
Sconvolta, come tutti, da ciò che è successo in Ossezia, ho provato il legittimo desiderio di informarmi nella mia lingua e sono andata sul sito di Repubblica.
Ed ho dovuto stropicciarmi gli occhi: a partire dal titolo, il commento Democrazie sotto attacco di Ezio Mauro è una piccola perla e merita di essere conservato per chi, un giorno, vorrà studiare la trasformazione dell’Italia in un confuso agglomerato di odio approssimativo ed isteria.
L’essere umano ha bisogno di parole che siano veicolo di significati collegati alla realtà, al mondo che ci circonda, alle esperienze che viviamo.
Quando il linguaggio divorzia dalla realtà e le parole rinunciano a razionalizzare l’esistente ripiegando verso la pura verbalizzazione dell’immaginario di chi le usa, ciò che facciamo è delirare.
Semplicemente.
Quando questo accade a partire dai mezzi di comunicazione di massa, e con la frequenza con cui accade in Italia, un paese non può non impazzire.
Mauro afferma:
È nuova la sfida di questo terrorismo islamico che si carica in Ossezia di significati ceceni, uccide Quattrocchi e Baldoni in nome dell’Iraq, minaccia la Francia per il velo. Ma ovunque, replica la stessa condanna totale e definitiva al nostro modo di vivere, ad un sistema di regole, di valori e di diritti che chiamiamo Occidente, a ciò che ha saputo vincere i totalitarismi europei: la democrazia.
No.
Non c’è nulla di nuovo in ciò che hanno fatto i ceceni, tanto per cominciare: è da quasi dieci anni che usano la tattica di prendere migliaia di ostaggi (prima si dedicavano agli ospedali) e che tale tattica si conclude in un bagno di sangue fatto di centinaia di vittime.
E ci vuole un salto mortale logico di notevole portata per trasformare una lotta secessionista (in Cecenia) e una guerra contro un’occupazione straniera (in Iraq) nella bizzarra preoccupazione verso il “sistema di regole, di valori e di diritti che chiamiamo Occidente” che – il buon senso mi dice – non potrebbe essere più lontano dalle preoccupazioni quotidiane di coloro che vivono in Cecenia o in Iraq e che sono in ben altre faccende affaccendati.
Tantomeno capisco come si possa identificare questo benedetto sistema di valori democratici con la Russia, per esempio, o con l’indesiderata presenza di stranieri in Iraq.
Che rapporto ha la politica russa in Cecenia con i valori delle democrazie occidentali?
Cosa c’entrano questi valori con gli iracheni, quando lo stesso Mauro, due righe più sotto, insiste nel considerare sbagliata la guerra in Iraq?
Quale logica lo spinge a dire che i valori democratici degli USA o dell’Europa sono l’obiettivo di azioni terroristiche compiute in nome dell’indipendenza di un paese o della ritirata di truppe straniere sbarcate in un altro in nome di menzogne e, di nuovo, di stravolgimenti della realtà?
Mi pare che Repubblica, e non solo lei, cerchi un contraddittorio con una politica che osteggia adottando, però, lo stesso lingaggio irrazionale che è alla base di tutta la sua impalcatura ideologica.
Come se uno dicesse all’altro: “No, guarda, tu non sei Napoleone. Io sono Napoleone. E adesso discutiamo.”
Siamo a posto.
Io sono una cittadina turbata che, di fronte a notizie sconvolgenti, cerca negli opinionisti delle indicazioni razionali che mi permettano di decifrare gli eventi e di interpretarli con l’arma della lucidità.
La nostra stampa ha rinunciato a questa funzione, mi pare: dirigono il coro delle emozioni e se ne fanno voce cantante. E quanto più le emozioni sono vaghe, confuse, indistinte, più loro se ne fanno interpreti.
