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Tra un po’ festeggio l’anno di cure di un unico dente devitalizzato in sette o otto riprese.
Uno potrebbe pensare che chissà che denti ho, a leggermi. Be’, no. Ho denti che stanno benissimo e un simile incidente non mi era mai successo prima. E’ stato estremamente deprimente, oltretutto, ché la notizia di doversi devitalizzare un molare è di quelle che ti fanno riflettere sulla caducità della vita, la fragilità del corpo, l’illusorietà delle certezze e così via. Credo di avere anche pianto, ma tant’è.

Il punto è che il dentista, l’ultima volta, mi ha detto che ho dei denti affilatissimi.
Che, soprattutto, poverino mio marito e che potevo anche ucciderlo, con i denti che ho.
E che bisognava limarli per renderli meno affilati.
E si è armato di una lima circolare per procedere lì su due piedi.

Gli ho detto di no, lui ha detto di sì.
Gli ho detto di non sognarsi, lui ha detto che non mi fidavo di lui.
Gli ho detto che solo ai ghepardi in cattività vengono limati i denti, lui mi ha lanciato uno sguardo in cui esprimeva silenziose analogie.
Gli ho chiesto perché ci teneva tanto, all’incolumità di mio marito, lui mi ha detto che i denti troppo affilati, in sé, sono un male e bisogna limarli.
Gli ho lanciato un gelido “Please, don’t!” ed ho abbastanza anni da prof sulle spalle per essere convincente, quando sono gelida. Ha taciuto.

Poi ha fatto le ennesime prove con la maledetta cosa che mi deve mettere sul mio unico molare devitalizzato e, nel casino dei ferri che avevo in bocca, ho avvertito che qualcosa non andava e che mi stava toccando il dente sopra, che non c’entra niente.
“‘Azzo fai???” ho ruggito facendo un salto, io e i ferri.
E lui: “Quello sopra te lo devo limare, altrimenti rovina il mio lavoro sotto.”
“Porca vacca, è il tuo lavoro che si deve adattare ai miei denti, non i miei denti al tuo lavoro! Non mi toccare niente altro, mannaggia alla miseria ladra!!”
Uno scontro, proprio.
Lui mi ha guardato serio e mi ha detto che ero nervosa (ti pareva) e che qui si creava un problema di fiducia e che mi pregava di riflettere perchè la volta dopo lui, questi denti, me li avrebbe limati per il mio bene perché i denti troppo affilati sono delle lame che si consumano l’un l’altra e che il dentista era lui.
Io gli ho detto che, per il momento, non volevo che mi toccasse nulla e siamo rimasti così.
Salutandolo, ho scherzato sul fatto che mi obbligava sempre a lottare per i miei diritti e lui si è divertito, ma i rispettivi retropensieri vedevano i miei affilatissimi denti infilati nella sua giugulare e lui armato di trapano contro di me.
Il punto era: “Sarà offensivo o difensivo, il suo trapano?” E, con questo dubbio da chiarirmi, me ne sono andata.

Adesso leggo su Google che i denti si limano solo in casi drammatici, tipo quando devi fare un ponte o cose così, e che comunque è una pratica che li indebolisce parecchio.

Mi è venuto un tuffo al cuore, nel leggerlo.
E’ tutta la vita che sono orgogliosa del fatto di averli forti e senza grane, e solo poco tempo fa il mio dentista italiano mi diceva che ho gengive da ventenne, e che come ero fortunata etc. etc.
Chi mi conosce lo sa, che sono cose a cui tengo. Ho passato nove anni della mia vita nello studio del dentista di mia figlia, pur di farla entrare nel mondo con i denti dritti. Ci tengo, cavoli.
E poi mi trovo uno che, se non sto attenta, arriva e me li lima tutti??
Ho desiderato di avere una pistola e farglieli saltare a lui, i denti.
Cavoli.

Stasera devo andare, dunque, e si crea un problema diplomatico da cui devo emergere vincitrice. Sono preoccupata. Forse mi faccio accompagnare da qualcuno, giusto per essere più convincente.

Pensavo che, se una è giovincella o ingenua o fiduciosa, si ritrova con i denti limati senza nemmeno sapere perché, giusto perché “glielo ha detto il medico”.
E’ un mondo pericolosissimo.

Lo so perché questo è un argomento in cui, a dispetto delle apparenze, la differenza Oriente-Occidente non c’entra un cavolo. Non è questione di paziente europea contro dentista arabo.
E’ che ho vissuto molti anni in Spagna quando la Spagna non era il fighissimo paese che è adesso. Per nulla, proprio.
E ci è mancato pochissimo che ci accoppassero, me e mia figlia, e in più di un’occasione. La Sanità più pericolosa del mondo, chi se la scorda più.

Ho il sacrosanto terrore delle iniziative mediche non strettamente indispensabili, quindi. E anche di quelle indispensabili, a dire il vero.
Non mi fido e faccio bene, ne sono sicura.
Giù le mani, cribbio.

Poi penso che, se non avessi vissuto tanto in Spagna, non avrei gli strumenti per capire un cavolo, di mille cose che vedo in questo benedetto paese.
E sono strumenti che spagnoli più giovani di me non hanno: passo il tempo a rinfrescare la memoria della mia giovane collega che, stupita, critica qui le stesse cose che io criticavo, alla sua età, guardandomi attorno nel suo paese.

Memoria, cribbio.
Su quello che succedeva l’altro giorno, mica cent’anni fa.

P.S. Ma a voi è mai successo, comunque, che qualcuno volesse limarvi i denti?