
Un paio di giorni prima dell’annuncio di Mubarak sulla riforma della legge elettorale, qui c’e’ stato il meno entusiasmante annuncio dell’aumento della benzina. La quale e’ aumentata del 40%, di colpo.
O meglio, non e’ che sia aumentata: e’ che e’ stata ritirata dal mercato quella a 90 ottani (se sbaglio ditemelo, che io gli ottani me li ricordo cosi’ ma adesso non posso controllare) usata dalla stragrande maggioranza degli egiziani ed e’ rimasta solo quella a 92 che costa, appunto, il 40% in piu’.
Cioe’: non e’ uno scherzo, un aumento del genere.
Non a caso si dice, dall’alto, che non c’e’ stato nessun aumento.
E se fosse solo la benzina, ad aumentare, andrebbe ancora di lusso.
Poi: e’ da un po’ di tempo che i mendicanti mi sembrano in crescita.
Contrariamente a cio’ che uno penserebbe, infatti, al Cairo ce ne sono sempre stati relativamente pochi. Era una cosa che mi sorprendeva, anzi.
Ultimamente, invece, di donne o bambini anche piccolissimi che mi tendono la mano ne vedo sempre di piu’.
Ce n’era uno stamattina sulle scale della metropolitana, a Behoos: avra’ avuto quattro o cinque anni e dormiva tutto rannicchiato, con la testa coperta dal maglioncino per proteggersi dalla luce e un pennacchio di capelli neri che spuntavano. Davanti a se’ aveva i fazzolettini di carta che avrebbe dovuto vendere.
Sempre di piu’, ne vedo.
Qui, nella cittadina in Alto Egitto dove sono stasera, io ci ho vissuto per tre mesi, e il campo dietro al passaggio a livello che porta all’universita’ l’ho visto tutti i giorni. Ricordo che ci pascolavano le mucche (queste bufalone nere che ci sono qui, per meglio dire) e che spesso mi fermavo a guardarle, l’anno scorso, proprio perche’ sono animali diversi dai nostri e mi stupivano.
E’ da un po’ di tempo che, anziche’ fermarmi a guardare, giro la testa per guardare altrove appena ci passo davanti. Li’ ci sono i mucchi di letame ammucchiati, come delle piccole montagne, e sopra ci finisce la spazzatura: da un po’ di tempo, su questi mucchi di letame ci vedi delle donne, immerse nella merda fino al ginocchio, che recuperano da li’ frutta marcia o verdure appassite che qualcuno ha buttato. Le ho viste prenderle e mangiarle. Non e’ uno spettacolo granche’ descrivibile.
E non ci posso credere: ma quanto stanno andando male, qui, le cose? Non e’ il Cairo, questo: sarebbe campagna, porca miseria. Siamo a questi livelli? Non ci posso credere, ma ‘sta cosa l’ho vista coi miei occhi. Oggi, la settimana scorsa e quella prima ancora.
E il problema ambientale, poi: queste distese sconfinate di spazzatura da cui sembrano salvarsi solo i campi coltivati, splendidi nonostante tutto, e poi spazzatura, plastica, plastica e plastica ovunque. Le fabbriche di cemento che incombono sul Cairo, l’aria nera, il Nilo che non ci voglio pensare ed e’ l’acqua che ti scorre dai rubinetti, con dentro tanto cloro che i capelli ti diventano rossi e i maglioni si bucano, dopo un po’ di lavaggi.
Un problema ambientale da cataclisma perche’, sai, i governi passano e persino la gente, passa, ma il paese dovrebbe sopravvivere, dico io, e a guardarsi attorno non e’ che la cosa sia scontata.
A me – il cielo mi perdoni – sembra piu’ da prima pagina il discorso ambientale che quello democratico, qui. Voteranno su una distesa di plastica, sui campi avvelenati, sul fiume morto? O, anche, voteranno col cancro, con la leucemia, con la cirrosi epatica e con le mille malattie impronunciabili che ci sono qui? C’e’ qualcosa di assurdo, in tutto questo.
Quello che e’ certo e’ che in Occidente non ci tengono a risolverlo, questo problema. Senza nulla togliere alle responsabilita’ locali per questo sfacelo, temo che i nostri interessi economici prevedano la discarica africana e tant’e’.
Pepe mi diceva che niente lo fa incazzare piu’ del discorso: “Ma tanto gli egiziani sono immunizzati!”
Immunizzati un corno: la gente muore con stomaco e fegato a pezzi e, davvero, il numero dei centri di cura per il tumore che vedi in questo paese ti colpisce.
