Regressione nella scala di adattamento ambientale

Circulacion (9).JPG

Ho preso un taxi per attraversare la strada.
A Midan Sphinx, ovvero piazza Sfinge.
Io ero là e dall’altra parte della piazza c’era la mia meta, la Vodafone. Io ero là, dicevo, e là sono rimasta. Non c’era verso di attraversare.

Un po’ deve essere stata Bolzano.
Lì succedeva che il webmaster camminava per strada tenendomi per mano e poi, sempre in possesso della mia mano, imboccava con decisione le strisce pedonali anche se arrivavano macchine, facendomi prendere dei coccoloni indicibili ché io, venendo da questo covo di pazzi in cui vivo, avevo completamento cancellato dalla mia mente la possibilità che le strisce avessero il potere di fermare le macchine.
Se non mi ha fatto prendere 13 infarti tutti i primi giorni a Bolzano, il suddetto webmaster, vuol dire che sono resistente.
Poi mi sono (ri) abituata, dopo un po’, anche se ‘sto fatto di attraversare vedendo le macchine che si fermavano mi ha divertito fino all’ultimo giorno che sono rimasta.
Secondo me gli egiziani che sbarcano in Italia si divertono moltissimo con questa cosa, almeno i primi tempi: non mi stupirebbe se attraversassero avanti e indietri come matti giusto per godere dell’effetto. Anzi: se vedete un egiziano che attraversa dieci volte di fila con la faccia sorridente non stupitevi. Ha i suoi motivi.

Com’è come non è, insomma, Midan Sphinx non mi è sembrata attraversabile, oggi. Non che non ci abbia provato: mezz’ora, sono stata lì, a fare due passi avanti e un salto indietro e maledicendo i taxisti che ti rallentano davanti giusto quando avevi appena calcolato la distanza, facendoti perdere l’attimo irripetibile.
Quelli che accelerano quando ti vedono non li maledico neanche più, ormai: dovrei maledire la città intera.
Conservo invece un buon numero di maledizioni per quelli che, addirittura, deviano dalla loro rotta per puntare dritto verso di te e dissuaderti, se capiscono ciò che stai cercando di fare. A quelli gli sparerei, se fossi armata come si diceva più sotto.

Alla fine mi sono arresa. “Non tira aria”, mi sono detta. “Se mi incaponisco oltre finisce che mi stirano e chiudo i miei giorni a Midan Sphinx. A volte bisogna sapersi ritirare.” E ho fermato un taxi.

“Là. Voglio andare là, dall’altra parte della piazza” gli ho detto.
E lui tranquillo, come se gli avessi dato il più normale degli indirizzi. Allora, col mio arabo, stentato, gli ho spiegato che ero stata lì mezz’ora cercando di attraversare e che era stato impossibile, una roba da matti. Volevo che borbottassimo insieme, scuotendo la testa all’unisono, uniti contro il malfunzionamento del mondo. E’ una pratica che dà delle soddisfazioni, dico io.
Lui ha fatto la faccia triste, invece, e chinando la testa mi ha detto in inglese: “I am sorry, madame.”

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Comments Closed

14 Commenti

  1. Pubblicato 24 gennaio 2005 alle 20:03 | Link Permanente

    Non so se ? peggio Mapoli o il Cairo.
    A napoli, se ti fermi ad un semaforo rosso, ti tamponano, ed incazzati ti chiedono “perch? ti fermi? incoscente!” Se gli rispondi che il semaforo era rosso sin’cavolano ancora di pi?, perch? per loro il semaforo ? una caricatura dell’albero di natale!

  2. barbara
    Pubblicato 24 gennaio 2005 alle 20:18 | Link Permanente

    Accipicchia Lia,la tua descrizione dell’attraversamento della Midan Sphinx ? totalmente adattabile ai miei attraversamenti di Avenida Libertador a Buenos Aires. Stesso atteggiamento delle auto, dei taxi e degli autobus; certe volte sembrava proprio che sarebbero saliti sul marciapiedi per potermi investire. Un paio di volte mi sono trovata in mezzo alla strada con le macchine che mi sfrecciavano avanti e alle spalle e non ricordo come ho fatto a trovarmi dall’altra parte tanto ero stressata. Una volta mi sono talmente spaventata che mi sono ritrovata abbracciata ad un lampione in lacrime perch? mi sembrava che l’autobus, che mi aveva puntato allo scatto del semaforo trovandomi in mezzo alla strada, mi avrebbe sicuramente investito . Un signore si era fermato a chiedere se avessi bisogno di aiuto ed io continuavo a piangere dicendo che volevano uccidermi; mi aveva accompagnato nel bar e la proprietaria mi aveva tirato su con cognac fino a farmi ubriacare. Da quel giorno ho sempre preso il taxi per arrivare dall’altra parte della strada.

  3. Pubblicato 24 gennaio 2005 alle 22:59 | Link Permanente

    Questo ? un argomento che affascina molto i Napoletani, consapevoli e malamente fieri di una certa diseducazione stradale. Quindi mica solo gli egiziani si divertono al nord italia: io (napoletano) e un mio amico (potentino), allora quindicenni, passammo dieci minuti buoni ad attraversare avanti e indietro sulle strisce dalle parti della stazione di Cesena.
    Purtroppo devo anche ammettere che dieci anni di guida a Napoli mi hanno piegato alla maleducazione. Quando guido fuori Napoli faccio fatica a lasciar passare la gente sulle strisce.

