Una si spaventa anche

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Ha fatto capolino la collega del piano di sotto, poco fa.
Sta meditando di aprire un blog (in spagnolo) e mi ha detto che aveva appena guardato il mio. Mi ha chiesto lumi.

“Guarda, è una cosa strana” le ho detto io. “Ti faccio dare uno sguardo a qualche email che mi è arrivata.”
Ha guardato e ci siamo guardate.
“Una direbbe che è l’unica in italia a dare certe notizie.”
“Già. Che gli arabi mangiano e dormono, per esempio.”
“Sì. O che si arrabbiano. Sono felici. Piangono.”
“Si innamorano.”
“Starnutiscono.”
Non ha occhi, un arabo? Non ha un arabo mani, organi, membra, sensi, emozioni, passioni?”
“Una trova l’inedito dove meno se lo aspetta.”
“Un nuovo genere letterario, ‘l’umanizzazione dell’arabo’.”

Va detto, ecco.
Io sono contenta quando il mio blog riceve un complimento, ma non è una buona notizia che la normalità di un paese arabo possa sorprendere qualcuno.
E’ agghiacciante, piuttosto.

Ricevo via email un delirio firmato da Ida Magli, uscito su Il Giornale del 24 marzo. “L’Europa in trincea”, si intitola. Non lo vedo online.
Posso spedirlo, se qualcuno vuole dilettarsi leggendo cose tipo:

” [...] I musulmani una volta giunti al potere (sia attraverso i
rituali europei delle elezioni con tutti gli immigrati, sia con la paura di
una puntualissima strage se non si farà quello che essi
vogliono), islamizzeranno l’Europa. Distruggeranno altari, chiese,
affreschi, statue perché qualsiasi rappresentazione è vietata. Giotto,
Raffaello, Michelangelo che sia. Saremo costretti a diventare musulmani
perché essi hanno l’obbligo di convertire gli infedeli, e del dialogo
interreligioso non sanno che farsi.

Ma è pazza?

Ma poi, lasciando perdere la fantapolitica dell’Europa islamizzata e altre amenità, ma come si fa a conciliare simili deliri con l’evidenza?
A me pare che sia famoso, il patrimonio artistico dell’Egitto e del Medio Oriente tutto.
Altari di ogni credo, e chiese, affreschi e statue.
Dalla notte dei tempi.
Una, da qui, legge certe cose e immagina che, in Italia, spruzzino l’LSD nell’atmosfera.
Pensa se lo portassi ai miei studenti, un articolo del genere: altro che invaderci, cercherebbero di scappare dall’altro lato del pianeta. Che i pazzi fanno paura, altro che balle.

Per riprendersi da tante emozioni, ieri questo blog se ne è andato a passeggio ed ha comprato una lampada a forma di stella.
Tornando a casa in taxi, questo blog è miracolosamente scampato ad uno scontro frontale con una macchina che è sbucata a tutto gas e contromano dalla curva che immette nella piazza in cui abita.
Mi informano che la frenata del taxi si è sentita fino al terzo piano.
Questo blog ha quindi pensato che, effettivamente, gli arabi possono suscitare seri e fondati timori. Quelli al volante, dico.
Mentre beveva una corroborante birra per riprendersi, poco dopo, questo blog faceva sue le sagge parole della collega che è qui da più tempo: “In Egitto, finisci col credere in Dio. Altrimenti non ti spieghi come facciano, questi incoscienti, a non ammazzarsi in incidenti mille volte al giorno.”
(Pensa che scoop. “Oscura morte in Egitto di una blogger italiana travolta da una Fiat 124. Non si scarta l’ipotesi attentato.”)

Questo articolo è stato pubblicato in Egitto e Medio Oriente, giornalismo cialtrone e ha le etichette , , , , , , . Aggiungi ai preferiti: link permanente. I commenti ed i trackbacks sono attualmente chiusi.

Comments Closed

20 Commenti

  1. Pubblicato 27 marzo 2004 alle 16:42 | Link Permanente

    Siria, 1997. Con il mio compagno ed una guida autista percorriamo un’”autostrada” da Aleppo all’interno della Siria.
    L’autista decide di fare inversione ad U, pare sia normale.
    La macchina, una Peugeot apparentemente in buone condizioni, a met? dell’inversione decide bene di spegnersi, bloccando le corsie di sorpasso nei due sensi.
    Mi sento morire. L’autista, imperterrito, afferma “se Dio vuole, non ci ammazzeremo”. E non ci siamo ammazzati. Da allora sono pi? fatalista, e felice. Quell’autostrada siriana mi ha cambiato la vita in meglio.

