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Conosco Paniscus, internettianamente parlando, da parecchio tempo e sono in buona compagnia, visto che è una che la rete la usa molto, e bene.
L’ho letta in newsgroup, forum e spazi vari oltre, ovviamente, ad averla letta nel suo sito pieno di scimmie.
Aggiungo anche, en passant, che mi ha fatto pure conoscere quella che considero una delle più belle presenze sul web italiano – e non solo sul web – e direi che non è poco.

Quello che adesso volevo dire, però, è che ho scoperto da pochissimo che Paniscus ha aperto un blog e già solo questo mi pare un buon motivo per correre ad aggiornare il blogroll, la MozBlogBar, la BlogBar senza Moz o quello che è.
Poi, per giunta, vado là e leggo:

[…] evidentemente, si pensa che avere un’idea forte e decisa sia necessariamente sintomo di irrazionalità o di fanatismo, dovuti all’eccessivo coinvolgimento personale che impedisce di essere obiettivi. Se nella difesa di una posizione si mette troppa energia, allora deve esserci per forza di mezzo un’ipersensibilità sospetta, che rende questa posizione inattendibile.

Non so se sia insolito, ma per me è esattamente il contrario: è normale difendere un’idea con forza se ho la possibilità di osservarla in modo distaccato, decisamente mi riesce meglio. Le mie arringhe virtuali sono molto più intense e appassionate quando non sono annebbiate dal coinvolgimento emotivo. Eppure è l’obiezione che ultimamente mi sono sentita fare più spesso, sempre uguale, sempre più ottusa: se te la prendi tanto, vuol dire che ho toccato un nervo scoperto, e che quindi hai torto.

L’argomento del nervo scoperto è l’ennesima versione dell’obbligo politicamente corretto di pensiero unico: è attendibile solo chi non dice niente di incisivo, e hanno diritto di parlare solo quelli che non si sbilanciano mai. Di solito lo si insinua accusando l’interlocutore di intolleranza, adesso pure di inaffidabilità emotiva.

Era da un po’ che giravo attorno a questo fenomeno, e vederlo messo a fuoco con tanta chiarezza mi è piaciuto parecchio.
Averlo letto prima, mi sarei risparmiata almeno una sciocca polemica avuta di recente (mi sarei limitata a spedire il post, anziché stare lì a spiegarmi come un’idiota) e, in generale, conosco un po’ di sagge e pacate presenze bloggare a cui leggere l’intero post potrebbe risultare utile assai.
C’è parecchio perbenismo su questa cosa, nella blogopalla, e metterlo un po’ a fuoco di sicuro non fa male.

Ma poi è pieno di belle cose, questo nuovo blog: c’è Maddalena alle prese con la neve e i primi passi, c’è l’intelligenza/passione/ironia in tema di fecondazione assistita, il Primate Pride e, in generale, quella splendida capacità tutta femminile di fare convivere il piccolo e il grande, il tocco leggero e la passione (qui a Mirumir fischieranno le orecchie, ché è un’altra grande esperta in materia) e una solida e divertita lucidità che mi piace assai.

Benvenuta, signora Paniscus.
Solo, mettiti i feed!