Ti colpisce, ma non ti stupisce.
Ma tornando alla democrazia.
Ci sono delle cose che non mi tornano: la lotta contro il terrorismo, innanzitutto.
Nel Sinai, dopo le bombe, hanno arrestato 2500/3000 persone, dice l’Human Rights Watch, mentre al governo ne risultano in carcere solo cinque. E, come e’ noto, da queste parti succede che gli USA mandino dei sospetti affinche’ vengano ammorbiditi in modi che in Occidente non sarebbero legali.
Ecco: io devo capire bene cosa si intende per “democrazia” in Medio Oriente, perche’ quella che dico io e’ del tutto incompatibile con questo modo di fare la “lotta al terrorismo”. Davvero gli USA vogliono questo? Che la si smetta con queste pratiche? Ma dai.
Qui, comunque, l’opposizione fa giustamente notare che con le attuali leggi di emergenza (promulgate dopo la morte di Sadat e rese perpetue dagli attacchi contro i turisti degli anni ’90) c’e’ poco da votare democraticamente, visto che queste proibiscono la creazione di nuovi partiti.
Tu puoi anche fare un maquillage elettorale per regalare titoloni alla stampa estera, mi pare di capire, ma il nodo della questione sta li’: che si fa con questo stato di emergenza che, da 25 anni, fa si’ che le manifestazioni siano illegali anche se piu’ o meno tollerate, che i Fratelli Musulmani siano, anche loro, vagamente tollerati ma incarcerabili spesso e volentieri, che la stampa sia controllabile anche se il controllo non e’ spaventoso etc. etc. etc.
Qui lo Stato sceglie dove intervenire, a livello di repressione, ed e’ assolutamente libero di farlo anche se poi, nei fatti, questo non e’ il Cile di Pinochet, ok. Se non sei un Fratello o simili, dico.
Pero’ ha mano libera quando vuole, e mi pare che la sostanza della democrazia stia proprio nel legargliele, le mani, allo Stato.
Lo voglio vedere, l’Egitto, quando dovra’ spiegare a USA e Israele che, uhm, non puo’ piu’ essere tanto efficace nella “lotta al terrorismo” perche’ certe pratiche, in uno Stato di diritto, sono impensabili.
Sarei troppo contenta se mi venisse dato di vivere abbastanza a lungo da vederla, una scena simile.
Ho divagato, comunque: volevo solo dire che qui le cose non stanno andando un granche’ bene, ecco, e in Occidente c’e’ una certa tendenza a vedere tutto in termini di valori astratti, mentre qui si e’ con le tasche concretamente vuote e in un mare di concretissima mondezza che fa pensare alla fine del mondo, piu’ che ai radiosi futuri di cui leggo in giro.
La cosa mi fa abbastanza incazzare.

Come ? giusto scrivere almeno periodicamente, seppur banalmente: grazie di post come questo.
Credo che un passo importante per trattare degnamente degli esseri umani “lontani” stia nel vedere i loro veri problemi quotidiani e non la cartolina per anime belle – pi? o meno benintenzionate.
(E poi, grazie del link a Pfaal. Mi ero gi? letta l’infilata di articoli di Herbert sul NYT, ma gli altri mi mancavano.)
S?, anche io volevo ringraziare. Perch? nel poco tempo libero che il lavoro mi sta lasciando in questo periodo non faccio in tempo a collegare una notizia con tutto il resto, con il reale.
E tu fai un gran bene a scrivere che l’Egitto ? molto diverso da quello che molti hanno visto Al Cairo o peggio come me in Mar Rosso. Non ? quello che vedi in Televisione, la loro, perch? quando scendi non c’entra ninte con la strada e la gente… e parliamo di isole occidentalizzate.
Grazie Lia
cara Lia,
capisco benissimo le tue ansie e il tuo senso di impotenza nell’affrontare una realt? come quella Egiziana, comune sicuramente a molti paesi del Medio Oriente, e non solo.
Quando vivevo al Cairo un’amica Egiziana che faceva volontariato in ospedali pediatrici per bambini affetti da tumore mi ha confessato che c’? una percentuale molto elevata di leucemici e le anemie nella popolazione giovanile sono diffusissime, ovviamente causate dall’inquinamento. Purtroppo non esistono studi o pubblicazioni sull’arogmento o almeno in Egitto non sono stata capace di reperirle.