  2. Pubblicato 27 marzo 2004 alle 17:12 | Link Permanente

    Ti ho scoperto solo da pochi giorni. Grazie per l’ossigeno. J.

  3. k.
    Pubblicato 27 marzo 2004 alle 20:28 | Link Permanente

    (((Quell’autostrada siriana mi ha cambiato la vita in meglio.))
    Ne sono felice, spero che l’abbia cambiata anche all’autista. Non voglio dire, certa informazione dalle nostre parti ,senza arrivare alle paranoie di Ida Magli, quando parla di arabi generalizza, spesso con una buona dose malafede. Compensare utilizzando certi toni apologetici, forse ? inevitabile. Mi chiedo per? se non sarebbe forse ancora pi? utile adottare una visione un tantino pi? critica. sar? anche dolce lasciarsi conquistare dalla calca festosa del Cairo, dalle atmosfere sognanti cariche di storia e di cultura, ma datevi anche una svegliata. Anche te Lia a volte, pi? che una donna che vive e lavora in Egitto, me pari una pensionata in crociera!. MooOlto pittor’esco. Ciao

  4. lia
    Pubblicato 27 marzo 2004 alle 21:09 | Link Permanente

    Come diceva il saggio: se non ti piace, non leggere.

  5. Pubblicato 27 marzo 2004 alle 22:12 | Link Permanente

    K: sei andato/a troppo in l?. Semplicemente, una similitudine di esperienza. La visione critica l’ho avuta. A te non ? mai capitato nulla che ti ha cambiato ? In meglio o in peggio ? O sei rimasto/a come eri in origine ? Io, fortunatamente, ho avuto un’evoluzione, che ? passata anche da alcune prese di coscienza. Che una di queste sia avvenuta, in modo del tutto fortuito, in Siria, ? un caso. Ed un caso ? che assomigliasse a quanto scritto dalla padrona di casa. Detto questo, corro a mettere la sveglia.

  6. lia
    Pubblicato 27 marzo 2004 alle 23:32 | Link Permanente

    Pensa che, a me, la vita ? cambiata un giorno mentre guardavo delle arabe che mangiavano un panino sulla spiaggia.
    Giuro, eh.
    Mica scherzo.
    Fulminata da un panino, che ? pure assai poco romantico, detta cos

  7. marcoc
    Pubblicato 28 marzo 2004 alle 11:37 | Link Permanente

    Magari un giorno ce la racconti, questa.
    Ciao.

  8. Pubblicato 28 marzo 2004 alle 11:53 | Link Permanente

    Fantastico, effettivamente non pensavo che gli arabi mangiassero, andassero al cesso e facessero tutte le altre cosine che fanno i popoli “normali”. Cavolo ma davvero le cose stanno cos?? E allora che ho pensato fino ad oggi? Dimmi, ma sinceramente per favore, qualche volta ridono? Eppoi ti augurano buona domenica come faccio io? Comunque a parte tutto, ti garantisco che avere una finestra come quella che tu tieni aperta per noi, che si affaccia da l? a qui, ti lascia cose su cui riflettere e anche molte. Ciao Arthur

  9. lia
    Pubblicato 28 marzo 2004 alle 12:12 | Link Permanente

    Ovviamente, la maggior parte degli arabi ti augura ‘buon venerd?’.
    (Tutto, bisogna spiegargli!)

  10. Pubblicato 28 marzo 2004 alle 12:29 | Link Permanente

    E dell’uso dei clacson o del braccio fuori dal finestrino come “freccia” non ne parli? Io a suo tempo minacciai il tassista di rallentare la sua folle corsa. Poi, capii che in questo modo rendevo pi? probabile l’incidente (sarebbe stato l’unico a guidare in modo “innaturale”). Ed allora strinsi i denti e chiusi gli occhi. Inshallah! ;-)

  11. Pubblicato 28 marzo 2004 alle 15:56 | Link Permanente

    Io ho lavorato con Algerini, Marocchini e Giordani (Israeliano a parte). Ed ho toccato con mano, qualore ve ne fosse bisogno che i pregiudizi sono nelle nostre teste e BASTA.

