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(Rice: “Il presidente ha deciso di perdonarvi per avere avuto ragione sulla faccenda delle armi di distruzioni di massa.”)

Da Alberto Biraghi, la segnalazione di un ampio dossier di Osservatorio Iraq sulle elezioni irachene.
Ripropongo il commento di Gorbaciov: “Le elezioni sono state così totalmente al di sotto degli standard elettorali accettati che se si fossero svolte, diciamo, nello Zimbabwe o in Siria, la Gran Bretagna e l?America sarebbero state le prime a denunciarle“.

Sbagliate, poi, le affermazioni del giorno delle elezioni che parlavano di un’affluenza sunnita superiore al previsto.
Ugarte, snocciolando un po’ di numeri, si chiede se la “presenza prevista” fosse zero assoluto.
Un esempio per tutti: nella provincia natale di Saddam Hussein hanno votato 125.000 persone su un totale di 1.200.000.
Questi 125.000 hanno dato la vittoria agli sciiti di Sistani.
Che è come se Kerry avesse vinto in Alabama, dice Juan Cole.
Che è come se il basco Ibarretxe avesse vinto in Andalucia, dice Ugarte.
O come se Bossi avesse vinto a Napoli, dico io.

(La vignetta non c’entra “direttamente” con il post ma mi piaceva. Da Danziger.)