermi che faccia andare via il latte alla moglie perch? se allatta non pu? fare ramadan, e il bimbo ha appena quattro o cinque mesi.”
Be’, e’ curioso. Oggi mi hanno spiegato che si puo’ fare Ramadan anche se allatti, con le precauzioni del caso. E’ del tutto facoltativo, quindi non c’e’ nessun motivo per interrompere l’allattamento.
Anzi…. forse sbaglio (io non allattai, all’epoca, quindi non ho esperienza diretta e non mi ricordo come funzionava la cosa) ma a me sembrava che interrompendo l’allatamento arrivassero le mestruazioni.
Be’, se non ricordo male e hai le mestrauzioni NON PUOI fare Ramadan. Proibito. Si ritiene che indebolisca troppo, quindi non si fa. Al limite, recuperi il digiuno in un secondo momento.
Ripeto: se allatti, puoi fare il Ramadan, anche se e’ facoltativo.
Se hai le mestruazioni, non lo puoi fare e basta.
Questo dice il Corano, e me lo hanno spiegato 20 colleghe egiziane, oggi.
Mi viene il sospetto che ti dicano qualche cazzata, di tanto in tanto, approfittando del fatto che gli italiani credono a qualsiasi stranezza, quando si tratta di islam.
Tu puoi giurare al 100% che la signora in questione, anziche’ essere una povera mamma strappata al figlioletto dal marito fanatico (bah…), non fosse una semplice signora stufa di allattare a cui e’ parso piu’ semplice mandare avanti il marito, anziche’ chiedertelo direttamente rischiando di passare per madre degenere…??
Io ci penserei su, anziche’ ipotizzare immediatamente il mostro nel povero musulmano baffuto che hai davanti.
L’islam, comunque, e’ la religione del possibile, a differenza del cristianesimo.
Tutte le regole dell’islam vanno rispettate solo se E’ POSSIBILE e se le circostanze lo consentono.
Tra il rispetto della regola e il rischio per la salute, l’islam dice chiaramente che si deve privilegiare la salute.
Fosse pure mangiando maiale, se non c’e’ altro, o bevendo alcool, se le circostanze lo impongono.
Figurati il Ramadan per una madre….!!
Comunque leggero’ volentieri la storia che posterai.
Del resto, ti leggo sempre piu’ che volentieri…:)
In effetti, Francesco, non riesco ad immaginare cosa piu’ dura e difficile del vivere da musulmano in Italia, per giunta da convertito, senza nemmeno un tessuto sociale musulmano attorno che faccia da sostegno.
Ti perdi tutte le cose belle, mi sa, e ti sciroppi tutte quelle brutte….
Non ti invidio, e hai un bel coraggio…
ineffetti e strano che questo tipo di associazioni venga immediato per alcuni con gli arabi e non stranamente verso i cinesi che nell loro corollario di millenaria saggezza dicevano “quando torni a casa picchia tua moglie,, tanto lei sa il perche'” o dove tuttora n figlia femmina e considerata una disgrazia,,, e tuttora in alcune regioni (forse ) eventuali nasciture femmine primogenite vengo soppresse(teoricamente lo stato moderno cinese dovrebbe aver abolito questa pratica ,,ma dopo da vedere se sia sopravissuta o meno nella cina piu rurale)
E strano dicevo che lo stesso meccanismo quindi non avenga nei loro riguardi
Ma solo in salsa araba
grazie a lia e a cecilia, sto imparando un sacco di cose (anche che senza urlare si capisce meglio) i blog sono una cosa preziosa!
Scusate,
se le donne dei paesi arabi stanno cos? bene come dite, allora che cos’? l’infibulazione?
Forse abbiamo per anni frainteso e si tratta di un gentile omaggio?
Mi risulta che ci sia ance nell’apertissimo Egitto.
E poi leggete qui:
Una rivoluzione a met?
In una societ? che ancora le discrimina, le donne egiziane cercano un alleato nelle nuove tecnologie. Ma la strada ? decisamente lunga
http://www.cultur-e.it/content_s.asp?subc=883
ciao
fede