  4. lia
    Pubblicato 24 gennaio 2005 alle 23:11 | Link Permanente

    In effetti, il fatto di essere napoletana mi aiuta moltissimo ad amare Il Cairo, su questo ed altri temi. :)

    Barbara: bello, ‘sto ritratto argentino. Non credevo, me la facevo pi? disciplinata! Ciao. :)

  5. michele
    Pubblicato 24 gennaio 2005 alle 23:15 | Link Permanente

    Anch’io quando sono stato al Cairo a Natale ho subito la regressione ambientale: ho trovato midan Tahrir assolutamente invalicabile e mi sono rassegnato all’onta dei sottopassaggi, mentre quando ero residente volteggiavo allegramente tra le macchine. L’inquinamento atmosferico poi mi ? parso particolarmente pesante, non mi ricordavo tutta questa puzza! Basata ? stato un toccasana, con l’aria pura del deserto: a proposito mi chiedevi di Basata, a Capodanno ? stato molto piacevole, la moglie di Sherif ha preparato qualcosa come 20 torte, per il buffet di fine anno, poi sulla spiaggia hanno acceso delle stoppie che hanno formato un enome 2005: molto pitoreskow!! Solo mi ? dispiaciuto vedere lo scempio della costa a sud e nord alberghi mezzi fatti e poi abbandonati l?. Basata era l’unico posto popolato, in tutti gli altri “camps” deserto totale, dopo Taba nessun israeliano in giro, non credo che economicamente i beduini se la passino bene al momento, mi hanno anche detto che a El Arish dopo gli attentati ne hanno sbattuti dentro pi? di tremila, che abominio..

  6. flavia
    Pubblicato 24 gennaio 2005 alle 23:40 | Link Permanente

    il sud del mondo :)

    far passare la macchina, sguisciarle dietro e muoverti sinuosa come il serpente

    o ? naturale o non passi!

    le strisce sono solo quelle delle zebre

  7. Pubblicato 25 gennaio 2005 alle 08:41 | Link Permanente

    Lia, non ho capito bene la differenza fra Egitto e Italia, in tema di strisce pedonali. In Italia non si ferma nessuno e se ti butti spericolatamente (come faccio sempre anche io) in genere riesci ad attraversare, magari causando un tamponamento. In Egitto non si ferma nessuno, e se ti butti avanti che fanno, ti spiaccicano ?
    No perch?, se cos? fosse, questa sarebbe una prova ulteriore (e non ce n’? bisogno) della superiorit? della nostra civilt? occidentale, con radici giudaico-crisriane.

  8. palmadicocco
    Pubblicato 25 gennaio 2005 alle 10:47 | Link Permanente

    ma perche nessuno dovrebbe permettersi alcuna critica nei tuoi confronti,che cazzo metti a fare i commenti se poi pubblichi solo quelli di 5 papere che ti leccano il culo e si masturbano se ricevono un tuo commento,dimostri solo di essere una frustrata,quante scopatew ti fai all anno 2 o 3 forse,professoruccola di provincia,cerca di crescere e ricordati quante volte hai pubblicato e nessuno ti rispondeva,in quanto donna di cultura non sei proprio nessuno fino a quando non accetterai critiche.

  9. lia
    Pubblicato 25 gennaio 2005 alle 11:07 | Link Permanente

    Ehm: scusate per il breve intermezzo qui sopra. In genere queste cose non le pubblico, ma ogni tanto mi piace portare i miei pazzi a prendere aria. :))

  10. ritael
    Pubblicato 25 gennaio 2005 alle 11:35 | Link Permanente

    Ah, ecco…:)
    Per? in Siria invece ti lasciano passare sempre, tu ti butti e loro rallentano… ? molto comodo.

  11. Pubblicato 25 gennaio 2005 alle 18:00 | Link Permanente

    guarda lia, che questi pazzi che non hanno altri argomenti per attaccare una donna, altri se non quante scoapte ti fai all’anno brutta acida che non sei altro?
    io li conosco molto bene da anni, credo che dal 1996 che li vedo su usente
    e pareva immensamente strano che qualcuno non avesse socperto i blog dove trollare amabilmente con la loro ultima sinapsi residua… non ti curar di loro ma lasciali andare giu’ per il nilo :)
    giuro che vorrei veramente vedere qualcuno che ha delle argomentazioni intelligenti…

  12. lia
    Pubblicato 25 gennaio 2005 alle 18:15 | Link Permanente

    Sono fatti cos?, Pm10. Hanno dei limiti.

    Gianni: mo’ faccio la prova. Se non mi vedi pi? tornare vuol dire che la superiorit? giudaico-cristiana ? confermata. :)

    Michele: grazie per il mini-reportage. :)
    20 torte?? Ma quanti eravate? Tra l’altro mi hanno appena detto che sta facendo un caldo estivo, l?, e ci si fa il bagno. Quasi quasi, un saltino…
    Oggi l’inquinamento cairota ? riuscito a farmi venire mal di testa, per due ore che sono stata in strada. Da incubo.
    Gli israeliani: io so che a Ottobre Dahab ne era piena. Forse stanno evitando proprio i camp di quella zona perch? pensano che Dahab sia pi? controllata.

  13. Pubblicato 26 gennaio 2005 alle 14:56 | Link Permanente

    Confermo, in Siria ? molto pi? agevole attraversare; almeno dopo che ci hai fatto l’abitudine (non ditelo a mia madre, che ? in pratica SEMPRE come Lia in Midan Sphinx). ;)

  14. Pubblicato 27 gennaio 2005 alle 10:53 | Link Permanente

    La conosci quella barzelletta (barzelletta?) che racconta di un tipo che cerca inutilmente di attraversare la strada ipertrafficata senza riuscirci, e vedendo un vecchietto che passeggia sul marciapiede opposto gli urla “Ehi, mi dice come ha fatto ad attraversare la strada?” e quello “Chi io? No, no… io sono nato da questa parte!”

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