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Non me ne ero mai accorta prima ma l’ispirazione, ovvero quella cosa per cui senti il bisogno di dare forma scritta a ciò che ti passa per la mente e magari ci riesci pure, è fragile e se ne può andare quando meno te lo aspetti.
E’ una scoperta avvincente, a modo suo.
Un po’ come scoprire di non sapere più andare in bicicletta, con tutti che dicono che è impossibile e tu pure, ma intanto sei lì che non ci riesci e ne prendi atto e scendi.

Io volevo salvare il blog da un dispiacere maiuscolo che mi ero presa, dunque.
Perchè, ovviamente, una i dispiaceri non li vorrebbe e se ne difende come può. A tale scopo una elabora strategie, si fa venire in mente idee, cerca soluzioni. Si dà da fare. No?
Io in genere faccio così e, non so perchè, sono sempre convinta che gli equilibri universali collaboreranno e che la vita si adatterà a scorrere tenendo un ritmo, come dire, armonioso nel quale il valzer della mia esistenza potrà tornare ad immettersi, inciampo più o inciampo meno, più leggero e spensierato di prima.
In pratica: “Se faccio così e poi così e poi cosà, andrà tutto benissimo”, penso io.

Be’, non sempre.
Sono due settimane che il destino non collabora con me, per quanto mi sbatta. Più mi sbatto, anzi, e meno collabora.
Arrivando ad estremi surreali, devo dire.

Prendi il blog, per esempio.
Volevo salvarlo dal disastro e che ho fatto? Ho chiesto ospitalità al Neri. Per forza, gliel’ho chiesta: ero in mezzo a una strada virtuale con la mia valigia di post sotto il braccio, dove dovevo andare?
“Torno alla base”, ho pensato. Io, le mie prime parole informatiche le ho scritte a casa sua, dopotutto.
Bene, sono riuscita a fare crollare BlogNation.

Perchè il Neri (grazie, GL) ha accolto l’esule scarmigliata che bussava alla sua porta, si è importato i suoi post con santa pazienza, ha cancellato qualcosa per fare spazio e si è visto sparire mezzo server – ancora non ci posso pensare – di cui 21 blog sono poi stati ripristinati nelle ore successive, dopo chissà quante madonne sue e dei rispettivi proprietari; uno – Bambolescente – emerge or ora dalle macerie e l’altro – QuattroPassi – è ancora sotto i calcinacci, con conseguente crollo nervoso di QP.

Ora: non è stata colpa mia, giuro. E’ stato per una specie di bug di MovableType associato a MT-Blacklist, non si poteva prevedere.
Però, ecco, per dire: certe volte il destino ti fa capire che forse è il caso di stare ferme e zitte e non fiatare, che è meglio.
La consegna della donna accorta, in questi casi, è “Quieta lì e non ti muovere”.

Riassumendo: io ho cercato di rendere contenti me stessa e questo blog muovendo entrambi, in queste due ultime settimane.
Qualcosa mi dice che l’operazione non mi è venuta bene.

Ora provo a ottenere lo stesso risultato stando ferma, e vediamo che succede.