Si è capovolto il rapporto con gli opinionisti: se anche io, lettrice, mi rivolgo a loro in stato di lucidità, vengo sommersa dalla loro confusione concettuale, linguistica, emotiva. Avrei giurato che il rapporto dovesse funzionare al contrario: che bisogno abbiamo di cercare (e pagare) le opinioni di chi urla e piange più di noi, o di chi si rivela più illogico, più confuso?
Questo blog non sopporta di sentirsi sull’orlo della Terza Guerra Mondiale; non trova che sia una sensazione sana.
Ha chiuso la pagina di Repubblica, quindi, ed ha aperto quella, a pagamento, de El País.
Lì ha trovato un editoriale pacato, lucido e razionale di un signore consapevole di essere un professionista dell’informazione e non un passante sconvolto. Con un oggetto concreto e pertinente (i fatti su cui volevo ascoltare pareri) e non vago e indistinto (il solito Scontro tra civiltà, ormai elevato a prezzemolo giornalistico.)
Un editoriale condivisibile o meno, certo, ma in cui le parole vengono usate in modo pertinente e il discorso è privo di salti logici.
Profondamente sollevata da tanto ritrovamento, questo blog ha salvato l’editoriale e lo mette a disposizione degli studiosi del futuro, in modo che possano compararlo con ciò che appare su Repubblica.

Chissa’ se Mauro si accorgere di dire paro paro quello che ha detto georgdabliu, a cui questa cosa del noi e loro pare molto reale visto il suo integralismo religioso. Detto questo, un altro editoriale ragionevole io l’ho trovato qui: http://www.nytimes.com/2004/09/04/opinion/04sat1.html
Cara Lia, mi hai tolto le parole di bocca sul caso di Ossezia. Ti ringrazio inoltre per l’incoraggiamento. Cos’? ?er? il feed e la blockbar? Sono novellino sai…
Bel post, Lia. Anch’io sono inorridito leggendo l’editoriale di Mauro. Fa parte di questa logica del terrore, del far credere di essere solitamente sotto attacco. La stessa logica che mostra – con tutte le riserve del caso verso certi linguaggi propagandistici, beninteso – Moore negli States. La stessa logica che stava nelle parole di Goering al processo di Norimberga.
Grazie Lia per questo tuo post, anch’io, che fino a un anno fa leggevo sempre Repubblica con grande interesse, comincio ad essere infastidito da questa loro linea editoriale che consiste a esprimere il maggior numero di idee discordanti nello stesso giornale; a scrivere tutto e il contrario di tutto per essere sicuri che tutti trovino qualcosa con cui essere d’accordo; a pubblicare editoriali che criticano il modo in cui vengono scritti gli articoli. In effetti l’articolo spagnolo da te riportato ? molto buono; spesso si trovano buoni spunti nella stampa spagnola, ed a questo proposito volevo consigliare a te e ai tuoi lettori questo blog: http://librodenotas.com/ che raccoglie quotidianamente gli articoli migliori in lingua spagnola.
Non so…nel caso del Dubrovka avevo interpretato il fatto come un “segnale” statunitense alla Russia per far cambiare la sua posizione riguardo all’Islam.
In questo caso ammetto di essere un p? confuso pure io…attendo di capire meglio…ad ogni modo ? assolutamente chiaro che chi fa ridicoli “pastoni” a la “Scontro di Civilt?” non mostra certo grande “seriet?” (e a mio avviso, se ? un giornalista, mostra pure “malafede”), quindi concordo con la tua analisi (almeno credo che sia pi? o meno questa, no?)…
Ad ogni modo l’Occidente non esiste…? una “favoletta”…la cultura e la societ? europea ha ben poco da spartire con quelle statunitensi…
E, a quanto mi ? dato di capire, la Russia non ? manco al suo stesso interno una realt? omogenea…
ezio mauro s’? fumato il cervello, decisamente. Mancava solo una citazione della Fallaci.
grazie lia, e.. bella quella di Napoleone ! Per?,in fondo, quando tu hai un’ opinione, non sei un po’ napoleonica ? Cio?, non ritieni comunque di esser dalla parte del giusto ? Detto con rispetto, ? una domanda. Grazie ancora, ciao. Tendo a non inquinarti troppo il blog.. ;-)
Ho dovuto sentire il tele-editoriale di Mentana, stasera. Credo che non sappia nemmeno trovare la Cecenia sull’atlante.