La cosa sconvolgente ? che anche quella piccola parte della popolazione che si rende conto del pericolo e vorrebbe fare qualcosa, ha le mani legate, come dicevi tu, dalla paura di essere perseguito. Non ci si pu? permettere di fare gli eroi, come nei film occidentali, e salvare la gente comune dai “poteri” che avvelenano il territorio…si pu? solo scegliere se vivere nell’angoscia del futuro o sopravvivere cercando di non pensare.
Conosci il significato di IMB in Egitto? Inshallah, Bokra, Malesh…a Dio piacendo, Domani, Pazienza. E’ una litania che si sente ovunque…
Saltino: il fatto ? che dire “cosa sia l’Egitto” ? totalmente impossibile: ? il regno delle contraddizioni.Per? io non farei distinzioni tra ‘occidentalizzazione’ e no, su queste cose. La differenza ? con la povert?.
Quando io ero piccola, Napoli era una discarica e ci fu anche il colera. L’Italsider fece ammalare mio fratello di broncopolmonite quando aveva pochi mesi, e pure non ? che fossimo una famiglia disagiata o chiss? cosa. Successe solo che per un periodo abitammo in una zona dove arrivavano i fumi dell’Italsider.
Controllare l’inquinamento costa.
E’ escluso che gli egiziani si possano permettere in massa la macchina nuova e catalizzata, quindi si guida ci? che si pu?.
Chi ha fabbriche ha potere, e non star? a spendere soldi per rispettare l’ambiente. Non lo fanno gli stranieri occidentali e non lo fanno gli industriali locali.
Eccetera.
“Occidentalizzazione” senza potere contrattuale vuol dire proprio questo: che il paese ti va in malora.
Nefer: s?, conosco, sono qui gi? da un bel pezzo. :)
Comunque un po’ di ambientalismo combattivo, in Egitto, c’? e si ? sentito con la storia di Giftun (http://www.ilcircolo.net/lia/000422.php), per esempio.
Non ? un paese di rimbambiti, insomma, e mi sembra giusto sottolinearlo per chi lo vede da fuori, anche se certamente la coscienza ambientalista ? sotto zero, rispetto a paesi pi? ricchi e con pi? mezzi per formarsela.
Poi, certo, c’? il problema di andare a vedere di chi sono, per esempio, le fabbriche di cemento… (firul? firul?, io non ho detto niente…)
Comunque “fare gli eroi come nei film occidentali” (e orientali, ch? le avventure richiedono eroi sotto tutti i cieli) sarebbe come svuotare l’oceano col cucchiaino. Se invece le imprese straniere operassero qui con maggiore coscienza e coi criteri che seguirebbero a casa loro (nostra!), per esempio, potrebbero contribuire a innescare un circolo virtuoso di cui c’? parecchio bisogno.
Aladin: non c’? una lira e aumenta tutto, basta sapere questo…
Maril?: davvero??? Preziosissimo consiglio, grazie!
Se il cloro evapora a temperatura ambiente riscaldandolo evaporerà più velocemente. Quindi: scalda l’acqua e non dovrai aspettare (in teoria).
non so quanto possa esserti utile, ma se vuoi eliminare un p? di cloro dall’acqua un modo e lasciarla all’aria: il cloro tende a evaporare.
quindi, se hai tempo ho almeno ti vuoi lavare i capelli senza rischio che si incediano, metti l’acqua in un catino e lasciala per una notte.
s?, lo so, i ramarri le zanzare i ratti i ragni e qualunque altro essere semovibile ci finir? dentro….. ma un problema alla volta insomma!
Lia, a proposito dei criteri che le imprese straniere rispettano a casa loro: lo fanno solo perch? il WTO ? arrivato quando a *casa loro* avevano gi? fatto un po’ di leggi per impedire che facessero troppi danni.
Ai paesi che non hanno gi? una legislazione che tuteli la salute e l’ambiente ? impedito -di fatto- di crearsene una. I Paesi esportatori di “aziende” infatti sventolano di continuo la minaccia di un ricorso al WTO.
Detta cos? sembra banale: cosa vuoi che sia un ricorso! Ma il capitolo WTO ? lungo… e deprimente.
Mi piacerebbe approfondirlo, ‘sto capitolo.
E’ un pessimo capitolo, quello del disastro ecologico in MO. (Per non parlare dell’Iraq, per cause diverse.)
Poldo: ciao. :) Ma allora l’acqua che esce direttamente calda dal rubinetto?
e pensare che chiedono commenti… forse prima di limarti i denti potresti mandarglieli?
http://www.italcementigroup.com/newsite/files/report/6parte_environmental.pdf