    Che il razzismo ? figlio dell’ignoranza che nulla a che fare con i titoli di studio.

    Che la paura dell’altro inizia dal nostro vicino di casa.

    Che io conosco Modenesi che guidano peggio del peggior autista arabo…e dicono di avere una guida sportiva!!!

  12. Pubblicato 28 marzo 2004 alle 19:31 | Link Permanente

    Fuori tema, ma in tema.
    Lia, leggiti l’articolo di Gideon Levy su Haaretz o su Refuseniks.
    Una boccata d’ossigeno.
    Ciao,
    Gianna

  13. Pubblicato 28 marzo 2004 alle 21:40 | Link Permanente

    Una fiat 124! :-) Nooooooooooooooooooo!

  14. Pubblicato 28 marzo 2004 alle 21:43 | Link Permanente

    ciao. Si, che il cosiddetto occidente non abbia ancora scoperto che “gli arabi” sono persone perlopi? minate dal tarlo della normalit? l’avevo iniziato a capire quando mi innamorai di un maghrebino di ginevra, uomo di teatro pressoch? nonscolarizzato e con una cultura “di sinistra” levantina che non avevo mai conosciuto. Allora leggevo jeune afrique e ho cominciato a cogliere come siamo visti ” da fuori”. Questo tuo blog mi riporta alla bellezza di questa scoperta. :-)

  15. Pubblicato 28 marzo 2004 alle 23:37 | Link Permanente

    E’ inutile loro sono proprio cos?: fatalisti. L’unica cosa da fare per loro ? abbandonarsi agli eventi. Del resto ricordo male o Islaam vuol dire “Io mi arrendo” [a dio]? Non ? un concetto bellissimo, in realt

  16. Alberto
    Pubblicato 28 marzo 2004 alle 23:51 | Link Permanente

    Il “delirio” in versione integrale:
    http://www.sspa-ue.it/articolo.asp?id_articolo=2677&id_testata=51

    Sto cercando di elaborare i molti spunti di rflessione che il tuo sito mi sta fornendo. Spero di riuscire presto a raccontarli.
    Per ora mi limito a ringraziarti per “la finestra”

  17. lia
    Pubblicato 29 marzo 2004 alle 00:23 | Link Permanente

    Ecco: il famoso fatalismo arabo ? un tema su cui, qui, ci si scervella in diversi. E si sposa all’eterno (tra noi, qui) dibattito “Similitudini e differenze tra mondo arabo e America Latina”. Tema che mi interessa parecchio, tra l’altro.
    Ci far? una decina di post, temo. :)

  18. lia
    Pubblicato 29 marzo 2004 alle 00:35 | Link Permanente

    Gianna: stupendo. Va tradotto. Se ho un pizzico di tempo mi cimento, a meno che non venga pubblicato anche da noi.
    Grazie. Meno male. :)

    Melu: la via amorosa alla conoscenza tra popoli ? sempre la migliore, ne sono certa da anni. :)

    Qua: provveder? a farmi investire da macchine di maggiore… uhm, ‘impatto’ non va bene… ‘spessore’ men che meno… vabbe’, mi hai capito.

  19. Sara
    Pubblicato 25 aprile 2004 alle 22:25 | Link Permanente

    Ciao trovo il tuo blog molto interessante ed originale…che per caso riesci a dare anche consigli ad una ragazza italiana innamorata persa di un arabo…che non capisce quanto lo ama??? Si ? un po’ contorta detta cos?.. :-)

    Comunque complimenti davvero!!!!

  20. lia
    Pubblicato 26 aprile 2004 alle 00:10 | Link Permanente

    Ciao, Sara. Grazie per i complimenti.
    Temo, per?, di non avere l’esperienza adatta per dare consigli d’amore italoarabi: io, ahim?, sono innamorata di un altoatesino.
    Giuro, eh. :)

Un Trackback

  1. Scritto da Wash it on post il 1 aprile 2004 alle 14:42

    Terroristi con la gnocca in leasing

    Aggregatore analogico di politica via blog

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