Sono oltre 60 anni che i Ceceni ne passano di tutti i colori, e mica sono i soli, da quelle parti l?… dalla deportazione in massa in Asia centrale, ad opera dello zio Beppe, fino ai trasparenti e ricostruttori Eltsin e Putin.
Dal conflitto del 1994 ad oggi, su una popolazione di un milione di persone, 200.000 sono i morti e 300.000 i rifugiati. Che vuol dire che la Cecenia ha perso circa met? della sua popolazione.
Molti sono i dispersi: nel 2003 sono state rapite quasi 500 persone, pi? di 2.750 persone sono scomparse nelle incursioni russe nei villaggi o nelle operazioni di pulizia etnica dall’inizio della guerra.
Il Cremlino non fa entrare in Cecenia n? la stampa, n? gli aiuti umanitari.
E di numeri che fanno inorridire ce ne sono ancora un bel po’, ma io ne ho in mente uno che fa ridere ora: alle penultime elezioni (come alle ultime) Putin ha vinto al primo turno. Per farlo aveva bisogno della maggioranza in un certo numero di seggi. Emb?, in Cecenia avrebbe vinto con l’80% dei voti, non solo dopo aver promesso di combattere duramente il “banditismo ceceno”, ma dopo che oltre un terzo della popolazione aveva lasciato il territorio della repubblica!!!
Ho dato un po’ di numeri per:
-fare i conti su quando la Russia dopo la fine dell’URSS sia un paese democratico;
-cercare di capire cosa avessero a che fare i “banditi ceceni” con chi ha tirato gi? le torri gemelle;
-ragionare su quanto c’entri la religione in tutta questa storia, escludendo la funzione di dare un senso, anche se tragico, alla vita;
-propormi da sola una domanda su cui rifletter? stanotte al posto di lamentarmi per il mal di pancia: ma pazzi si nasce o si diventa?
Prof, scusi l’invasione di campo, so che i mal di pancia ognuno se li cura a casa propria… avevo finito la camomilla…
Broccolina, questo blog ? casa tua quando e come vuoi. Spegni la TV, dammi retta: ? mortale per i mal di pancia. E grazie per i numeri.
Blu: una non avrebbe opinioni, se non le considerasse giuste. Per?, appunto, cerca di estrarle dalla realt?, non da un groviglio emotivo scollegato dall’evidenza…
Zio e Rajah: grazie per i link.
Sherif: spiegazioni in email.
Grazie Lia per gli auguri, e per la leggera spinta che hai dato al mio gommone del buonsenso, disperatamente alla deriva dopo i fiumi di parole tele-giornalistici.
Cara Lia, dovresti semplicemente vergognarti: cosa c’entra la “lotta secessionista in Cecenia” con lo sterminio di alcune centinaia di bambini innocenti? Davvero non ti rendi conto che la negazione della loro esistenza ? anche la negazione di un valore fondamentale della nostra civilt?? Possibile che l’ideologia che ti porti dentro ti faccia sentire cos? onnipotente da poter giustificare tutto?
Ricordi i nazisti (li hai mai studiati seriamente?): anche loro, come tu dici oggi dei terroristi, non si preoccupavano di mettere in discussione “i valori e i diritti”, anche loro erano “in altre faccende affaccendati”!
[S?, Lia: terroristi, macellai, vili assassini. Come mai tu non li chiami cos??]
Ecco: quello qui sopra, secondo me, ? il classico esempio di commento da non pubblicare.
Non perch? “non sia d’accordo con me”, per carit?.
Perch?, semplicemente, non ha capito un tubo di ci? che ho scritto e glielo dovrei rispiegare.
Se mi applicassi con santa pazienza a dare retta a questi qui, io finirei con lo scrivere due blog: uno normale, e uno in versione semplificata comprensibile dai 3 anni in poi.
