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“Ora vedremo cosa faranno dei beduini arrapati al cospetto di due belle italiane”, _Libero, 8 settembre 2004

Lo abbiamo visto e la delusione di squali e porcellini è palpabile.

Già sognavano, dietro l’indispensabile sdegno di facciata, queste carni italianestuprate dappertutto, umiliate in ogni modo, uh.”
E invece niente, loro si presentano con dolciumi e vestiti nuovi e, addirittura, la cooperante irachena usa l’espressione “si sono comportati da musulmani” per spiegare che l’hanno trattata bene.
Rapimento interruptus, parafrasando Pfaall.
Il pornazzo bisognerà affittarlo all’edicola all’angolo, ché i beduini non hanno collaborato.

Queste due belle donne sono state la concretizzazione di tutti gli incubi del guerrafondaio medio, al loro ritorno in Italia, per il semplice fatto di avere ribadito ciò che testimoniano da anni: il destino atroce inflitto agli iracheni dall’embargo e dalla guerra, il loro ottimo rapporto con il mondo arabo – che si è prodigato come più non avrebbe potuto – e la necessità di fermare lo scempio che abbiamo prodotto.
Non si capisce cos’altro avrebbero dovuto dire, se non quello che pensano e ciò che vedono dall’alto – sì – della loro esperienza dell’Iraq.

Il fatto è che è gente semplice, quella che ci è rimasta male: per loro il mondo è fatto di tipi cattivissimi o buonissimi e non gli è dato di capire altro.
Devono essere andati a letto col mal di testa in parecchi, ieri sera.

Poi c’è chi, confondendo lo Stato con il governo, va cianciando di farsi restituire i soldi del riscatto (ah, riscatto..?) da queste ingrate che non adottano la linea auspicata.

A primavera chiacchieravo con un signore del Ministero degli Esteri venuto in Egitto per un progetto relativo all’insegnamento dell’italiano nelle scuole superiori di qui.
E mi spiegava, questo signore, che mancano i soldi per fare il libro di testo che c’era in progetto di fare perchè “i soldi della cooperazione sono stati destinati alla guerra in Iraq, non c’è più un centesimo”.
A proposito di soldi da restituire, ché lì ci sarebbero le mie tasse.

Più di tutto, mi affascina lo stupore sollevato dal fatto che queste ragazze lo avessero ancora a cuore, l’Iraq.

Tempo fa conoscevo una tizia che una volta mi disse: “Ma io non capisco: come fa a piacerti ancora la Spagna dopo aver divorziato da uno spagnolo??” E mi spiegò che lei, dal momento della mia separazione, aveva preso a detestare tutti gli spagnoli convintissima di stare esprimendomi solidarietà.
A me la cosa servì per rendermi conto che cominciava a manifestare una certa paranoia, questa persona.

Ora che la paranoia è diventata una malattia sociale, in Italia, queste due fanciulle capaci di mantenere un rapporto sano con la realtà anche dopo un’esperienza tanto drammatica devono essere sembrate giunte direttamente dalla Luna.

Ed io ne sono convinta da tempo, che chi prende casa in un punto dell’immaginario chiamato Occidente non può che essere molto, molto confuso.

Errata corrige: l’esatta frase di Feltri era: “Non oso immaginare le azioni oscene del beduino arrapato. Posso solo manifestare il mio schifo.”
Scusassero per l’imprecisione.