Dopo il tizio (o la tizia) che si è messo/a a sfrugnare nell’ambiente professionale di Traina alla ricerca di nomi di cui abusare, adesso è il turno di quello che invia le email ai capi di Dotcoma per “avvisarli” del fatto che ha un blog.
Io, la tentazione di mettere il mio nome e cognome sul blog l’ho avuta diverse volte: trovo un po’ stupido, per esempio, essere forse l’unica tra gli autori di articoli apparsi su Kelebek a firmarsi col solo nick.
Poi però ci penso meglio e me la faccio passare, la tentazione: da una parte, io racconto il mio Egitto a partire dalle cose che vedo e dalla gente che mi circonda. Non è il caso di dichiarare indirettamente anche l’identità di studenti, colleghi, vicini e conoscenti.
E poi, essendo già incappata in personcine di questo genere in passato, non vedo perchè si debba fare un favore ai paranoici e agli squallidoni facilitandogli il compito.
Tira una brutta aria, comunque, e credo che il numero di quelli che firmano il proprio blog con nome e cognome per semplice chiarezza, e non per lavoro, sia destinato a calare parecchio.
Come quando, in certe città, sulla targhetta del citofono ci metti un numero e basta, ché non hai voglia di fare sapere a vicini e passanti che ti chiami Maria Rossi.
(La faccenda l’ho appresa leggendo Gaspar Torriero.)

ciao Kelebek,
ma vivi in Egitto – o sei un’egiziana che vive in Italia? Un saluto, Massimo
Sono questioni delicati. Pare che c’? gente in giro che a voglia di giocare a Sherlock Holmes. Penso che ? essenziale di dividere un po’ la vita reale di quella virtuale, ? che esiste anche il diritto di poter farlo.
Uh, no, Kelebek non sono io! Mica mi dispiacerebbe, pensandoci… Kelebek ? il bravissimo Miguel Martinez (http://www.kelebekler.com/) che, un paio di volte, ha pubblicato qualcosa scritto da me.
Io sono un’italiana felicemente (almeno per me) adottata dall’Egitto.
Ciao :)
Contadino, tu sei un saggio. Lo penso da tempo.
Saggio solo in modo virtuale ;-)
Credo di aver capito cosa si nasconda dietro a tutto questo.
Insomma, ci sarebbero i soliti baccelloni dell’Invasione degli Ultracorpi che si sono aggiornati e hanno trovato il modo di sfruttare l’energia virtuale del web: tuttavia, dato che non sono in grado di attingervi direttamente, per riuscire nel loro intento hanno bisogno di interfacciarsi con alcuni esseri umani pi? deboli di spirito, e quindi pi? facilmente attaccabili.
Una volta debitamente imbaccellate, le disgraziate creature vengono totalmente asservite alla Rete, vivono solo della Rete e, tanto per uscire dalla propria miseria, si autoconvincono di essere tanti protagonisti di Matrix (che volete, un baccellone fa meno trendy).
Oltre a fargli pompare l’energia virtuale, ogni tanto vengono incaricati di infastidire gli umani meno imbaccellabili, che potrebbero dar noia ai loro padroni alieni. Imbaccellati come sono, per?, in genere non vanno al di l? di questo tipo di tentativi.
E’ proprio cosi’!!!
Bellissima. Questa la riciclo alla prima occasione. :>