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C’è un gran parlare di differenze tra uomini e donne, in giro per i blog in questi giorni.
L’argomento, un po’ come le malattie o i figli piccoli, appassiona più che altro chi ne è afflitto.
“Afflitto” mi pare il termine giusto, devo dire.

Dopo attenta osservazione, il mio contributo alla discussione è il seguente: un uomo che ha un blog riesce ad avere mal di cuore e, allo stesso tempo, a concentrarsi su altri argomenti almeno quel tanto che basta per farne un post.
Nella stessa situazione, una signora viene colta da afasia acuta e dirompente.
A meno che non apra un altro blog dedicato, appunto, all’analisi particolareggiata del mal di cuore in questione.
In questo caso, l’afasia si tramuterà in una logorrea incontrollabile che, più tardi, la signora stessa non ricorderà con piacere.

Il diverso comportamento del maschio e della femmina sofferenti per amore davanti ai propri blog può essere associato a diverse cause.
La spiegazione più convincente, secondo Haramlik, deve risiedere nella diversa struttura del sistema di comunicazione tra le distinte aree dei rispettivi cervelli.

Il cervello maschile appare infatti dotato di un sistema a compartimenti stagni che, se nella vita normale ne rallenta a tratti le funzioni rendendo a volte più laboriosa l’elaborazione di pensieri articolati e complessi, nei momenti di crisi si rivela invece una preziosa risorsa, capace di garantire un’efficienza quantomeno discreta alle funzioni cerebrali non direttamente comprese nell’area di crisi.
Viceversa, il cervello femminile che, normalmente, gode dei vantaggi in termini di agilità e velocità di articolazione derivanti dal fatto di non essere appesantito da complicati sistemi di paratie emotive, si ritrova più esposto al rischio di crash totale nel momento in cui si verifica un guasto nella zona del pensiero dove risiedono le questioni amorose.
Zona che, per inciso, deve essere contigua ai centri della fame e del sonno, a giudicare dalla progressione con cui normalmente avviene il naufragio del tutto.

Tutto questo ragionamento per concludere che:

a. L’osservazione di questo fenomeno tende a scatenare il Robin Hood che c’è in ogni donna: “Ah. Dunque, se la causa X produce a te una sofferenza circoscritta e a me una sofferenza generalizzata, è necessario implementare i motivi di sofferenza che ti corrispondono. Ritengo dunque giusto e necessario che io ne abbia pochi e tu moltissimi, in modo che l’effetto finale si equivalga.”
C’è della logica in questo e, del resto, i pallettoni che si usano per sparare a un elefante sono giustamente diversi da quelli normalmente usati per i pettirossi.

b. E’ necessario che il deficit in termini di paratie emotive tra la blogger femmina e il suo blog, analizzato poc’anzi, induca la blogger accorta a non innamorarsi per nessun motivo del proprio webmaster.
Se proprio deve, si rassegni a fare periodicamente la figura della cretina.

E questo è quanto avevo da dire.
Mo’ metto in funzione Radio Papera, musica d’Egitto, che trovate da qualche parte nella colonna qui a destra.