Ora: il tempo e le energie sono quelli che sono, e a stento riesco a tenerne vivo uno.
Non posso e non ho voglia, n? posso stare a mettere i sottotitoli sotto ad ogni post.
Non vogliatemene, quindi: non ? lo spirito democratico ci? che mi manca, ma la semplice pazienza.
ci provo io ;)
luca, carissimo,
cercare di ragionare sugli eventi non vuol dire giustificare una banda di persone che non sono altro che assassini.
ma essere accecati anche noi, come loro, dalla furia contro il “nemico” puo’ placare le nostre coscienze mentre commentiamo sdegnati dal divano del salotto, ma non riporta in vita i bambini trucidati, e non impedisce di sicuro altre morti innocenti.
questo e’ il punto. cercare di capire. CAPIRE, non giustificare, quello neanche morta.
ma CAPIRE gli eventi per evitare che si ripetano. altrimenti si cerca di risolvere il problema terrorismo bombardando l’iraq, uccidendo altri innocenti (come se ce ne fosse bisogno!) e SENZA OTTENERE IL RISULTATO VOLUTO.
ma alla fine, luca, tu cosa suggerisci di fare: bombardare a tappeto qualsiasi nazioni al di fuori dell’UE e degli USA? senza ironia, voglio sapere, voglio CAPIRE qual e’ la tua idea.
mi sono spiegata? ;)
capisco i tuoi motivi… pero’ il commento moderato e’ davvero triste ;(
..il commento non commentabile in effetti non ha capito molto ci? che hai scritto.. ( lo dico io, cos? magari non pensa che ce l’hai con lui e rilegge con calma.. )
..un saluto a te, lia, e scusa se ieri non ho usato typekey, ma non funzionava il link, cio? partiva a caricare ma non arrivava mai il form per il log-in. ( ? una comunicazione che magari ti serve, per questo la metto )
grazie della risposta, purtroppo – Fallaci docet – ci son troppi Napoleone che ragionano con lo stomaco, anzich? con il cervello..
Un saluto caro, che i tuoi interventi, con cui si pu? essere a volte pienamente d’accordo, a volte no, sono in ogni caso preziosi. Per me, almeno.
Grazie.
One More Blog
Cha ha bevuto Ezio Mauro?
Anche io mi ero stropicciato gli occhi leggendo Democrazie sotto attacco di Ezio Mauro su Repubblica. Poi leggo gli altri giornali e continuo a leggere “assoluta fermezza”, “lotta implacabile al terrorismo”, “non cedere al ricatto”… Nessuno si chiede…
anch’io ho dovuto sorbirmi l’editoriale “in mimetica” di Mentana, con tanto di citazioni della Fallaci. Mi risparmier? l’articolo di Ezio Mauro e penso che preferisco l’ “onest? intellettuale” di un Farina o di un Feltri alla chiamata alle crociate che Mentana e Mauro fanno “da sinistra”. I primi, molto pi? onestamente, fanno del loro cinismo e della loro povert? intellettuale una bandiera, gli altri di solito recitano la parte del giornalista serio che vuole capire e spiegare.
In realt? sono tutti, indistintamente “embedded”.
Riguardo al commento di Pierina, aggiungo che non solo la Russia tiene fuori dalla cecenia i giornalisti, ma addirittura li fa sparire se ficcano troppo il naso nei loro affari, come nel caso di Antonio Russo. Volevo ricordarlo qui.
No, Panduzza, il commento moderato ? per chi non usa TypeKey! E’ un sistema di difesa antispam (qui si ? arrivati a 30 msg di spam al giorno!) e lo usa pure Neri (anzi, lui ammette solo TypeKey) e Brodo etc.
Se poi mi permette di filtrare pure un po’ di picchiatelli, ben venga, ma non sono loro l’obiettivo n.1.
