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Che la Lira egiziana fosse eccessivamente svalutata, si sapeva.
C’è stato un momento, a Gennaio, in cui la banca ti dava 720 LE per 100 euro mentre al mercato nero ne pagavano 880/890.
Secondo l’economista straniera del piano di sotto (io vivo in un condominio interessantissimo, santo cielo) tanta caccia all’euro era destinata a finire da tempo e, prossimamente, la moneta egiziana non potrà che rafforzarsi.

“Io lo dicevo, dai! Lo chiedevo a Mahmood: ma dove li mettete, tutti questi euro?? Qui sono arrivati a un punto in cui gli euro devono essergli usciti dagli occhi: ci sono turisti dappertutto, il Canale di Suez va che è una bellezza, il petrolio è alto… e basta, quindi, accaparrarsi euro non ha più senso. Poi è cambiato il governatore e quello nuovo vuole, giustappunto, stroncare il mercato nero. E poi, novità, la gente comincia ad avere bisogno di Lire egiziane. Per comprare casa, per esempio, che questo è un momento d’oro e pure io sto pensando di comprarmene una. Quanto hai detto che offriva oggi, lo spacciatore di valuta, per 100 euro?”
E l’aspirante venditore di euro, malinconico: “780”.
“Passami il giornale, va’, che vediamo la quotazione in banca”.

La quotazione in banca, io la vedo su internet grazie a questo bellissimo apparecchietto web: 766,53.

Ora, dico io: ma chi è quel pazzo di proprietario di euro che si mette a cercare un cambista, prendere cinematografici appuntamenti a un angolo di strada, raggiungere l’angolo di strada in questione attraversando in taxi la città etc. etc. per prendere 780 euro invece di 767?
Ma dai, non ha senso.

Il che vuol dire che finisce un’epoca, qui al Cairo.
Centinaia di compassati funzionari provenienti da tutta Europa torneranno a fare la coda alla Bank of Cairo, come si conviene alle persone serie, e la pianteranno di contare, furtivi, enormi mazzette di polverose banconote locali sotto i lampioni.
La comunità straniera esce dal tunnel dell’illegalità e, tutto sommato, è giusto così.
Anche se, più che altro, stasera vorrebbe semplicemente piangere, povera comunità straniera.

Per me non è affatto una buona notizia, come è intuibile: se l’euro vale meno, io divento più povera.
Per l’Egitto, invece, la notizia è ottima.
E’ stata una svalutazione da piangere, letteralmente, e i miei studenti conoscono il prezzo del pane e sanno di quanto è aumentato quest’anno.
Non è bello, che i tuoi alunni siano al corrente del prezzo del pane. Fa impressione.

Io non capisco niente, di economia, e questo è più o meno tutto ciò che so riferire.
Di egiziani, invece, comincio a capirne qualcosa. E, oltre ad essere contenta per la valanga di turisti, il bel canale di Suez e il petrolietto che rende, so anche per certo che la loro vena di astuti mercanti ha già trovato un altro giocattolo con cui sostituire l’euro: il dinaro iracheno, sì.
E ci sono i giornali che si sgolano: “Smettetela di comprare dinari iracheni in attesa che l’Iraq migliori! Occhio, che rischiate un bagno clamoroso e tutti i vostri risparmi, lasciate perdere!!”
Già. Valli a convincere tu.
C’è veramente da sperare che ‘sto dinaro iracheno riprenda le forze, in futuro. Che, altrimenti, qui ci ritroviamo con mezzo Egitto sul lastrico.