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E’ che non è facile essere stranieri, qui.
Se, per esempio, ti serve un medico o un veterinario a domicilio a un’ora insolita, devi più o meno rassegnarti a farti venire a casa il primo che ti capita.
Siccome, poi, uno non sa bene cosa aspettarsi e, soprattutto, non è molto sicuro di cosa sia normale in Egitto e cosa no, la confusione è grande e le possibilità di passare per cretino completo sono quasi illimitate.

Come quella volta, per esempio, che nel mezzo della notte il mio collega di ieri aveva la febbre a 40/41 e la sua fidanzata chiamò il pronto soccorso dell’ospedale più vicino e chiese con urgenza un medico.

Gli si presenta questo signore gentile e con l’aria competente. Visita il malato e, con aria preoccupatissima, dichiara che bisogna assolutamente fargli scendere la febbre.
“Vada a riempire la vasca da bagno di acqua fredda!” ordina alla giovane fidanzata del collega.
Lei, un po’ perplessa, obbedisce, ed entrambi spogliano nudo (“Uh! Nudo?” “Sì, nudo. Ero stupita pure io.”) il povero collega semi-incosciente, confuso e tremante per la febbre, e lo buttano nella vasca.
L’acqua si scalda, il collega non migliora, l’allarme cresce e il medico decide di passare alla doccia.
Il collega non sta in piedi.
Il medico si toglie le scarpe, la camicia, i pantaloni e, prima di togliersi le mutande, chiede: “Permesso?” alla collega che, sempre più spiazzata e preoccupata, annuisce.

Vanno entrambi nudi sotto la doccia, col collega che protesta, barcolla e sta male e il medico che lo sostiene e cerca di dirigergli addosso il getto dell’acqua.
“Signorina, mi aiuti!” invoca il dottore nudo mentre il collega gli precipita a terra.
La povera ragazza è confusissima: da una parte le pare decisamente strano che il medico e il fidanzato siano entrambi nudi nella vasca a schizzarsi reciprocamente l’acqua addosso, dall’altra è preoccupatissima per il fidanzato che pare un moribondo in ebollizione.
Alle tre di notte, non è nemmeno molto sicura di stare vivendo la realtà anzichè un incubo.
D’altra parte, il medico pare deciso, competente ed abnegato, quindi lei si rimbocca le maniche della camicia da notte e fa il suo ingresso nella vasca.

Ora sono in tre a cercare di mantenersi in equilibrio in una vasca da bagno sotto il getto della doccia fredda: due nudi e una vestita ma con la camicia da notte bianca totalmente zuppa, e sostengono il malato che bestemmia come un pazzo, non si sa se per la febbre, per l’acqua o per le circostanze, e la situazione è caotica, i movimenti sono impacciati e si scivola.
“Ma si tolga la camicia, signorina!” urla il medico nudo, seccato.
Lei, tutta presa dal compito, sta per togliersela quando il malato, in uno sforzo sovraumano di lucidità, urla nella loro lingua: “NON TOGLIERTELA! Per l’amor di Dio, tutto ma non rimanere nuda!!!”
Lei riabbassa la camicia, spiega in arabo che la manterrà addosso e così continuano, ancora per un po’, a starsene tutti assieme sotto l’acqua.

Alla fine tirano fuori il collega, lo riasciugano e lo mettono a letto.
Il medico, ancora nudo, si trattiene un po’ per controllargli la febbre. Rimangono lì a chiacchierare, la ragazza e il dottore, lui seduto per terra in bagno, sempre nudo e a gambe incrociate, lei che si asciuga come può.
Intanto il collega ha il termometro, pare stare un po’ meglio e, effettivamente, la febbre è scesa.

Il medico è soddisfatto: si riveste, saluta compito, promette di ripassare l’indomani e se ne va.

Di giorno, le cose appaiono sempre diverse: con il collega che sta molto meglio, si fa strada il dubbio che la nottata appena trascorsa sia stata più stravagante del dovuto.
Gli amici assicurano che no, un medico arabo non si sogna, generalmente, di lavorare nudo e di invitare anche gli altri, specie se donne, a spogliarsi.
E’ grave, in Egitto, starsene nudi davanti alle signore.
Chi diavolo era, questo qui?
Richiamano in ospedale e vengono a sapere che, in realtà, il tale dottor Hassan Nonsocosa è un loro ex medico, licenziato per “comportamenti poco corretti”.
E come ha fatto ad arrivare a casa loro?
Sarà stato in combutta col centralinista del pronto soccorso, non c’è altra spiegazione.

Quando il nudista si ripresenta a controllare il suo paziente, viene scacciato in malo modo e se ne va, dispiaciuto e spaventato.

E’ passato qualche mese, da allora, ma la mia amica non sa ancora bene cosa pensare: “Sì, ok, lui si è comportato male perchè non era dell’ospedale e si è messo nudo. Però devo dire che l’ha guarito, il mio Pedrito, e che con me si è comportato più che correttamente, senza minimamente provare a sfiorarmi e senza farmi pesare la sua nudità.”

Boh.

(Comunque anche il veterinario di ieri sera era stranino, sì.)