Grazie per la pazientissima collaborazione. :)
Cara Lia, pur condividendo – in parte – ci? che scrive il signore che si ? firmato con il mio nome e il mio blog, tengo a precisare che non sono io quello che l’ha scritto. D’altronde non conosco lo spagnolo.
No, Sherif!
Il commento a cui ti riferisci ? firmato da Rajah. La firma appare sotto i commenti, non sopra, e il tuo nome ? sotto il tuo commento a proposito dei feed e dalla blogbar. :)
Ciao.
In questi giorni ovviamente la storia del sequestro di massa (e del massacro) di Beslan ha tenuto banco in molti dei “luoghi di internet” che frequento, ? devo dire che una delle cose che ho notato ? stato il proliferare di commenti come quello di Luca. Davvero non riesco a capire, come tutti sono rimasto sconvolto dalle storie, dalle immagini, come tutti ho provato rabbia e disgusto, come tutti mi son quasi messo a piangere a vedere dei bambini macellati a quel modo, ma non riesco davvero a capire come sia possibile che decine di persone invece di pensare a quello che ? accaduto non trovino di meglio che scagliarsi su chiunque dica “perch? ? successo, capiamo i motivi”, come se chiunque provi ad andare oltre sia un complice o quantomeno un simpatizzante di chi macella bambini. Ieri pomeriggio su un forum, per aver scritto qualcosa di non molto diverso da quello che hai scritto tu, Lia, mi sono sentito accusare di “aver pensato che dopotutto a quei bambini russi stava bene quel che gli era capitato”… se fossimo stati l’uno davanti all’altro il mio interlocutore si sarebbe beccato un pugno in faccia, credo.
Temo che la nostra stampa e alcuni dei nostri politici dovranno pentirsi presto del clima di paranoia e di antiislamismo che stanno facendo montare nel nostro paese e che, se ora molta gente sfoga su internet o parlando in autobus, di questo passo sfogher? sulle persone.
Nulla di nuovo sotto il sole: io, ebreo, che ho lasciato met? famiglia nei campi di sterminio e ho l’altra met? emigrata in USA mi sento dare qutidianamente dell’antisemita e dell’antiamericano solo perch?, appunto, cerco di capire e di no farmi trascinare dall’emotivit?. Rappresento l’ultima parte della mia famiglia rimasta in Italia ma oramai sono deciso ad emigrare. Qu? sono tutti impazziti.
freelabs @ sbarrax.it
IMHO
1) stragi, scontro tra civilt? di diverse cultura e religione, guerre di interessi strategico-economici e terrorismo, globalizzazione.
2) persone (di cui bambini, tanti) morte atrocemente, dittature che crollano e altre che restano, soprusi evidenti e…
Sai Lia, anch’io sono alla ricerca dei perch?, non mi arrendo all’idea della malvagit? gratuita o della fandonia sulla guerra di civilt?; quello che per? mi sfugge e l’ho scritto pi? di una volta ? com’? possibile che una donna che in s? per natura ha il senso della maternit? possa rincorrere dei bambini che fuggono disperati per farli saltare in aria. Mi domando cosa le hanno fatto a questa donna per convincerla che quei bambini sono responsabili dei suoi drammi?
Io Lia non riesco a capacitarmi, sar? perch? sono da poco diventata mamma, ma proprio non ci riesco.
Che dire….
solo il silenzio ed un muto, devastante senso di colpa, per quello che accade nel mondo.
Colpevole pure io, occidentale opulento e indolente, corroso da irrilevanti sensi di colpa, devastato da un tetro gocciolare della mia coscienza umana, impotente compiaciuto, depositario ed esecutore passivo di valori oramai svuotati.
Siamo tutti bagnati del sangue dei bimbi di Beslan, degli ostaggi, degli iracheni dimenticati, degli africani sgozzati…tutti noi occidentali dalle lacrime facili, dalle parole ridondanti…tacciamo defilati tra le file degli ignavi, chiniamo il capo, raccogliamoci piccoli piccoli, evitiamo di commentare, stiamo finalmente zitti.